TIZIANO FANTAPPIE’ – Etciù
Fantappiè Records
Genere: Strumentale / Virtuoso / Progressive
Rock
Supporto: Bandcamp – 2026
Tiziano
Fantappiè è un artista estremamente eclettico, la cui carriera si muove tra la
composizione di colonne sonore, la produzione e il polistrumentismo. Fiorentino
di nascita (classe 1990) ma di base a Madrid, ha costruito un profilo
internazionale grazie alla sua capacità di fondere generi apparentemente
distanti. Ha iniziato a suonare a 13 anni e nel 2017 si è laureato al
Conservatorio Cherubini. Non è solo un cantautore, ma un vero e
proprio architetto del suono. Ha iniziato a collaborare con il mondo del teatro
e della pubblicità (lavorando per brand come Dolce & Gabbana e Zucchetti).
La sua musica è spesso descritta come Eclectic Prog, influenzata da giganti
come Frank Zappa, i Led Zeppelin e Miles Davis, con un'attenzione maniacale per
l'arrangiamento strumentale.
"Etciù"
rappresenta un momento di sintesi nella sua produzione. Il titolo, che richiama
onomatopeicamente uno starnuto, suggerisce una sorta di "reazione
improvvisa" o uno sfogo creativo necessario. Potrei anche definire l'album
come un ibrido audace che spazia dalla musica classica contemporanea
all'Alternative/Indie, con venature Rock.
Composto
di sette tracce, inizia con “White Sadness”, il quale si distingue per un
minimalismo ricercato che esplode gradualmente in un arrangiamento
stratificato. La "tristezza bianca" del titolo viene evocata
attraverso l'uso di pad atmosferici che creano un senso di freddo e isolamento,
quasi a mimare un paesaggio innevato o una luce asettica. Fantappiè
utilizza il riverbero e il delay per creare trame sonore che ricordano il Post
Rock più malinconico, allontanandosi dalle strutture Blues Rock dei suoi
esordi. Il
brano evita risoluzioni banali, mantenendo l'ascoltatore in uno stato di
sospensione emotiva in cui la spazialità è curatissima.
In
“Out Of Time” il tema centrale è il conflitto con il tempo.
Fantappiè esplora l'ansia della modernità e la sensazione di essere
costantemente in ritardo rispetto alle proprie aspettative o alle scadenze
della vita. Non è solo "mancanza di tempo", ma la sensazione di
essere fuori sincrono rispetto al resto del mondo. Si
sentono echi di un Rock Progressivo moderno, dove la complessità non è mai fine
a se stessa, ma serve a descrivere la frenesia mentale.
Si
cambia timbro con “Afraid Of The Clouds” in un ritmo dance in crescendo sonoro esaltato
sia dai synth che dalla chitarra sempre adoperata in bilico fra tecnica e
ricerca. Solamente nel finale si possono godere le nuvole passare.
Fantappiè
sovrappone diverse linee melodiche che si inseguono in “G Canon Impetus”, due
minuti di chitarre acustiche dove il confine tra musica colta e Rock svanisce.
Frammento intimo e toccante.
Con
“Cadillac” l’autore mette in campo tutte le qualità sia compositive
classicheggianti che moderne, a dimostrazione di una freschezza compositiva
acquisita con esperienza negli anni.
Con
un clap di mani si apre “Silence Water”, altro movimento studiato e
approfondito da ottimi arrangiamenti e suoni. Il ritmo è intrigante, così l’inserimento
di scale al confine del Jazz.
Chiude
la title track di undici minuti abbondanti, brano più eclettico e dinamico del disco. È
qui che il termine Eclectic Prog trova la sua massima espressione e si denota
anche una certa passione del musicista per Robert Fripp e i suoi King Crimson
era “Discipline” e “Red”, ma soprattutto per Frank Zappa.
La
forza di quest’album risiede nella complessità strumentale, un ascolto da fare
in cuffia per godere dei dettagli sonori (chitarre, synth, partiture quasi
orchestrali) che rivelano la sua natura di compositore per immagini.
Fantappiè
sembra aver abbandonato parte della giocosità dei lavori precedenti (come
"Djambo") per abbracciare una profondità più solenne, confermandosi uno
degli artisti più originali del panorama indipendente europeo. Dedicategli un
attento ascolto. MS
Versione Inglese:


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