FLOATING
WEEDS MUSIC - Beyond, Within
Autoproduzione
Genere: Psichedelia Ambient
Supporto: Bandcamp – 2026
Sempre
più persone singole si avvicinano alla musica come one-man band, grazie anche
all’uso della tecnologia che permette di realizzare oggi un disco a basso costo.
Non sempre ciò è sinonimo di bassa qualità, perchè quando si ha qualcosa da
dire, le idee scaturiscono con vigore e spesso i risultati sono interessanti.
In
questo caso, dietro al moniker Floating Weeds Music si trova il musicista e
compositore italiano Federico Fabrizi, attivo nell'ambito della ricerca sonora
indipendente. Il suo percorso musicale si caratterizza per un approccio
fortemente eclettico, che spazia dal Prog Rock d'avanguardia alla World Music
futuristica, passando per la Psichedelia e l'Ambient meditativa.
Floating
Weeds Music è pensato come un laboratorio aperto in cui esplorare la
contaminazione tra strumenti classici ed elettrici, sintetizzatori ed elementi
etnici o rituali. La sua ricerca artistica si fonda su un profondo interesse
per le filosofie orientali, la spiritualità (Kundalini) e la sperimentazione
strutturale, creando paesaggi sonori immersivi dedicati al concetto di viaggio
interiore e dissoluzione dell'ego. Generalmente, fra le note scaturiscono
sintetizzatori atmosferici, ritmiche dub lente e profonde, linee di basso
avvolgenti, campionamenti etnici e strumenti tradizionali asiatici, creando un
viaggio sonoro immersivo.
In
“Beyond, Within” ci sono otto tracce per oltre cinquanta minuti di musica. Fra
le strumentazioni utilizzate per la riuscita dell’album spiccano, oltre alle
classiche chitarre e via dicendo, anche tabla, sitar e bansuri.
L’artista
si pone le domande: “Perché noi umani (almeno alcuni di noi) sentiamo il
bisogno di riconnetterci con uno stato di coscienza superiore?”, “Cos'è la
coscienza?”, “Esiste una realtà superiore? Questo mondo materiale è solo
un'illusione?”, tutto ciò fa da traino all’intero percorso.
“She
Who Flows” è dedicata all'energia femminile della creazione (Shakti) e
rappresenta il flusso ininterrotto della vita. La figura femminile che scorre è
il simbolo del cambiamento e del fluire della coscienza che si abbandona al
divenire. Un basso dub calmo ed essenziale sostiene la traccia, mentre synth
morbidi ed echi dilatati ricreano l'incedere fluido di un fiume. La chitarra
elettrica rafforza il tutto, immergendo l’ascoltatore in un contesto
psichedelico.
In
“Not Two” sembra di trovarsi in panorami estesi dove la struttura musicale
lavora per sottrazione, lasciando ampi spazi di silenzio e riverberazione. Il
titolo richiama direttamente l'esperienza della Non-Dualità (in sanscrito
Advaita, traducibile appunto con "Non Due"). Il testo e i
campionamenti vocali esplorano l'illusione della separazione tra l'osservatore
e il mondo esterno, dove non vi è divisione tra il sé e il tutto.
La
title track crea una sensazione di espansione spaziale, mentre un groove dub
ipnotico guida l'ascolto verso una dimensione contemplativa e meditativa. Un
ascolto per l’anima. Il paradosso del titolo esplora il principio secondo cui
ciò che è "oltre" (il cosmo, il divino) si trova esattamente
all'interno della propria consapevolezza. È un invito a volgere lo sguardo
dall'esterno all'interno per scoprire la natura infinita della mente.
Sonoramente
non distante giunge “The Coiled Snake”, fra misticismo e visceralità. Le
ritmiche suggeriscono un movimento lento, a spirale e ascendente. Il
riferimento diretto è alla Kundalini, l'energia primordiale rappresentata come
un serpente arrotolato alla base della spina dorsale. La musica descrive
simbolicamente la risalita di questa forza spirituale attraverso i centri
energetici (chakra). C’è anche un breve intermezzo strumentale dal titolo
“Naga”, in cui ci si immerge nella mitologia induista e buddista. Il brano
funge da ponte contemplativo e rituale per la seconda metà dell'album, che
riprende con “Naja Naja”, nome scientifico del cobra indiano. Non mutano le
atmosfere, sempre sostenute dal basso onnipresente, dalla tabla e dal sitar. La
voce emette un canto ipnotico che avvolge l’ascoltatore.
Altro
viaggio profondo nell’io giunge dalla psichedelica (soprattutto nella chitarra)
“Together We Flow”, mentre la rarefatta “Samudra” chiude l’album senza togliere
o aggiungere altro all’insieme.
“Beyond,
Within” possiede senza dubbio un fascino concettuale e una cura timbrica
indiscutibile, ma soffre di un'immobilità di fondo che trasforma il viaggio
interiore in una lunga attesa del primo evento dinamico. Un lavoro ideale da
mettere in sottofondo durante sessioni di yoga. Comunque interessante. MS
Versione Inglese:


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