I Miei Libri

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domenica 1 novembre 2026

Villa Panico

VILLA PANICO – Villa Panico Vol.1
Ionian Sound Record
Genere: Sperimentale / Jazz Rock
Supporto: CD / Spotify – 2026





Nello scenario contemporaneo, dove le catalogazioni di genere tendono spesso a imbrigliare l'ispirazione all'interno di perimetri rassicuranti ma rigidi, l'esordio sulla lunga distanza dei Villa Panico si pone come una ventata di fresca disinvoltura stilistica. “Villa Panico Vol. 1”, oltre a essere la prima testimonianza discografica di un quintetto affiatato, rappresenta la naturale cristallizzazione di un metodo di lavoro fondato sull'ascolto reciproco, sulla ricerca timbrica e su una totale libertà espressiva.
Le radici del progetto affondano nel 2023, quando cinque musicisti si incontrano tra le aule della Siena Jazz University. L'intento condiviso fin dal principio è quello di affrancarsi da qualsiasi etichetta stilistica prefissata, ponendo al centro una creatività istintiva, la libera contaminazione e la coralità esecutiva.
L'intitolazione stessa richiama lo storico ex squat insediato all'interno del complesso dell'ex manicomio fiorentino: una metafora perfetta per uno spazio sonoro in cui le barriere formali crollano per fare posto a un'espressività priva di vincoli. Il sound del quintetto fonde con disinvoltura un'energia di matrice Rock, innesti elettronici e pulsioni ritmiche latine, usando la matrice jazzistica come spinta verso territori aperti e improvvisativi, senza mai smarrire il senso della melodia. Un ruolo coesivo di rilievo è affidato all'uso della voce, dei cori e della trama percussiva.
Registrato nel gennaio 2025 presso il Duna Studio (RA) sotto la guida di Andrea Scardovi (cura di registrazione e mix) e masterizzato da Danilo Rossi, “Villa Panico Vol. 1” esce l'11 settembre 2026 per la Ionian Sound Record. L'opera raccoglie undici tasselli compositivi firmati da diversi componenti ma plasmati attraverso un costante lavoro di squadra, dove la dimensione del live emerge con forza nell'elasticità delle strutture e nel continuo interplay tra gli strumenti.
La band è composta da Alessandro Gerardo La Neve (sax soprano, sax baritono), Francesco Maria Saporito (flauto traverso, pianoforte, tastiere, voce), Amedeo Maria Orso Borella (chitarra elettrica, voce), Lorenzo Giuseppe Gagna (basso elettrico, tromba) e Matteo Stefani (batteria).
Ciò che emerge fin dai primi solchi è la natura profondamente corale del progetto, dove ogni intuizione individuale viene vagliata, plasmata e dilatata dall'interplay collettivo, restituendo al lettore/ascoltatore un'opera varia ma organica, capace di coniugare l'imprevedibilità delle esecuzioni dal vivo con la cura maniacale per l'arrangiamento in studio. Un debutto solido e sfaccettato che segna l'ingresso di una nuova realtà di rilievo nel panorama della musica di ricerca e di contaminazione.
Si inizia con il breve “Intro”, atmosferico e quasi “world”, che conduce al brano “Norman Price”, aperto dal basso e seguito da tutti gli strumenti. Inevitabili alcuni accostamenti a band degli anni ’70 come i Perigeo, in cui il sax disegna linee melodiche altamente funzionali. Ottima la sezione ritmica, tecnica e coesa.
Calda e intima risulta “Lontani”, dove questa volta sono le tastiere di Saporito a salire in cattedra. La fuga è calda, un Jazz avvolgente e ricco di storia. Maggiormente ricercata “People Ask For What”, dove alcuni andamenti mi richiamano i “progressivi” Gentle Giant; sorniona all’inizio, per poi svilupparsi con chitarra Funk e tastiere Hammond a fare da sottofondo al movimento del sax, ancora una volta altamente melodico.
Sembra di entrare in quei locali fumosi con poltrone e spettacoli sexy in “Vieni Con Me (al Bar Caffe)”, andamento pacato ma variegato in cui la band si passa la staffetta dei solo strumentali.
Nella breve “Corridoi” i Villa Panico si addentrano in un ambiente psichedelico, fatto di sospensioni e riverberi dove il basso disegna la linea da seguire per poi arrivare a “Black Pages”, altro frangente sperimentale che segue la linea del pezzo che lo ha preceduto, in questo caso con l’aggiunta di voice phone. Effetti elettronici donano all’insieme una sorta di teatralità per la mente. A tratti sembrano i Porcupine Tree (soprattutto per l’uso del basso) sperimentali degli anni ’90, ma il violento finale lascia adito a un Punk Jazz assolutamente inatteso.
Si cambia completamente scenario con “Hope”, dove l’anima della band fuoriesce dall’intimo per darsi in pasto all’ascoltatore.
Ho apprezzato molto la bucolica “Foresta”, in cui il flauto descrive le linee guida fra improvvisazione e suoni della natura. Torna il basso in evidenza con il Reggae di “La Palma”, a testimonianza di una cultura musicale della band ad ampio spettro. Sembra di ascoltare gli UB40 in modalità mediterranea. Il sorprendente disco si chiude con “Giofield”, un mix delle capacità dei Villa Panico con stralci di Agorà e jazz rock.
Al di là delle singole soluzioni di arrangiamento, ciò che rende “Villa Panico Vol. 1” un lavoro riuscito è la sua spinta corale. È un disco in cui l'urgenza espressiva e la libertà della dimensione live prevalgono su qualsiasi gabbia di genere. Ionian Sound Record scommette su una formazione che fa della contaminazione il proprio punto di forza, regalando all'ascoltatore un'opera dinamica, mai scontata e ricca di sfumature. Eccellente nuova realtà! MS 






