I Miei Libri

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domenica 28 giugno 2026

Violent Scenes

VIOLENT SCENES - Angels Are Mathematical
Almost Halloween Time Records
Genere: Art Rock / Post Rock
Supporto: EP / Digital – 2026





Nella scena mondiale, la band italiana Violent Scenes formata da Giorgio Cuscito  (voce, chitarre, synth), Nicola "Niki" De Liso (batteria e percussioni), e Gianvito "John" Novielli (basso), ha saputo farsi apprezzare attraverso un percorso di atmosfere psichedeliche e dilatate. Album come “Know By Heart” del 2017, l'EP “Stimmung” del 2019 e il successivo “Rebirth” con cui hanno girato intensamente gli Stati Uniti, sono stati una notevole carta d’identità.
Oggi ci propongono un EP che precederà l’album “Its Precariously Imposed Momentum” che vedrà luce nell’autunno del 2026, e lo fanno con una evoluzione che li trascina in un affascinante e crepuscolare Art Rock / Post Rock.
Il trio originario di Gioia del Colle (Bari), sviluppa  un percorso di 4 tracce fluide, dominate da dinamiche cinematiche e trame chitarristiche sature ma evocative.
Dal punto di vista produttivo e storico, l'EP è frutto di una sessione di registrazione analogica di assoluto rilievo, incidendo i brani interamente su nastro nell'aprile 2025 presso i Sotto il Mare Recording Studios di Povegliano Veronese (VR).
A guidarli al banco e alla co-produzione c'è la firma prestigiosa di Sacha Tilotta (nome tutelare dell'underground legato a realtà come Uzeda, Three Second Kiss e June of 44). La scelta dell'analogico restituisce un suono vivo, pastoso e volutamente distante dalle produzioni digitali standardizzate, perfetto per le tematiche trattate. E quali sono queste tematiche? Firmate da Giorgio Cuscito, ruotano attorno a un nucleo concettuale profondo e quanto mai attuale: le trasformazioni del linguaggio tecnologico e l'estrema alienazione dell'uomo nella società postmoderna, spaziando dai concetti sociologici degli anni '60 dell'etologo John Bumpass Calhoun sul collasso relazionale causato dal sovrapprendimento e dal sovraffollamento artificiale (il celebre "fienile comportamentale"), Alle dimostrazioni logico matematiche di Kurt Gödel degli anni '70 sull'esistenza di Dio.
Il contrasto centrale è proprio questo, la freddezza della matematica e degli schermi digitali che si scontra con il bisogno ancestrale di calore umano e spiritualità. Gli "angeli" diventano stringhe di codice, e gli avatar specchi di una sofferenza condivisa.
“Theory Of Language” esplora esplicitamente la decostruzione della comunicazione. Le parole perdono la loro valenza emotiva e biologica per piegarsi alle regole dell'algoritmo e delle interfacce digitali. Musicalmente si muove su territori Art Rock con vocalità delicate e prossime al mondo dei Radiohead. Intrigante la parte centrale del brano che affonda le strumentazioni in un mondo rumoristico cupo e psichedelico, addentrando l’ascoltatore nel concetto espresso.
Chitarre acustiche aprono “Living In The Rooms”, vero e proprio fulcro emotivo dell'EP, scelto anche come singolo trainante. È una traccia crepuscolare, una ballata malinconica dedicata (per usare le parole dello stesso Cuscito)  «a tutte le persone che vivono da sole e soffrono da sole, confinate negli schermi». Il brano evoca la sensazione claustrofobica di essere circondati da "stanze sovraffollate" ma distanti da se stessi.
Il brano è accompagnato da un videoclip curato dal regista Francesco Dongiovanni, un montaggio ipnotico di fotografie in bianco e nero che trasforma i ricordi in spazi liberi per l'immaginazione.
“To My Whiteness” è una traccia che rallenta il battito, giocando su spazi sonori rarefatti e sfumature quasi d'oltralpe. Il testo riflette sul candore, sull'esposizione totale dell'individuo di fronte al vuoto delle connessioni moderne, alternando dinamiche tese a code più liquide. Piacevole il lavoro al basso da parte di Gianvito Novielli.
L’EP si conclude con “The Glaciers Pass”, una composizione dal forte respiro Post Rock. La metafora del passaggio dei ghiacciai evoca un senso di tempo geologico, freddo e inesorabile, che scorre sopra le nostre piccole solitudini quotidiane, lasciando dietro di sé un paesaggio mutato ma, in qualche modo, purificato.
Questo antipasto è consigliatissimo agli estimatori della band di Tom Yorke, una chicca scura ma allo stesso momento, delicatamente spigolosa. MS






Versione Inglese: 



