I Miei Libri

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sabato 31 ottobre 2026

Malombra

MALOMBRA – Soffitta Macabra
Black Widow Records
Genere: Dark / Progressive Metal / Doom
Supporto: CD / LP / Digital – 2026





L’oscurità cela illusioni e pone ambito a manifestazioni che immaginiamo di vedere. In pratica è un linguaggio con cui la nostra mente predilige gridare le proprie paure o delusioni, vere o false che siano. La musica spesso ne canta le gesta, e quale genere migliore se non il Dark Doom?
I Malombra sono una storica formazione genovese fondata nel 1991 dal cantante e mente creativa Mercy (al secolo Renato Carpaneto) ed è considerata una delle realtà più eclettiche e affascinanti della scena italiana, da sempre legata alla prestigiosa etichetta Black Widow Records.
Il nome Malombra attinge direttamente dall'immaginario e dall'omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro, riflettendo fin dagli esordi una spiccata inclinazione per le atmosfere gotiche, il decadentismo, la letteratura e il folklore ebraico ed esoterico. Debuttano con l'omonimo “Malombra” (1993), un lavoro acerbo ma visionario in cui fondono Heavy Metal classico, Doom alla Black Sabbath e sfumature Progressive. Il successo critico arrives con “Our Lady Of The Bones” (1996), un disco complesso e monumentale che consacra il loro stile drammatico e teatrale. Con “The Dissolution Age” (2001), evolvono verso sonorità più eclettiche, incorporate con Rock Progressivo anni '70, synth wave, parti acustiche e declamazioni teatrali. Seguirà una lunga fase di pausa e progetti paralleli da parte dei membri della band (tra cui Il Segno del Comando di Diego Banchero). Nel 2023 tornano sul mercato con l'album “T.R.E.S.”, riconfermando il loro marchio di fabbrica con testi prevalentemente in italiano.
Oggi con “Soffitta Macabra” volgono uno sguardo alle spalle, verso quell’esordio crudo e diretto, come le registrazioni dell’album senza artifizi moderni. La formazione odierna è composta da Renato “Mercy” C. (voce), Matteo Ricci (chitarre, synth), Fabio Cuomo (batteria, synth, cori), Daniele Gasparini (basso, synth, percussioni, cori), Mauro Sciaccaluga (chitarre) e Fulvio “Flux” M. (tastiere, synth).
Il titolo si ispira in modo allusivo al nome di una corrente e rivista di arte di retro-avanguardia dell'inizio del Novecento. Dal punto di vista musicale, “Soffitta Macabra” prosegue il percorso di maturazione della band, fondendo chitarre monolitiche e oscure tipiche del doom d'annata (sulla scia di Black Sabbath e Paul Chain) a complessi cambi di tempo, sezioni acustiche e dinamiche tipiche del Prog italiano anni '70 (Jacula, Goblin, Banco del Mutuo Soccorso). Massiccio è l’uso di organo Hammond, Mellotron e sintetizzatori analogici per creare un sottofondo spettrale e claustrofobico, proprio come suggerito dal titolo dell'album. La voce di Mercy spazia da un cantato pulito e solenne a declamazioni di stampo teatrale/recitato, conferendo al disco la struttura di una vera e propria opera drammatica e rituale.
Delle sei tracce che compongono il disco, l’apertura spetta a “Un'Ultima Mezzanotte” e al narrato oscuro e inappuntabile di Mercy. Le liriche affrontano il diniego delle convenzioni sociali moderne, il senso di alienazione, l'isolamento spirituale e il conflitto incessante tra l'individuo e il caos della realtà esterna, la decadenza dell'arte, il fascino per l'invisibile e le ombre del passato. In tutto il tragitto rimangono forti i riferimenti alla letteratura romantica e gotica, alla magia e ai miti dimenticati, affrontati non con fare sensazionalistico ma attraverso una profonda ricerca lirica e filosofica.
Feroce “Contro Il Mondo, Contro La Vita”, dove aleggiano gli anni ’70 del Doom, solo ogni tanto “modernizzati” da alcuni interventi di synth e dalle grida strazianti della chitarra elettrica. La registrazione lascia sul suono quel velo che cela la musica sotto una cappa oscura e rende al meglio tutto il contesto.
“Miracle Of Love” giunge adiacente, come un proseguimento, e si apre con un arpeggio di chitarra in una ballata malinconica e altamente melodica. Il cantato passa in lingua inglese. A metà il brano si alza d’intensità e grida tutto il proprio dolore, palesando la capacità della band di essere un rullo compressore.
“Memento” potrei definirlo un nomen omen, teatrale nell’interpretazione e monolitica nell’andamento, mentre la title track “Soffitta Macabra” sfoggia tutta l’essenza Malombra composta di ambientazioni cinematografiche nel lungo minutaggio di tredici minuti abbondanti di musica. Il finale tocca a “L’Alba Dei Morti Viventi” (scusate, mi torna alla mente Dylan Dog), un melodico andamento di pece in cui ancora una volta Mercy recita il testo drammatico infarcito di sonorità altamente Progressive.
In definitiva, "Soffitta Macabra" è un'opera densa, teatrale e sfacciatamente controtendenza, con cui i Malombra riaffermano la propria identità unica nel panorama Dark Progressive italiano. Un viaggio claustrofobico e affascinante tra le ombre dell'anima, che riconferma la band genovese come una delle poche capaci di trasformare la decadenza in pura arte. Un grande ritorno! MS 







