VIOLENT SCENES - Angels Are
Mathematical
Almost Halloween Time Records
Genere:
Art Rock / Post Rock
Supporto:
EP / Digital – 2026
Nella
scena mondiale, la band italiana Violent Scenes formata da Giorgio Cuscito (voce, chitarre, synth), Nicola
"Niki" De Liso (batteria e percussioni), e Gianvito "John"
Novielli (basso), ha saputo farsi apprezzare attraverso un percorso di atmosfere
psichedeliche e dilatate. Album come “Know By Heart” del 2017, l'EP “Stimmung”
del 2019 e il successivo “Rebirth” con cui hanno girato intensamente gli Stati
Uniti, sono stati una notevole carta d’identità.
Oggi
ci propongono un EP che precederà l’album “Its Precariously Imposed Momentum”
che vedrà luce nell’autunno del 2026, e lo fanno con una evoluzione che li
trascina in un affascinante e crepuscolare Art Rock / Post Rock.
Il
trio originario di Gioia del Colle (Bari), sviluppa un percorso di 4 tracce fluide, dominate da
dinamiche cinematiche e trame chitarristiche sature ma evocative.
Dal
punto di vista produttivo e storico, l'EP è frutto di una sessione di registrazione
analogica di assoluto rilievo, incidendo i brani interamente su nastro
nell'aprile 2025 presso i Sotto il Mare Recording Studios di Povegliano
Veronese (VR).
A
guidarli al banco e alla co-produzione c'è la firma prestigiosa di Sacha Tilotta
(nome tutelare dell'underground legato a realtà come Uzeda, Three Second Kiss e
June of 44). La scelta dell'analogico restituisce un suono vivo, pastoso e
volutamente distante dalle produzioni digitali standardizzate, perfetto per le
tematiche trattate. E quali sono queste tematiche? Firmate da Giorgio Cuscito,
ruotano attorno a un nucleo concettuale profondo e quanto mai attuale: le
trasformazioni del linguaggio tecnologico e l'estrema alienazione dell'uomo
nella società postmoderna, spaziando dai concetti sociologici degli anni '60
dell'etologo John Bumpass Calhoun sul collasso relazionale causato dal
sovrapprendimento e dal sovraffollamento artificiale (il celebre "fienile
comportamentale"), Alle dimostrazioni logico matematiche di Kurt Gödel
degli anni '70 sull'esistenza di Dio.
Il
contrasto centrale è proprio questo, la freddezza della matematica e degli
schermi digitali che si scontra con il bisogno ancestrale di calore umano e
spiritualità. Gli "angeli" diventano stringhe di codice, e gli avatar
specchi di una sofferenza condivisa.
“Theory
Of Language” esplora esplicitamente la decostruzione della comunicazione. Le
parole perdono la loro valenza emotiva e biologica per piegarsi alle regole
dell'algoritmo e delle interfacce digitali. Musicalmente si muove su territori
Art Rock con vocalità delicate e prossime al mondo dei Radiohead. Intrigante la
parte centrale del brano che affonda le strumentazioni in un mondo rumoristico cupo
e psichedelico, addentrando l’ascoltatore nel concetto espresso.
Chitarre
acustiche aprono “Living In The Rooms”, vero e proprio fulcro emotivo dell'EP,
scelto anche come singolo trainante. È una traccia crepuscolare, una ballata
malinconica dedicata (per usare le parole dello stesso Cuscito) «a tutte le persone che vivono da sole e
soffrono da sole, confinate negli schermi». Il brano evoca la sensazione
claustrofobica di essere circondati da "stanze sovraffollate" ma
distanti da se stessi.
Il
brano è accompagnato da un videoclip curato dal regista Francesco Dongiovanni,
un montaggio ipnotico di fotografie in bianco e nero che trasforma i ricordi in
spazi liberi per l'immaginazione.
“To
My Whiteness” è una traccia che rallenta il battito, giocando su spazi sonori
rarefatti e sfumature quasi d'oltralpe. Il testo riflette sul candore,
sull'esposizione totale dell'individuo di fronte al vuoto delle connessioni
moderne, alternando dinamiche tese a code più liquide. Piacevole il lavoro al
basso da parte di Gianvito Novielli.
L’EP
si conclude con “The Glaciers Pass”, una composizione dal forte respiro Post
Rock. La metafora del passaggio dei ghiacciai evoca un senso di tempo
geologico, freddo e inesorabile, che scorre sopra le nostre piccole solitudini
quotidiane, lasciando dietro di sé un paesaggio mutato ma, in qualche modo,
purificato.
Questo
antipasto è consigliatissimo agli estimatori della band di Tom Yorke, una
chicca scura ma allo stesso momento, delicatamente spigolosa. MS
Versione Inglese:


Caro Max, prima di tutto buona estate, anche se personalmente con le temperature delle ultime stagioni, rimpiango gli Inverni miti che almeno in queste zone sono gradevoli. E pensare che ci sono ancora idioti di potere che negano il surriscaldamento globale, ma tanto, spero che l' uomo a partire da questi idioti, si estingua al più presto possibile. Fatta questa apocalittica introduzione, vorrei segnalarti una band cilena che seguo da un po' e che ha pubblicato un meraviglioso dischetto, che sicuramente conoscerai e farai la tua impeccabile recensione. Sono gli ASCETA "The fool... Un buon lavoro con sonorità cinematografiche, che di sicuro apprezzerai.
RispondiEliminaUn gelido saluto (invece che caloroso)
Oooohhh, si, un gelido saluto! Grazie, ci vuole proprio! Asceta, come no! Molto bravi. Grazie per la dritta e per lo sfogo ;-) io vado spesso al fiume nel poco tempo libero che ho, li è fresco, ma la sera a casa non si dorme!
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