MASNADERO - Masnada Classica
Stand Alone Complex
Genere: Flamenco Folk / Punk
Supporto: CD / Digital – 2026
Pensavate
di averle sentite tutte? Generalmente è il contesto Progressive Rock o
l’Alternative a spostare alcune coordinate nella musica, ma capita a volte
d’imbattersi in sorprese che esulano dal percorso normale delle cose. Ed è il
caso del chitarrista e cantante Alessio Del Donno, il quale riesce a fondere
due mondi apparentemente distanti, se non paralleli e senza punto di
congiunzione: il Flamenco Folk ed il Punk! Un'attitudine viscerale e anarchica
che si sposa con una strumentazione e un'impostazione colta, quasi cameristica,
per un risultato davvero affascinante. Non c'è la distorsione elettrica a fare
da muro, quindi l'impatto Punk si sposta sulla performance vocale teatrale,
graffiante, espressiva e sulle ritmiche serrate della chitarra.
"Masnada
Classica" si rivela così un'opera affascinante, un concept o comunque un
quadro d'ensemble che gioca sui contrasti della sguaiatezza poetica del Punk e
il rigore degli strumenti acustici e dei fiati.
Suonano
con lui Antonio Prugno Siniscalchi (synth), Alberto Piccinni (flauto), Giulio
Izzo (contrabbasso), Andrea Vernillo (Atto Seguente) (musette, piano) e Roberto
Di Blasio (sax).
L'album
vive di un'unica grande urgenza espressiva; le tracce si muovono lungo due
binari precisi, la critica sociale/esistenziale e la ballata stracciona e
poetica.
“Lausanne”
(solo voce e chitarra) mette subito al centro la chitarra classica di Alessio
Del Donno, ma lo fa con un approccio tutt'altro che accademico, fra acidità vocale
e approccio energico.
“Steady
Or Not” ha un vago sentore di passato vintage, quasi psichedelico, addentrato
in territorori Syd Barrett. La voce non è più graffiante ma meditativa e
perfettamente centrata nella struttura melodica dal forte impatto.
In
“Murk Side” il gioco si fa quasi scanzonato, una piccola nenia ipnotica e
ripetitiva.
Sale
il ritmo attraverso “Covering The Moon”, ma in generale non esula la malinconia
Folk in modalità Nick Drake, Elliott Smith e Howe Gelb. Il piede parte da solo
durante questo ascolto acustico ed intenso in cui, verso il finale, Del Donno
mette in cattedra le sue capacità tecniche.
Ed
ecco il vero flamenco in “Màs Nada”, e ritorna la voce Punk a cavallo fra i
primi anni ’80 e qualche scheggia di Radiohead primi periodi. Qui risiede molta
della genialità di questo album.
Cambio
di marcia nella sussurrata ballata “The Mist Trial”, singolo dell’album
accompagnato da un video-collage diretto da El e Alessio Del Donno, con le
animazioni di El. Così narrano le note di accompagnamento dell’album al
riguardo: “Il videoclip è ispirato al classico della letteratura Sufi “Il verbo
degli uccelli”, che narra della ricerca di se stessi e di Dio da parte di mille
uccelli guidati dal maestro Simurgh, e all’artwork di copertina ad opera di
Enrico Varricchio. Mettendo insieme tecniche di animazione sperimentale,
collage e stop motion digitale, El e Alessio Del Donno hanno dato una lettura
simbolica della realtà e della contemporaneità, provando insieme a immaginare
un processo di rinascita”.
“Le
Grandi Praterie Si Estinguono” è soavemente accompagnato dal flauto di Piccinni
ed è uno dei momenti più interessanti dell’intero lavoro. Uno strumentale
coinvolgente, catartico e ricco di tecnica strumentale dove lasciarsi
travolgere.
Segue
“Blowin’ Musk” dal sapore vagamente americaneggiante, un'altra ballata acustica
perfettamente incastonata nel contesto generale.
L’energia
pulita di “Wasted” è altamente contagiosa, mentre la conclusiva “On The Verge
Of A Lucyd Dream” ha nuovamente un tocco lisergico che stupisce e coinvolge.
“Masnada
Classica” è una vera e propria sorpresa ed è consigliato a tutti gli amanti
della chitarra classica e dei generi sopra citati, perché il connubio è
travolgente e a tratti ipnotico. Insomma, una vera e propria sorpresa da
gustare come le carte a Poker… Piano, piano. MS
Versione Inglese:


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