I Miei Libri

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sabato 23 maggio 2026

Sheen

SHEEN – Absence
RDM Records
Genere: Avanguardia
Supporto: CD / Digital – 2026 (2015)




La RDM Records della cantante e artista Romina Daniele fa il suo debutto nel grande mondo discografico, e lo fa attraverso produzioni che non sono di certo scontate nel panorama musicale odierno, ricercando ciò che l’arte deve elargire per sua natura. Così viene descritto l’intento nella nota biografica: “L'arte e la ricerca sono un'unica energia essenziale verso l'autenticità dell'esistenza. Esploriamo l'assenza non come un vuoto, ma come un'implosione; la soglia risonante dove il significato della poesia reclama le sue fondamenta originarie.”.
Con il progetto Sheen, di Lorenzo Marranini e la partecipazione di Romina Daniele, la RDM Records si gioca subito una carta importante dal titolo “Absence”, giusto per mettere in chiaro gli intenti. Il titolo è tratto dalla poesia della Daniele “Absence (on threshold of my pain)”. L’opera vide la luce nel 2015, ed oggi viene presentata con un nuovo e accurato mastering.
Il connubio tra la sperimentazione vocale e la ricerca sonora d’avanguardia trova una nuova, intrigante declinazione fra elettronica e filosofia, dove i due protagonisti fanno della destrutturazione e della profondità espressiva il loro marchio di fabbrica.
Come suggerisce il titolo stesso, “Absence” si sviluppa attorno al concetto filosofico e psicologico della sottrazione. Non si tratta semplicemente di un vuoto, ma di un'assenza pesante, uno spazio in cui il silenzio, le pause e l'eco diventano elementi compositivi tanto importanti quanto le note suonate. È un lavoro che esplora il confine tra presenza ed evanescenza, traducendo in musica l'isolamento, la memoria e l'immateriale.
La presenza di Romina Daniele garantisce una performance in cui la voce supera i confini del canto tradizionale. Conosciuta per la sua vocalità multi-espressiva, che spazia dal Jazz d'avanguardia alla poesia sonora e alla musica colta contemporanea, la Daniele usa il tessuto vocale per graffiare, cullare e tessere trame emotive complesse.
Lorenzo Marranini, da parte sua, cura la controparte strumentale ed elettronica. Il suo apporto si traduce in paesaggi sonori rarefatti, droni minimalisti ed elementi di musica elettroacustica che non fungono da semplice accompagnamento, ma dialogano costantemente, e spesso in modo spigoloso, con le linee vocali.
“Absence I” ha il compito di strappare l'ascoltatore dalla realtà ordinaria per catapultarlo nella dimensione sospesa del progetto Sheen, dove dominano frequenze basse, droni minimali e micro-suoni che creano un senso di attesa quasi cinematografica. È un'introduzione fortemente atmosferica, dove lo spazio vuoto tra una nota e l'altra vibra di una tensione palpabile. Romina Daniele entra in questo scenario non per cantare una melodia, ma per "abitare" il suono. La voce si muove inizialmente sussurrata, quasi fosse un fantasma o un flusso di coscienza interiore, per poi evolvere in fonemi, vocalizzi tesi ed estensioni che testano i confini della dinamica. La parola perde la sua funzione puramente semantica e diventa puro suono, carne e soffio.
In "Absence II", il dialogo tra Romina Daniele e Lorenzo Marranini si fa più serrato, quasi a sfociare in una sorta di scontro dialettico e psicologico. Marranini abbandona in parte i droni puramente statici per introdurre strutture elettroacustiche più spigolose. Possono emergere pattern percussivi destrutturati, glitch o manipolazioni magnetiche che danno al brano un andamento zoppicante e febbrile. Non c'è mai un ritmo rassicurante, ma piuttosto un battito cardiaco alterato, un’inquietudine geometrica che stringe lo spazio attorno alla voce. Potrebbero essere atmosfere care anche al Thom Yorke più crepuscolare. La voce si frammenta, ai sussurri si alternano improvvisi scarti di registro, e stratificazioni vocali che creano un effetto di sdoppiamento della personalità. C'è un uso magistrale del respiro e del silenzio forzato, utilizzato come un muro contro cui la voce si infrange. Il canto si fa a tratti più lirico e dolente, per poi spezzarsi in fonemi puri, espressione di un'incomunicabilità profonda.
In "Absence III", Lorenzo Marranini compie un lavoro di cesello quasi invisibile, portando l'elettronica ai minimi termini del minimalismo, dove i ritmi destrutturati del brano precedente lasciano il posto a frequenze longitudinali, quasi impercettibili, che sembrano fluttuare nell'aria come polvere dopo un crollo. Qui il silenzio non è una pausa tra le note, ma è il protagonista stesso, mentre sopra la Daniele usa la voce come un corpo.
Non voglio togliervi il piacere di scoprire cosa vi attende durante il percorso, per cui lascio alla vostra curiosità scoprire il seguito; resta il fatto che “Absence” non è un ascolto disimpegnato, ma un'opera densa, intellettuale e profondamente viscerale, che si inserisce perfettamente nell'alveo della musica di ricerca, dell'art rock più astratto e del modern creative. Un disco che richiede attenzione, isolamento e la predisposizione a lasciarsi trasportare in territori sonori non convenzionali.
Un appuntamento sicuramente imperdibile per chiunque ami la musica intesa come arte pura, priva di compromessi commerciali e guidata da un'autentica urgenza espressiva umana.
Benvenuta RDM Records, si sentiva il bisogno di aria nuova! MS