VIOLENT SCENES - Angels Are Mathematical
Almost Halloween Time Records
Genre: Art Rock / Post Rock
Format: EP / Digital – 2026







On the global scene, the Italian band Violent Scenes, formed by Giorgio Cuscito (vocals, guitars, synths), Nicola "Niki" De Liso (drums and percussion), and Gianvito "John" Novielli (bass), has managed to gain appreciation through a journey of psychedelic and dilated atmospheres. Albums like “Know By Heart” from 2017, the EP “Stimmung” from 2019, and the subsequent “Rebirth”, with which they toured extensively across the United States, served as a remarkable calling card.
Today they present us with an EP that will precede the album “Its Precariously Imposed Momentum”, scheduled for release in the autumn of 2026, doing so with an evolution that drags them into a fascinating and twilight Art Rock / Post Rock.
The trio, originally from Gioia del Colle (Bari), develops a path of 4 fluid tracks, dominated by cinematic dynamics and saturated yet evocative guitar textures.
From a production and historical standpoint, the EP is the result of a highly significant analog recording session, with the tracks recorded entirely on tape in April 2025 at the Sotto il Mare Recording Studios in Povegliano Veronese (VR).
Guiding them at the mixing desk and co-producing is the prestigious signature of Sacha Tilotta (a leading figure of the underground scene associated with acts such as Uzeda, Three Second Kiss, and June of 44). The choice of analog delivers a live, rich sound, intentionally distant from standardized digital productions, perfect for the themes explored. And what are these themes? Penned by Giorgio Cuscito, they revolve around a deep and highly contemporary conceptual core: the transformations of technological language and the extreme alienation of man in postmodern society, ranging from the 1960s sociological concepts of ethologist John Bumpass Calhoun on relational collapse caused by artificial over-learning and overcrowding (the famous "behavioral sink"), to Kurt Gödel's 1970s logical-mathematical proofs of the existence of God.
The central contrast is precisely this, the coldness of mathematics and digital screens clashing with the ancestral need for human warmth and spirituality. The "angels" become strings of code, and avatars become mirrors of a shared suffering.
“Theory Of Language” explicitly explores the deconstruction of communication. Words lose their emotional and biological significance to bend to the rules of the algorithm and digital interfaces. Musically, it moves within Art Rock territories with delicate vocals close to the world of Radiohead. The central part of the track is intriguing, sinking the instrumentation into a dark and psychedelic noise world, drawing the listener deep into the expressed concept.
Acoustic guitars open “Living In The Rooms”, the true emotional centerpiece of the EP, also chosen as the lead single. It is a twilight track, a melancholy ballad dedicated (to use Cuscito's own words) «to all the people who live alone and suffer alone, confined within screens». The song evokes the claustrophobic feeling of being surrounded by "crowded rooms" yet distant from oneself.
The track is accompanied by a music video directed by filmmaker Francesco Dongiovanni, an hypnotic montage of black and white photographs that transforms memories into free spaces for the imagination.
“To My Whiteness” is a track that slows down the heartbeat, playing on rarefied sonic spaces and almost transalpine nuances. The lyrics reflect on whiteness, on the total exposure of the individual in front of the emptiness of modern connections, alternating tense dynamics with more fluid codas. Gianvito Novielli's bass work is delightful.
The EP concludes with “The Glaciers Pass”, a composition with a strong Post Rock breath. The metaphor of the passing of glaciers evokes a sense of geological time, cold and inexorable, flowing over our small daily solitudes, leaving behind a changed but, in some way, purified landscape.
This appetizer is highly recommended to admirers of Thom Yorke's band, a dark nugget but, at the same time, delicately sharp. MS







2 commenti:

  1. Caro Max, prima di tutto buona estate, anche se personalmente con le temperature delle ultime stagioni, rimpiango gli Inverni miti che almeno in queste zone sono gradevoli. E pensare che ci sono ancora idioti di potere che negano il surriscaldamento globale, ma tanto, spero che l' uomo a partire da questi idioti, si estingua al più presto possibile. Fatta questa apocalittica introduzione, vorrei segnalarti una band cilena che seguo da un po' e che ha pubblicato un meraviglioso dischetto, che sicuramente conoscerai e farai la tua impeccabile recensione. Sono gli ASCETA "The fool... Un buon lavoro con sonorità cinematografiche, che di sicuro apprezzerai.
    Un gelido saluto (invece che caloroso)

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  2. Oooohhh, si, un gelido saluto! Grazie, ci vuole proprio! Asceta, come no! Molto bravi. Grazie per la dritta e per lo sfogo ;-) io vado spesso al fiume nel poco tempo libero che ho, li è fresco, ma la sera a casa non si dorme!

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