Versione Inglese: 


MALOMBRA – Soffitta Macabra
Black Widow Records
Genre: Dark / Progressive Metal / Doom
Format: CD / LP / Digital – 2026





Darkness conceals illusions and gives scope to manifestations we imagine we see. In practice, it is a language with which our mind prefers to cry out its fears or disappointments, whether real or false. Music often sings of these deeds, and what better genre to do so than Dark Doom?
Malombra are a historic band from Genoa, founded in 1991 by singer and creative mastermind Mercy (born Renato Carpaneto), and are considered one of the most eclectic and fascinating acts on the Italian scene, historically tied to the prestigious Black Widow Records label.
The name Malombra draws directly from the imagery and homonymous novel by Antonio Fogazzaro, reflecting right from the start a strong inclination toward gothic atmospheres, Decadentism, literature, as well as Jewish and esoteric folklore. They debuted with their self-titled album “Malombra” (1993), a raw yet visionary work merging classic Heavy Metal, Black Sabbath-style Doom, and Progressive nuances. Critical acclaim came with “Our lady Of The Bones” (1996), a complex and monumental album that consecrated their dramatic and theatrical style. With “The Dissolution Age” (2001), they evolved toward more eclectic sounds, blending 70s Progressive Rock, synth wave, acoustic parts, and theatrical recitations. A long hiatus and parallel projects by band members followed (including Il Segno del Comando by Diego Banchero). In 2023 they returned with the album “T.R.E.S.”, reaffirming their trademark style with lyrics predominantly in Italian.
Today, with “Soffitta Macabra”, they look back toward that raw and direct debut, reflected in album recordings free from modern gimmicks. Today’s lineup features Renato “Mercy” C. (vocals), Matteo Ricci (guitars, synths), Fabio Cuomo (drums, synths, backing vocals), Daniele Gasparini (bass, synths, percussion, backing vocals), Mauro Sciaccaluga (guitars), and Fulvio “Flux” M. (keyboards, synths).
The title takes an allusive inspiration from an early 20th-century retro-vanguard art movement and magazine. Musically, “Soffitta Macabra” continues the band’s path of growth, merging the monolithic and dark guitars typical of classic doom (in the vein of Black Sabbath and Paul Chain) with complex time signature changes, acoustic sections, and dynamics typical of 70s Italian Prog (Jacula, Goblin, Banco del Mutuo Soccorso). Massive use is made of Hammond organ, Mellotron, and analog synthesizers to build a eerie, claustrophobic backdrop—just as suggested by the album’s title. Mercy's vocals range from clean, solemn singing to theatrical recitations, bestowing upon the record the feel of a true dramatic and ritualistic piece.
Of the six tracks on the album, the opening falls to “Un'Ultima Mezzanotte” and Mercy’s dark, flawless spoken-word delivery. The lyrics confront the rejection of modern social conventions, the sense of alienation, spiritual isolation, and the relentless conflict between the individual and the chaos of the external world, alongside the decay of art, the allure of the invisible, and the shadows of the past. Throughout the journey, strong references to Romantic and Gothic literature, magic, and forgotten myths remain, addressed not with sensationalism but through profound lyrical and philosophical exploration.
Fierce is “Contro Il Mondo, Contro La Vita”, where the spirit of 70s Doom looms, only occasionally “modernized” by synth interventions and the guitar’s agonizing cries. The recording wraps the sound in a veil that shrouds the music under a dark pall, setting the context perfectly.
“Miracle Of Love” arrives right next, almost as a continuation, opening with an acoustic guitar arpeggio in a melancholy, highly melodic ballad. The vocals switch to English. Midway through, the song surges in intensity, crying out all its pain and showcasing the band’s ability to act as a steamroller.
“Memento” could be described as a nomen omen, theatrical in its delivery and monolithic in its pacing, while the title track “Soffitta Macabra” displays the true essence of Malombra through cinematic soundscapes across its generous thirteen-minute runtime. The finale belongs to “L’Alba Dei Morti Viventi” (forgive me, Dylan Dog springs to mind), a melodic, pitch-black progression in which Mercy once again recites dramatic verse steeped in deeply Progressive textures.
Ultimately, "Soffitta Macabra" is a dense, theatrical, and brazenly counter-trend work with which Malombra reaffirm their unique identity in the Italian Dark Progressive landscape. A claustrophobic and captivating journey through the shadows of the soul, confirming the Genoese band as one of the few capable of turning decay into pure art. A triumphant return! MS

 



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