NICOLA
LORI - Around The Earth
NL
Music / Burning Shed
Genere:
Art Rock / Progressive Rock
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Nel
2009 rimasi felicemente folgorato da uno dei debutti discografici italiani di
Neo Prog più interessanti che mi siano mai capitati: l’album era “Endless” e la
band portava il nome di Fjieri. La line-up era stellare, con Elio Lori (basso),
Nicola Lori (chitarra), Stefano Panunzi (tastiere), Angelo Strizzi (batteria,
percussioni), Haco (voce), Mick Karn (basso), Tim Bowness (voce), Gavin
Harrison (batteria), Richard Barbieri (tastiere), Andrea Chimenti, Peter
Chilvers, Nicola Alesini… In definitiva, una superband!
La
chitarra era affidata a Nicola Lori, l’artista che oggi ci propone il nuovo
album “Around The Earth”. Anche in questo caso ci sono straordinari musicisti,
da John Mitchell (Kino, Frost*, Arena, It Bites, Asia & Lonely Robot) a
Craig Blundell (Steven Wilson, Steve Hackett, Lonely Robot), Colin Edwin (ex
Porcupine Tree, O.R.k.), Michael Bearpark (No-Man, Peter Chilvers, Tim
Bowness), Paolo Fresu (Paolo Fresu Quintet, Trio P.A.F.), Luca Calabrese
(Richard Barbieri, Grice), Nicola Alesini (David Sylvian, Claudio Lolli),
Danilo Cherni (Antonello Venditti, Goblin Rebirth), Fabio Anile (Agostino
Marangolo, Keith Lowe e Stephan Thelen), Luca Fareri e Angelo Strizzi (Fjieri).
Nicola
Lori dal 2004 lavora come bassista-chitarrista-tastierista agli album solisti
di Stefano Panunzi, mentre nel 2024 esordisce da solista con “Urban Vision” (NL
Music).
In
questo album, Lori espande la propria estetica musicale portando al centro un
Progressive Rock atmosferico, crepuscolare ed ermetico, viscerale e intimista.
Dal punto di vista stilistico, l'opera intreccia il Neo Prog ed eleganti trame
Art Rock con delicate parentesi ambient, venature Jazz Fusion e trame
chitarristiche liquide e fortemente evocative (con evidenti richiami alle
lezioni di David Gilmour, Robert Fripp e Steven Wilson).
Lo
strumentale “Beyond The Borders” apre il disco fungendo da vera e propria
soglia sonica. Una traccia prevalentemente strumentale e introduttiva,
caratterizzata da synth analogici soffusi, arpeggi di chitarra pulita carichi
di delay e un crescendo ritmico cangiante. La chitarra solista di Lori traccia
linee melodiche malinconiche ed espanse, creando un senso di spazio infinito.
L’ascoltatore è subito rapito dalla classe del movimento, variegato e
impreziosito dagli interventi del sax.
“Last
Evening” rappresenta uno dei pilastri dell'album, strutturato su un passo cadenzato
e avvolgente. Troviamo una sezione ritmica liquida su cui si innestano tappeti
di tastiere calde e un lavoro di chitarra elettrica dal fraseggio elegante, con
assoli intensi che richiamano la scuola Neoprogressiva britannica più
raffinata. Come suggerisce il titolo, la narrazione si colloca nel momento del
crepuscolo o nella consapevolezza della fine di una fase della vita. Il testo
dipinge l'immagine di un'ultima sera vissuta nella riflessione nostalgica,
sospesa tra il rimpianto di ciò che è stato e la quieta accettazione
dell'imminente oscurità o del cambiamento.
Il
tono del disco si fa più scuro e teso con “Dangerous Night”; qui la
composizione fa leva su riff di chitarra più spigolosi, un basso profondo e
pulsante e dinamiche d'impatto chiaroscurali, in stile Porcupine Tree. Le
tastiere aggiungono un'atmosfera quasi da suspense-thriller, spezzando la
linearità melodica con cambi di tempo improvvisi e sovrapposizioni timbriche.
La "notte pericolosa" è una metafora delle ombre dell'anima, delle paure
irrazionali e dei dubbi che riaffiorano quando il mondo esterno tace. Il testo
esplora la sensazione di vulnerabilità, il senso di minaccia interiore e la
lotta per non farsi inghiottire dal buio della mente.
Giunge
ora una parentesi di luce ed equilibrio melodico all'interno dell'opera grazie
a “My Happiness”, una ballad Art Rock ricca di pathos. Notevole la sensibilità
nell'uso delle armonie, dove la chitarra ed il sax cantano con toni caldi ed
espressivi.
Ed
è la volta della title track, “Around The Earth”, composizione ad ampio respiro
dove Progressive Rock, dilatazioni ambient e passaggi sinfonici si fondono
perfettamente. I cambi di tempo, le sovrapposizioni di chitarra e synth e il
crescendo sonoro dimostrano tutta la maturità compositiva ed esecutiva di
Nicola Lori. Una vera e propria chicca. Il testo osserva il pianeta Terra da
una prospettiva rialzata e distaccata, quasi cosmica. Abbraccia una visione
olistica e filosofica, quella dell’'essere umano è solo una minima parte di un
ciclo universale. Ruotare "attorno alla Terra" diventa il simbolo del
viaggio della vita, della rotazione perenne delle emozioni e della ricerca di
un senso di appartenenza globale.
Un
inizio introspettivo e psichedelico ci accoglie in “Fly Now”, una delicata
composizione supportata dal caldo suono del basso e del sax, un connubio che
sfocia nel Jazz moderno e intimistico.
“Only
Words” riflette sull'inadeguatezza e sul limite del linguaggio umano attraverso
una musica spaziale e un cantato sentito e sostenuto, tutto molto fluttuante…
Space Prog!
“The
Moon Rise” vede il tocco della chitarra misurato, sognante e ricco di
riverberi, mentre la chiusura dell’album è in mano a “Where Frost Remains”,
avvolgente struttura dalle tinte fortemente malinconiche ed evocative. Il
"gelo che rimane" simboleggia le cicatrici indelebili dell'anima, i
ricordi o i dolori che nemmeno il tempo riesce del tutto a cancellare.
Oggi
più che mai c’è bisogno di aria nuova nel mondo del Progressive Rock, e “Around
The Earth” è un bilanciato insieme di stili che va a percorrere un nuovo
sentiero collocato al confine tra passato e presente. Grazie Nicola Lori, ci
voleva proprio! MS
Versione Inglese:


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