KERYGMATIC
PROJECT - A Bolt From The Blue
Ma. Ra. Cash Records
Genere: Neo Prog
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Essendo
io cresciuto fra gli anni ’70 e gli ’80, ho potuto apprezzare appieno
l’evoluzione del genere sino a giungere, nei primi anni ’80, al Neo Prog.
Orfano del Prog classico, in quel periodo mi sono legato a quelle band che
potremmo definire a loro volta “storiche”, come Marillion, IQ, Pallas,
Pendragon ecc. In Italia il fenomeno è giunto quasi in sordina, a parte casi
come gli alessandrini Arcansiel e poco più, ma di questo ho già parlato nel mio
libro “Neo Prog” (Arcana).
Nel
tempo il genere si è saputo evolvere, assorbendo le influenze circostanti
dettate dalle mode e dalla tecnologia, che nel frattempo è cambiata
notevolmente. Giungendo agli anni 2000, in Italia i fenomeni sono molteplici,
fra i quali spicca la band Kerygmatic Project, formatasi nel 1998 e composta da
Marco Campagnolo (tastiere), Danilo Nobili (batteria) e Samuele Tadini (voce,
basso, chitarra).
Il
termine 'Kerygmatic', che deriva da 'Kerygma', ha due significati fondamentali:
il primo, di origine greca, significa 'messaggio' o, più precisamente,
'proclamazione'; il secondo indica il primo esempio di predicazione cristiana.
Nell'antichità, all'interno della comunità d'origine, il termine designava il
nucleo stesso del Cristianesimo.
Musicalmente,
nonostante la complessità strutturale, la band mantiene sempre un'anima Pop
Rock accessibile, in un mix fra Genesis e Marillion. Rispetto ai lavori
precedenti, l'album integra una maggiore presenza di elementi elettronici e
synth-wave, pur mantenendo salde le radici nel Neo Prog.
Dopo
aver rilasciato nel tempo cinque album, “A Bolt From The Blue” rappresenta il
loro sesto sigillo in studio e segna un'evoluzione significativa per il gruppo.
Il titolo stesso suggerisce l'idea di un evento improvviso e inaspettato, un
"fulmine a ciel sereno" che scuote la realtà.
I
loro testi spaziano spesso tra filosofia, attualità e introspezione
psicologica. L'album si apre con la title track, che curiosamente è uno dei
brani più brevi (02:23), questo suggerisce che funga da vera e propria scossa
iniziale, un'introduzione strumentale o un manifesto sonoro rapido che prepara
il terreno per i pezzi più complessi.
Fra
i brani più interessanti cito “Regeneration”, il più lungo con i suoi otto
minuti; in pieno stile Neo Prog, qui la band ha lo spazio per esplorare cambi
di tempo e atmosfere stratificate, iniziando pacatamente con voce e tastiere
per poi dipanarsi in fughe più articolate. “The Real Loser Liar” e “Money,
Power & Sex” sembrano formare un blocco tematico forte, probabilmente
legato a una critica verso l'ipocrisia sociale e l'avidità. Si passa poi da
titoli duri a momenti apparentemente più melodici o narrativi come “I Can't
Keep My Eyes Off You” e la chiusura cinematografica di “Sunset Boulevard”.
Grazie a Samuele Tadini e Danilo Nobili, la sezione ritmica non è mai banale,
specialmente in tracce come “The S.High School Open Day”.
In
un mercato musicale spesso dominato da brani "usa e getta", i
Kerygmatic Project continuano a difendere il formato album come opera d'arte
unitaria. Se amate il Rock che richiede attenzione ma che sa anche emozionare
al primo ascolto, "A Bolt From The Blue" è sicuramente una delle
uscite che potrebbero interessarvi. MS
Versione Inglese:


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