ALEX
MARI – Origins
Lethal
Song / Atomic Stuff Promotion
Genere: Melodic Metal / Prog Metal
Supporto: Digital – 2026
Un
altro genere musicale che nel tempo non vede mai la parola fine è il Metal
melodico. Spesso a braccetto con l’AOR, oppure con il Metal Prog, ha sempre
saputo emozionare soprattutto durante i ritornelli di facile memorizzazione.
Serve anche la tecnica per esporre al meglio le composizioni, una prerogativa
che contraddistingue il Metal Prog.
Alex
Mari è un vocalist e polistrumentista originario
di Ferrara ed è attivo da anni nella scena Rock, Hard Rock e Progressive italiana
e internazionale. È il frontman e cantante della band Progressive Rock Barock
Project e co-fondatore della formazione AOR/Melodic Rock, Night Pleasure Hotel.
Ha lavorato a lungo come corista e collaboratore al fianco di Michele Luppi
(Whitesnake, Vision Divine, Secret Sphere). Nella sua attività live e di studio
vanta esibizioni e partecipazioni con fornamzioni come Secret Sphere, Markonee
e Ophiura.
Con
Origins, Alex firma un'opera in cui cura personalmente voce, chitarre, basso,
tastiere, programmazioni e arrangiamenti. Alla batteria figurano Paolo Caridi
(Michele Luppi, Reb Beach, Ellefson-Soto) e Gianluca "Mr. Pisu"
Pisana (Night Pleasure Hotel), oltre ad ospiti come Igor Gallerani (Ophiura)
alle tastiere in “Resurrection”, Valentina Piccinini alla voce in “Visions”,
Leonardo “Big Leo” alla voce in “Ancestral Whispers” e Lisa Cavalieri D’Oro
alla voce in “Forgotten”. L'album è stato mixato e masterizzato da Roberto
Priori presso il Pri Studio di Bologna.
In
realtà questo debutto discografico nasce dalla decisione di Alex di rivisitare
e trasformare i primi brani che aveva scritto tra la fine degli anni ’90 e
l’inizio degli anni 2000, mentre suonava nelle band O.D.U. e Ophiura. Non è una
semplice riedizione, bensì una vera e propria trasformazione. I brani sono
stati completamente riarrangiati, registrati ex novo e reinterpretati
attraverso un suono più maturo. Un ritorno alle origini ma senza nostalgia.
Fatte
le dovute presentazioni, passiamo alla musica anticipata da tre singoli:
“Resurrection”, “Aenigma” e “Ancestral Whispers”.
Si
inizia con “Back To The Origins Pt. 1”, un'intro atmosferica ed evocativa dove
le tastiere preparano l'ascoltatore all'ingresso nel disco che prosegue con
“Letters From Hell”, dall'impatto Hard & Heavy deciso, guidato da ritmiche
serrate e riff di chitarra aggressivi. La voce di Alex è quella già nota agli
amanti delle band citate, ossia pulita, malleabile e recitativa. Il brano vuole
essere un viaggio interiore nei momenti più bui dell'anima, rappresentati
simbolicamente come "lettere dall'inferno", da cui emerge la volontà
di spezzare le catene delle proprie angosce.
Ed
è la volta del primo singolo “Resurrection”, melodico e dalla struttura Metal
Prog, dove la ritmica si sbizzarrisce in varianti apprezzabili. Il testo è incentrato
sul concetto di riscatto e rinascita personale: cadere, toccare il fondo e
ritrovare la forza per rialzarsi più forti di prima.
Il
secondo singolo estratto “Aenigma” è caratterizzato a sua volta da cambi di
tempo, intrecci di tastiere e un lavoro di chitarra articolato. Il punto di
forza risiede nel ritornello, aperto e arioso. È una riflessione sul mistero
dell'esistenza e sulle risposte che l'uomo cerca costantemente senza mai
trovare una verità assoluta, vivendo sospeso nel dubbio.
