RIFFSTONE – Zodiac
Autoproduzione
Genere: Progressive Rock Sinfonico
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Passeggiata
astrale per il prolifico duo inglese composto da Colin Powell e Dave Allen.
Formatisi nel 2025, hanno già all’attivo cinque album in studio compreso questo
nuovo “Zodiac”. Certo, viene da pensare che magari sarebbe il caso di
concentrare le idee in un album unico che racchiuda le migliori canzoni
composte, eppure ciò che sbalordisce nei Riffstone è proprio l’alta qualità del
materiale, come se fossero due fiumi in piena.
Colin
Powell (da Salford, UK) è un polistrumentista, compositore e produttore noto
per la sua militanza nei Nova Cascade e per il suo progetto solista A Multitude
Of One. In Riffstone cura tastiere, chitarre, programmazioni, produzione e
songwriting. Dave Allen (da Wirral, UK) è chitarrista, bassista e polistrumentista.
È la mente dietro al progetto Prog Spirergy. Nei Riffstone apporta la componente
chitarristica, ritmica e gli arrangiamenti. Dopo i buoni “Richard III”,
“Sanctuary Sky”, “Great Journeys” e “Mythical Creatures”, è la volta di
“Zodiac”, un concept album incentrato sui 12 segni dello zodiaco. L'opera
esplora le caratteristiche astrologiche e simboliche attraverso sonorità
Symphonic Prog, ricche di tappeti di tastiere, sintetizzatori analogici,
chitarre melodiche e atmosfere sognanti ed epiche. La durata dell’opera è
elevata e supera i 72 minuti.
Lo
sguardo alle spalle è evidente: sonorità Genesis, Yes, Pink Floyd, ma anche
alcune melodie mutuate dai maestri Beatles. Gli autori tuttavia si avvalgono
dell’IA, almeno per la bellissima copertina, se non per alcuni spunti comunque
suonati e arrangiati da loro stessi.
Sale
in cattedra immediatamente il basso di Allen in “Aries”, dal carattere energico
e dinamico. Dominato da riff di chitarra in primo piano e sequenze di
sintetizzatore dal passo marziale, è un ottimo esempio di Prog sinfonico e
magniloquente.
“Taurus”
invece ha all’inizio tempi più moderati, bassi profondi e tessiture di tastiera
dense (stile Mellotron/organo), che riflettono un'atmosfera tellurica e
radicata, mentre uno dei frangenti più interessanti dell’album porta il titolo
di “Gemini”. Il pezzo è aperto da un dolce arpeggio di chitarra per poi
svilupparsi in un andamento che (specialmente per il cantato) può far tornare
alla memoria i primi Pink Floyd più fiabeschi. Sale il ritmo con “Cancer”, uno
sguardo al mondo Yes ma anche a tutto il panorama Prog, con buone intuizioni
che fanno del segno del Cancro un mondo esuberante. Personalmente mi emoziono
sempre quando ascolto delle tastiere sibilanti in modalità anni ’70, non posso
farci nulla.
Arrangiamenti
pomposi e sinfonici per “Leo”, mentre in “Virgo” aleggia una serenità
ancestrale, grazie anche all’intro di pianoforte raggiunto poco dopo dalla
chitarra elettrica. Fra i movimenti più articolati c’è “Libra”, a cavallo fra
Neo Prog e Queen anni ’70; torna anche il cantato alla Syd Barrett (Pink
Floyd). E poi la sorpresa, “Scorpio”, un tuffo nell’Hard Prog dal profumo
cosmico degli anni ’80, con un ritornello semplice e diretto.
I
Riffstone cambiano registro in “Sagittarius”, ma restano sempre legati alla
storia del passato, questa volta entrando nel territorio dei Moody Blues, con
sonorità sognanti e un buon uso della coralità. Se amate il Mellotron ascoltate
“Capricorn”, brano a tratti cadenzato nella ritmica e sempre supportato in
maniera elegante dalla chitarra elettrica.
Bello
crogiolarsi nei suoni Yes di “Aquarius”, mentre il finale è affidato a
“Pisces”, aria libera e onirica fra canto, chitarra acustica e synth.
L’andamento a seguire alza il ritmo pur rimanendo nel tranquillizzante mondo dei
Riffstone.
Con
“Zodiac”, la coppia Powell-Allen firma un lavoro maturo, fluido ed estremamente
coerente con la propria poetica musicale. Dodici tracce che dipingono un vero e
proprio affresco sonoro, capace di valorizzare appieno la forte intesa esecutiva
e compositiva dei due polistrumentisti. Certo che ne hanno di passione e di
idee, e ho come la sensazione che per il prossimo lavoro non dovremo attendere
a lungo, chissà perché. MS
Versione Inglese:


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