MOBY
DICK – Moby Dick
Akarma
Records
Genere:
Hard Rock
Supporto:
LP / Bandcamp – 1973 / 2001
Anche
noi in Italia abbiamo avuto nei primi anni ’70 i nostri Led Zeppelin
partenopei, anche se non ce ne siamo neppure accorti! È una storia strana che
tenterò di raccontarvi.
Innanzi
tutto vi dico che l'album “Moby Dick” non è stato pubblicato negli anni '70 al
momento della sua registrazione, ma recuperato e distribuito decenni dopo
tramite varie etichette discografiche specializzate nel collezionismo e nelle
ristampe underground. La prima e più celebre pubblicazione ufficiale del
materiale d'archivio risale al 2001 ad opera della storica etichetta italiana
Akarma (sotto-etichetta della Comet Records), pubblicata sia in formato
LP/vinile (cat. AK 1028) sia in CD Digibook. Successivamente è stato ristampato
da Bull's-Eye (2009 / 2016) per il mercato americano ed europeo, e infine da
Sommor Records / Guerssen (2024–2026), etichetta spagnola specializzata in
Psichedelia, Hard Rock e Prog anni '60/'70.
Per
quanto riguarda l'epoca originale (1973), gli unici due brani pubblicati in
formato 45 giri (“Free Wheelin Cat” e “Provisional Baby Hip”) uscirono per la
piccolissima etichetta indipendente campana A.B. Record (cat. AB 01).
I
Moby Dick dunque rappresentano una delle gemme più affascinanti, elusive e
contorte del panorama dell'Hard Rock e Prog Blues italiano. Attivi nella fervida
e vulcanica scena partenopea, la stessa che vedeva germogliare e fiorire realtà
celebri come Osanna, Cervello, Il Balletto di Bronzo, Napoli Centrale e Uno, i
Moby Dick scelsero una via stilistica diretta, energetica e fortemente ancorata
al sound anglo-americano, orientata verso l'Hard Rock chitarristico con forti
sfumature Funk, Soul e Blues.
La
band si forma a Napoli a cavallo tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70.
La formazione storica vedeva figurare musicisti dotati di una tecnica formidabile
e di un tiro ritmico eccezionale: Enzo Granato (chitarra solista e voce guida,
mente creatrice e autore principale), Tonino Esposito (basso), Lino Muoio
(batteria e percussioni) e Piero Framond (tastiere, presente nelle fasi
successive e nelle registrazioni estese).
Inseriti
nel vivacissimo circuito live campano del periodo, parteciparono ad alcuni dei
più importanti festival Pop e Avant-Garde dell'epoca, facendosi notare per
l'impatto dirompente dal vivo. Nonostante la qualità formidabile del loro
repertorio, la band non riuscì a pubblicare un LP ufficiale all'epoca.
La
stampa Akarma comprende dieci canzoni e basta ascoltare la prima, “Two Timing
Girl”, per comprendere quanto la band sia ispirata da Plant, Page e soci. Il
brano si apre con un riff d'impatto affilato ed energico, fortemente debitore
dell'Hard Rock britannico di marca Free, Humble Pie e appunto, primi Led
Zeppelin. La sezione ritmica di Esposito (non il famoso di “Kalimba De Luna”) e
Muoio macina un groove serrato in 4/4, mentre la chitarra di Granato stacca
accordi aggressivi e si lancia in un assolo acido e distorto. Il testo narra la
classica vicenda del tradimento e del doppio gioco affettivo
("two-timing"). Il registro lirico è quello tipico del Rock'n'Roll
viscerale con tanto di rabbia, delusione ed emancipazione da una relazione tossica
con una donna infedele.
“Free
Wheelin Cat”, pubblicato originariamente come lato A del 45 giri del 1973, è un
pezzo sorretto da una linea di basso pulsante e rotonda. Il sapore è
spiccatamente Funk Rock, con un uso ritmico della chitarra wah-wah che richiama
le atmosfere americane alla Grand Funk Railroad o James Gang.
Per
il resto l’album si aggira attorno a quanto descritto con buone soluzioni e
ritmiche elevate.
In
definitiva, l'album omonimo dei Moby Dick è la fotografia nitida e potente di
quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Un disco che non pecca di alcun
complesso d'inferiorità verso i mostri sacri dell'Hard Blues anglosassone
dell'epoca e che dimostra quanto la Napoli dei primi anni '70 fosse un
calderone creativo ben più ampio del solo prog sinfonico o del Napoli Centrale
style. Un recupero interessante per chiunque voglia comprendere fino in fondo
le diramazioni più viscerali, polverose e autentiche del Rock italiano
d'archivio. Sorprendente! MS
Versione Inglese:


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