Il
terzo singolo “Ancestral Whispers” è una bellissima ballata atmosferica e
profonda, costruita su arrangiamenti di tastiere e chitarre arpeggiate,
impreziosita dal duetto vocale con Leonardo Big Leo. Ispirato al libro “Molte
Vite, Un Solo Amore” di Brian Weiss, esplora l'idea metafisica delle anime
gemelle che continuano a cercarsi e a rincontrarsi attraverso differenti epoche
ed esistenze.
A
questo punto ci si catapulta dentro al mondo AOR con “Let Our Dreams Be Free”,
dove i synth sono ben presenti e richiamano le sonorità classiche degli anni
'80. Un inno alla libertà di espressione, all'importanza di inseguire le
proprie aspirazioni e di non lasciarsi imbrigliare dai condizionamenti sociali.
“True
Illusion” ha un inizio introspettivo attraverso arpeggi di chitarra, tastiere e
la voce cristallina di Alex, ma a metà il ritmo parte serrato ed entra a pieno
titolo nel Metal melodico trascinante e ben arrangiato con tastiere sinfoniche.
Qui si analizza il confine ambiguo tra realtà e percezione digitale o illusoria,
ponendo l'accento su quanto spesso ci si innamori di maschere o apparenze
ingannevoli.
Uno
dei pezzi che ho maggiormente apprezzato è “Visions”; curato in ogni
particolare, è complesso e sinfonico, dove la matrice Progressive dei Barock
Project emerge in modo evidente negli arrangiamenti e nei cambi di atmosfera.
La voce di Valentina Piccinini è la ciliegina sulla torta. Trattasi
dell'esperienza del sogno e della visione come chiave di lettura della realtà,
un momento in cui l'inconscio rivela desideri e paure taciute durante il
giorno.
Traccia
intimista e struggente è “Forgotten”. La canzone è impostata prevalentemente su
pianoforte e voce nella prima parte, per poi emergere in un crescendo Rock
emotivo guidato da un assolo di chitarra malinconico. Dettato dalla nostalgia e
dal dolore dell'abbandono, racconta la sensazione di essere stati dimenticati
dalle persone o dai luoghi che un tempo rappresentavano "casa".
Ed
è la volta di “I Am”, grintosa quanto basta e ritmata con bassi in evidenza e
un'impronta Hard Rock pura e diretta. Il testo è una dichiarazione d'identità
forte e senza filtri: l'accettazione completa di se stessi, dei propri difetti
e della propria storia, senza bisogno di scuse o approvazioni esterne.
Con
“Apocalypse” si entra nel momento più epico e cupo dell'album, caratterizzato
da riff pesanti, orchestrazioni maestose e linee vocali drammatiche e teatrali.
Una metafora sul declino della società moderna, sull'isolamento emotivo e sulla
necessità di una distruzione "catartica" per poter ricostruire
qualcosa di autentico.
“Back
To The Origins Pt. 2” chiude concettualmente il disco riprendendo i temi
musicali dell'introduzione, sviluppandoli in una suite strumentale di sapore
Prog Rock che riassume la palette sonora dell'opera.
Ottima
anche la bonus track “Sospiri Ancestrali”, ripresa acustica di “Ancestral
Whispers” ricantata in italiano, con la partecipazione vocale di Gianluca
"Mr. Pisu" Pisana. Mantiene il tema delle vite passate e del legame
indissolubile tra le anime, trasposto nella musicalità della lingua italiana.
Bellissima.
In
conclusione, “Origins” non è soltanto una prova di forza tecnica o una semplice
vetrina per le eccellenti qualità vocali di Alex Mari, ma un debutto solista
maturo, viscerale e profondamente sincero. È un lavoro organico che non si
limita a citare i grandi maestri del genere, ma che rivendica con orgoglio la
propria identità, confermando Mari come una delle voci e delle menti più
poliedriche e interessanti del panorama Rock e Metal contemporaneo. Un ascolto
raccomandato non solo agli estimatori dei Barock Project e delle sue tante
collaborazioni, ma a chiunque sia ancora alla ricerca di musica suonata con il
cuore, la pancia e un'indiscussa classe cristallina. MS
Versione Inglese:


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