Versione Inglese: 



SHEEN – Absence
RDM Records
Genre: Avant-garde
Format: CD / Digital – 2026 (2015) 






Singer and artist Romina Daniele’s RDM Records makes its debut in the wider recording world, doing so through productions that are certainly anything but predictable in today's musical landscape, seeking out what art, by its very nature, is meant to bestow. This is how the intent is described in the biographical note: “Art and research are a single, essential energy towards the authenticity of existence. We explore absence not as a void, but as an implosion; the resonant threshold where the meaning of poetry reclaims its original foundations.”.
With the Sheen project, by Lorenzo Marranini and featuring Romina Daniele, RDM Records immediately plays a major card entitled “Absence”, just to make its intentions clear. The title is drawn from Daniele’s poem “Absence (on threshold of my pain)”. The work originally saw the light of day in 2015, and is presented today with a meticulous new mastering.
The marriage between vocal experimentation and avant-garde sound research finds a new, intriguing expression between electronics and philosophy, where the two protagonists turn deconstruction and expressive depth into their trademark.
As the title itself suggests, “Absence” develops around the philosophical and psychological concept of subtraction. It is not simply a void, but a heavy absence, a space in which silence, pauses, and echo become compositional elements just as vital as the notes played. It is a work that explores the boundary between presence and evanescence, translating isolation, memory, and the immaterial into music.
The presence of Romina Daniele ensures a performance where the voice transcends the boundaries of traditional singing. Known for her multi-expressive vocation, spanning from avant-garde jazz to sound poetry and contemporary classical music, Daniele uses the vocal fabric to scrape, cradle, and weave complex emotional textures.
Lorenzo Marranini, for his part, takes care of the instrumental and electronic counterpart. His contribution translates into rarefied soundscapes, minimalist droni, and electroacoustic music elements that do not act as a mere accompaniment, but engage in a constant, and often edgy, dialogue with the vocal lines.
“Absence I” is tasked with tearing the listener away from ordinary reality to catapult them into the suspended dimension of the Sheen project, where low frequencies, minimal droni, and micro-sounds dominate, creating an almost cinematic sense of anticipation. It is a highly atmospheric introduction, where the empty space between one note and the next vibrates with a palpable tension. Romina Daniele enters this scenario not to sing a melody, but to "inhabit" the sound. The voice moves initially whispered, as if it were a ghost or an interior stream of consciousness, before evolving into phonemes, tense vocalizations, and extensions that test the boundaries of dynamics. The word loses its purely semantic function and becomes pure sound, flesh, and breath.
In "Absence II", the dialogue between Romina Daniele and Lorenzo Marranini grows tighter, almost bordering on a sort of dialectical and psychological clash. Marranini partly abandons the purely static droni to introduce edgier electroacoustic structures. Deconstructed percussive patterns, glitches, or magnetic manipulations can emerge, giving the track a limping, feverish pace. There is never a reassuring rhythm, but rather an altered heartbeat, a geometric anxiety that tightens the space around the voice. These atmospheres could well be close to the heart of the most twilight-hued Thom Yorke. The voice fragments: whispers alternate with sudden shifts in register, bold glissandi, and vocal layers that create an effect of a split personality. There is a masterful use of breath and forced silence, utilized as a wall against which the voice shatters. The singing becomes at times more lyrical and sorrowful, only to break apart into pure phonemes—the expression of a profound incommunicability.
In "Absence III", Lorenzo Marranini performs an almost invisible work of chiseling, reducing the electronics to the bare minimum of minimalism, where the deconstructed rhythms of the previous track give way to longitudinal, almost imperceptible frequencies that seem to float in the air like dust after a collapse. Here, silence is not a pause between notes, but the protagonist itself, while above it, Daniele uses her voice like a body.
I do not want to rob you of the pleasure of discovering what awaits you along the path, so I leave it to your curiosity to uncover what follows; the fact remains that “Absence” is not a casual listen, but a dense, intellectual, and deeply visceral work that fits perfectly within the realm of research music, the most abstract art rock, and modern creative. An album that demands attention, isolation, and a readiness to let oneself be carried away into unconventional sonic territories.
A definitely unmissable appointment for anyone who loves music understood as pure art, free from commercial compromises and driven by an authentic, human expressive urgency.
Welcome, RDM Records—the need for a breath of fresh air was truly felt! MS

 

 

 



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