I Miei Libri

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martedì 6 ottobre 2026

Nicola Lori

NICOLA LORI - Around The Earth
NL Music / Burning Shed
Genere: Art Rock / Progressive Rock
Supporto: CD / Bandcamp – 2026





Nel 2009 rimasi felicemente folgorato da uno dei debutti discografici italiani di Neo Prog più interessanti che mi siano mai capitati: l’album era “Endless” e la band portava il nome di Fjieri. La line-up era stellare, con Elio Lori (basso), Nicola Lori (chitarra), Stefano Panunzi (tastiere), Angelo Strizzi (batteria, percussioni), Haco (voce), Mick Karn (basso), Tim Bowness (voce), Gavin Harrison (batteria), Richard Barbieri (tastiere), Andrea Chimenti, Peter Chilvers, Nicola Alesini… In definitiva, una superband!
La chitarra era affidata a Nicola Lori, l’artista che oggi ci propone il nuovo album “Around The Earth”. Anche in questo caso ci sono straordinari musicisti, da John Mitchell (Kino, Frost*, Arena, It Bites, Asia & Lonely Robot) a Craig Blundell (Steven Wilson, Steve Hackett, Lonely Robot), Colin Edwin (ex Porcupine Tree, O.R.k.), Michael Bearpark (No-Man, Peter Chilvers, Tim Bowness), Paolo Fresu (Paolo Fresu Quintet, Trio P.A.F.), Luca Calabrese (Richard Barbieri, Grice), Nicola Alesini (David Sylvian, Claudio Lolli), Danilo Cherni (Antonello Venditti, Goblin Rebirth), Fabio Anile (Agostino Marangolo, Keith Lowe e Stephan Thelen), Luca Fareri e Angelo Strizzi (Fjieri).
Nicola Lori dal 2004 lavora come bassista-chitarrista-tastierista agli album solisti di Stefano Panunzi, mentre nel 2024 esordisce da solista con “Urban Vision” (NL Music).
In questo album, Lori espande la propria estetica musicale portando al centro un Progressive Rock atmosferico, crepuscolare ed ermetico, viscerale e intimista. Dal punto di vista stilistico, l'opera intreccia il Neo Prog ed eleganti trame Art Rock con delicate parentesi ambient, venature Jazz Fusion e trame chitarristiche liquide e fortemente evocative (con evidenti richiami alle lezioni di David Gilmour, Robert Fripp e Steven Wilson).
Lo strumentale “Beyond The Borders” apre il disco fungendo da vera e propria soglia sonica. Una traccia prevalentemente strumentale e introduttiva, caratterizzata da synth analogici soffusi, arpeggi di chitarra pulita carichi di delay e un crescendo ritmico cangiante. La chitarra solista di Lori traccia linee melodiche malinconiche ed espanse, creando un senso di spazio infinito. L’ascoltatore è subito rapito dalla classe del movimento, variegato e impreziosito dagli interventi del sax.
“Last Evening” rappresenta uno dei pilastri dell'album, strutturato su un passo cadenzato e avvolgente. Troviamo una sezione ritmica liquida su cui si innestano tappeti di tastiere calde e un lavoro di chitarra elettrica dal fraseggio elegante, con assoli intensi che richiamano la scuola Neoprogressiva britannica più raffinata. Come suggerisce il titolo, la narrazione si colloca nel momento del crepuscolo o nella consapevolezza della fine di una fase della vita. Il testo dipinge l'immagine di un'ultima sera vissuta nella riflessione nostalgica, sospesa tra il rimpianto di ciò che è stato e la quieta accettazione dell'imminente oscurità o del cambiamento.
