SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI – La Muta
Aramis Records
Genere:
Avant Prog / Experimental Rock
Supporto: CD / Digital – 2026
A
vent'anni dall'inizio della loro schizoide avventura, l'imprevedibile ed
eclettica band trentina dei Supercanifradiciadespiaredosi ha firmato il proprio
ritorno discografico con l'album "La Muta".
Dico
subito che il disco rappresenta una tappa evolutiva e stilistica cruciale per
una formazione che ha sempre fatto dell'irriverenza, della destrutturazione
sonora e della sperimentazione basata su suoni primordiali e onomatopeici, i
propri marchi di fabbrica.
Nei
precedenti capitoli da “Mondo Cane” a “Geni Compresi”, fino alla recente
ristampa in vinile della suite fantascientifica “Aggiovaggio”, la band si era
imposta all'attenzione per quell'atipico e roboante assetto "senza
chitarre" dominato da due bassi distorti e batteria, con "La
Muta" il suono si apre a nuove stratificazioni, accogliendo contaminazioni
elettroniche e arrangiamenti ritmico-percussivi curatissimi, pur mantenendo intatta
la consueta matrice Avant Prog / Experimental Rock.
Il
titolo stesso, "La Muta", gioca sulla consueta ambiguità semantica
del gruppo ed evoca il cambio di pelle, ossia la muta biologica, una
metamorfosi stilistica, il silenzio (l'essere muti), ma probabilmente anche il
branco inteso come una muta di cani, richiamo diretto al loro iconico e
lunghissimo nome.
Il
disco si articola su ben 13 tracce, muovendosi sinergicamente tra graffianti
schegge Rock/Metal, aperture sperimentali e sferzate ironiche. Il nucleo
creativo del disco vede una parziale mutazione e un rimodellamento dei ruoli,
pur mantenendo salda la visione storica del progetto, con Boris Saracco (voce,
chitarre, composizione), Nicola Fontana (programming, synth, mixing engineer,
composizione), e Renzo Meola (percussioni, batteria, composizione).
Un
loro punto di forza risiede notoriamente nei testi, la band utilizza da sempre
una tecnica di scrittura destrutturata fatta di accostamenti fonetici folli,
giochi di parole, assonanze e una satira sociale tagliente e surreale, che
ricorda da vicino l'approccio degli Area o degli Skiantos, riadattato in chiave
Avant-Prog.
Il
disco si apre con la sferzata di energia nervosa di “Sotto Carica”. Il testo
descrive lo stato di perenne iperattività e ansia da prestazione imposto dalla
società contemporanea. Essere "sotto carica" non è un segnale di
forza, ma l'obbligo biologico e tecnologico di essere sempre connessi,
performanti e pronti a scattare. Le parole scorrono veloci, quasi sincopate,
assecondando il ritmo serrato del basso e della batteria.
Segue
“Limo”, brano dalle atmosfere più fangose e melmose, proprio come il titolo
suggerisce. Dal punto di vista lirico, esplora il concetto di stagnazione.
La
voce si fa più ipnotica e strisciante, muovendosi su tempi dispari e
stratificazioni elettroniche. Intrigante il Metal Prog destrutturato di “The
Sailor Hard III”, titolo squisitamente ironico che evoca l'estetica degli anime
giapponesi storpiata in chiave bizzarra, dove si nasconde una satira affilata
contro il voyeurismo e le perversioni della cultura Pop e del web.
Si
tira il respiro con “Farloccobolario” ispirato dal libro di
Enzo Valori, movimento più cadenzato e
disturbato a tratti da rapidi affondi elettrici.
Geniale
“La Danza Del Mentre”, che si sviluppa su un pattern ritmico ipnotico e
circolare, dove si riflette
perfettamente l'idea di un movimento continuo.
Con
un titolo ingannevolmente rassicurante, “Fidarsi Degli Altri” introduce uno dei
testi più cinici e disillusi dell'album, qui la band analizza la paranoia
sociale, il crollo della solidarietà e la diffidenza sistematica che regola i
rapporti umani contemporanei. Ottima l’interpretazione vocale malleabile a
seconda della situazione, al limite del recitato. La ritmica è perfetta e
coesa.
Un
approccio maggiormente melodico deriva da “Ossidea”, un Hard Prog gradevole e
spinto il tanto che basta per non sfociare nel Metal.
In “Fare
Tardi” la band unisce una base ritmica
geometrica e incalzante a una riflessione ironica ma malinconica sul tempo che
sfugge.
Ed
è la volta della title track, Avant Prog d'altissima scuola che mette in luce
il lavoro di mix e mastering di Mauro Andreolli e Nicola Fontana.
Si
fanno anche capate nel Math Rock microtonale in “Muta Paradossa” e il resto lo lascio
scoprire a voi.
Nel
disco figurano ospiti del calibro di Ulisse (voce), Libero (voce) e Mario
Speziali (chitarra e cori).
In
conclusione, "La Muta" si dimostra un disco coraggioso, una
metamorfosi che non tradisce il passato Punk Progressivo e underground dei
Supercani, ma ne certifica la maturità artistica nel panorama della musica
sperimentale italiana. Bravi! MS
Versione Inglese:


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