Versione Inglese:



VILLA PANICO – Villa Panico Vol.1
Ionian Sound Record
Genre: Experimental / Jazz Rock
Format: CD / Spotify – 2026






In today’s music scene, where genre categorizations often stifle inspiration within reassuring yet rigid perimeters, the full-length debut by Villa Panico arrives as a breath of fresh stylistic confidence. “Villa Panico Vol. 1”, besides being the first recorded statement of a tight-knit quintet, represents the natural crystallization of a working method built on mutual listening, tonal research, and complete expressive freedom.
The roots of the project trace back to 2023, when five musicians met in the classrooms of the Siena Jazz University. From the very beginning, their shared intention was to break free from any predefined stylistic label, placing instinctive creativity, open cross-pollination, and collective performance at the core.
The band’s name itself references the historic former squat located inside Florence's former psychiatric hospital: a perfect metaphor for a sonic space where formal barriers collapse to make room for unconstrained expression. The quintet's sound effortlessly blends rock-infused energy, electronic insertions, and Latin rhythmic pulses, using its jazz foundation as a springboard toward open, improvisational territories without ever losing sight of melody. A key unifying role is entrusted to the use of vocals, backing harmonies, and a rich percussive texture.
Recorded in January 2025 at Duna Studio (Ravenna) under the guidance of Andrea Scardovi (who handled recording and mixing) and mastered by Danilo Rossi, “Villa Panico Vol. 1” was released on September 11, 2026, via Ionian Sound Record. The album gathers eleven compositional pieces penned by different members but shaped through constant teamwork, where the live dimension emerges forcefully in the elasticity of the structures and the continuous interplay among the instruments.
The band consists of Alessandro Gerardo La Neve (soprano sax, baritone sax), Francesco Maria Saporito (flute, piano, keyboards, vocals), Amedeo Maria Orso Borella (electric guitar, vocals), Lorenzo Giuseppe Gagna (electric bass, trumpet), and Matteo Stefani (drums).
What stands out right from the first tracks is the deeply collective nature of the project, where every individual idea is weighed, shaped, and expanded by group interplay, delivering to the reader/listener a varied yet cohesive work capable of combining the unpredictability of live performances with meticulous studio arrangement. A solid, multifaceted debut marking the arrival of a compelling new act in the realm of experimental and crossover music.
It opens with the brief “Intro”, atmospheric and almost “world”-like, leading into “Norman Price”, which is kicked off by the bass and joined by all the instruments. Comparisons to 1970s bands like Perigeo are inevitable, with the sax tracing highly functional melodic lines. Excellent rhythm section—technical and cohesive.
Warm and intimate is “Lontani”, where this time Saporito’s keyboards take center stage. The momentum is warm, delivering an enveloping jazz steeped in history. More sophisticated is “People Ask For What”, where certain passages recall the "progressive" approach of Gentle Giant; sly at first, it then unfolds with funk guitar and Hammond organ backing the movement of the sax, which once again proves highly melodic.
It feels like stepping into a smoky lounge with plush armchairs and cabaret performances in “Vieni Con Me (al Bar Caffe)”, featuring a relaxed yet varied tempo in which the band passes the baton for instrumental solos.
In the brief “Corridoi”, Villa Panico venture into a psychedelic landscape built on suspensions and reverbs, where the bass draws the line to follow before arriving at “Black Pages”—another experimental section following the path of the preceding piece, this time augmented by voice phone effects. Electronic touches lend a sense of mental theatricality to the whole. At times they recall the experimental 1990s Porcupine Tree (especially in the bass work), but the fierce finale gives way to an entirely unexpected blast of punk jazz.
The scenario changes completely with “Hope”, where the band’s inner soul steps out from intimacy to offer itself up to the listener.
I greatly appreciated the pastoral “Foresta”, where the flute outlines the main motifs between improvisation and sounds of nature. The bass comes back into focus with the reggae pulse of “La Palma”, testifying to the band’s wide-ranging musical background—it almost feels like listening to UB40 in a Mediterranean key. The surprising record closes with “Giofield”, a showcase of Villa Panico’s versatility featuring echoes of Agorà and classic jazz rock.
Beyond individual arrangement choices, what makes “Villa Panico Vol. 1” such a successful work is its collective drive. It is an album where expressive urgency and live freedom prevail over any genre boundaries. Ionian Sound Record places a winning bet on a band that makes crossover its greatest strength, delivering a dynamic, unpredictable, and richly nuanced work to the listener. An excellent new reality! MS






 



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