Il tono del disco si fa più scuro e teso con “Dangerous Night”; qui la composizione fa leva su riff di chitarra più spigolosi, un basso profondo e pulsante e dinamiche d'impatto chiaroscurali, in stile Porcupine Tree. Le tastiere aggiungono un'atmosfera quasi da suspense-thriller, spezzando la linearità melodica con cambi di tempo improvvisi e sovrapposizioni timbriche. La "notte pericolosa" è una metafora delle ombre dell'anima, delle paure irrazionali e dei dubbi che riaffiorano quando il mondo esterno tace. Il testo esplora la sensazione di vulnerabilità, il senso di minaccia interiore e la lotta per non farsi inghiottire dal buio della mente.
Giunge ora una parentesi di luce ed equilibrio melodico all'interno dell'opera grazie a “My Happiness”, una ballad Art Rock ricca di pathos. Notevole la sensibilità nell'uso delle armonie, dove la chitarra ed il sax cantano con toni caldi ed espressivi.
Ed è la volta della title track, “Around The Earth”, composizione ad ampio respiro dove Progressive Rock, dilatazioni ambient e passaggi sinfonici si fondono perfettamente. I cambi di tempo, le sovrapposizioni di chitarra e synth e il crescendo sonoro dimostrano tutta la maturità compositiva ed esecutiva di Nicola Lori. Una vera e propria chicca. Il testo osserva il pianeta Terra da una prospettiva rialzata e distaccata, quasi cosmica. Abbraccia una visione olistica e filosofica, quella dell’'essere umano è solo una minima parte di un ciclo universale. Ruotare "attorno alla Terra" diventa il simbolo del viaggio della vita, della rotazione perenne delle emozioni e della ricerca di un senso di appartenenza globale.
Un inizio introspettivo e psichedelico ci accoglie in “Fly Now”, una delicata composizione supportata dal caldo suono del basso e del sax, un connubio che sfocia nel Jazz moderno e intimistico.
“Only Words” riflette sull'inadeguatezza e sul limite del linguaggio umano attraverso una musica spaziale e un cantato sentito e sostenuto, tutto molto fluttuante… Space Prog!
“The Moon Rise” vede il tocco della chitarra misurato, sognante e ricco di riverberi, mentre la chiusura dell’album è in mano a “Where Frost Remains”, avvolgente struttura dalle tinte fortemente malinconiche ed evocative. Il "gelo che rimane" simboleggia le cicatrici indelebili dell'anima, i ricordi o i dolori che nemmeno il tempo riesce del tutto a cancellare.
Oggi più che mai c’è bisogno di aria nuova nel mondo del Progressive Rock, e “Around The Earth” è un bilanciato insieme di stili che va a percorrere un nuovo sentiero collocato al confine tra passato e presente. Grazie Nicola Lori, ci voleva proprio! MS







Versione Inglese: 


NICOLA LORI - Around The Earth
NL Music / Burning Shed
Genre: Art Rock / Progressive Rock
Format: CD / Bandcamp – 2026







Back in 2009, I was happily blown away by one of the most interesting Italian Neo-Prog debuts I have ever encountered: the album was “Endless” and the band went by the name of Fjieri. The line-up was stellar, featuring Elio Lori (bass), Nicola Lori (guitar), Stefano Panunzi (keyboards), Angelo Strizzi (drums, percussion), Haco (vocals), Mick Karn (bass), Tim Bowness (vocals), Gavin Harrison (drums), Richard Barbieri (keyboards), Andrea Chimenti, Peter Chilvers, Nicola Alesini… In short, a true supergroup!
Guitar duties were entrusted to Nicola Lori, the very artist who today presents his new album “Around The Earth”. Here again, we find an extraordinary cast of musicians, ranging from John Mitchell (Kino, Frost*, Arena, It Bites, Asia & Lonely Robot) to Craig Blundell (Steven Wilson, Steve Hackett, Lonely Robot), Colin Edwin (ex-Porcupine Tree, O.R.k.), Michael Bearpark (No-Man, Peter Chilvers, Tim Bowness), Paolo Fresu (Paolo Fresu Quintet, Trio P.A.F.), Luca Calabrese (Richard Barbieri, Grice), Nicola Alesini (David Sylvian, Claudio Lolli), Danilo Cherni (Antonello Venditti, Goblin Rebirth), Fabio Anile (Agostino Marangolo, Keith Lowe, Stephan Thelen), Luca Fareri, and Angelo Strizzi (Fjieri).
Since 2004, Nicola Lori has worked as a bassist, guitarist, and keyboardist on Stefano Panunzi’s solo albums, making his own solo debut in 2024 with “Urban Vision” (NL Music).
On this album, Lori expands his musical aesthetic, bringing to the forefront an atmospheric, twilight, and hermetic Progressive Rock that is both visceral and intimate. Stylistically, the work weaves Neo-Prog and elegant Art Rock textures with delicate ambient passages, hints of Jazz Fusion, and fluid, deeply evocative guitar work (with clear nods to the lineage of David Gilmour, Robert Fripp, and Steven Wilson).
The instrumental track “Beyond The Borders” opens the album, acting as a genuine sonic doorway. A predominantly instrumental and introductory piece, it is characterized by soft analog synths, clean guitar arpeggios drenched in delay, and a shifting rhythmic crescendo. Lori’s lead guitar traces expansive, melancholy melodic lines, creating a sense of infinite space. The listener is immediately captivated by the elegance of its movement, which is varied and enriched by saxophone touches.
“Last Evening” stands as one of the pillars of the record, built upon a mid-tempo, enveloping groove. We find a fluid rhythm section supporting layers of warm keyboards and elegant electric guitar phrasing, featuring intense solos that recall the finest British Neo-Progressive school. True to its title, the narrative is set at twilight or within the awareness of a life phase drawing to a close. The lyrics paint the picture of a final evening spent in nostalgic reflection, suspended between regret for what was and a quiet acceptance of the impending darkness or change.
The tone turns darker and more tense with “Dangerous Night”; here, the composition relies on sharper guitar riffs, a deep, pulsating bass, and stark chiaroscuro dynamics reminiscent of Porcupine Tree. The keyboards lend an almost suspense-thriller atmosphere, breaking up melodic linearity with sudden time signature changes and overlapping timbres. The "dangerous night" serves as a metaphor for the shadows of the soul, irrational fears, and doubts that resurface when the outside world falls silent. The text explores feelings of vulnerability, an inner sense of threat, and the struggle against being consumed by the mind's darkness.
A moment of light and melodic balance arrives with “My Happiness”, an Art Rock ballad rich in pathos. Notable for its delicate harmonic sensitivity, both the guitar and saxophone sing with warm, expressive tones.
Then comes the title track, “Around The Earth”, a sweeping composition where Progressive Rock, ambient expansions, and symphonic passages blend seamlessly. Time signature shifts, layered guitars and synths, and a building sonic peak demonstrate the full compositional and performance maturity of Nicola Lori. A genuine gem. The text views planet Earth from a raised, detached, almost cosmic vantage point, embracing a holistic and philosophical vision where humanity is but a tiny fraction of a universal cycle. Orbiting "around the Earth" becomes a symbol for life's journey, the endless rotation of emotions, and the search for a sense of global belonging.
An introspective, psychedelic opening greets us in “Fly Now”, a delicate piece supported by the warm tones of the bass and saxophone—a combination that flows into intimate modern jazz.
“Only Words” reflects on the inadequacy and limits of human language through spacey music and heartfelt, soaring vocals, creating a floating atmosphere… Space Prog at its finest!
“The Moon Rise” features a measured, dreamlike guitar touch rich in reverb, while the album's closing rests in the hands of “Where Frost Remains”, an enveloping piece with deeply melancholic and evocative hues. The "frost that remains" symbolizes the indelible scars of the soul—memories or pains that not even time can fully erase.
Today, more than ever, the world of Progressive Rock needs fresh air, and “Around The Earth” delivers a balanced blend of styles, paving a new path right on the frontier between past and present. Thank you, Nicola Lori—this was just what we needed! MS





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