I Miei Libri

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mercoledì 10 giugno 2026

Supercanifradiciadespiaredosi

SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI – La Muta
Aramis Records
Genere: Avant Prog / Experimental Rock
Supporto: CD / Digital – 2026





A vent'anni dall'inizio della loro schizoide avventura, l'imprevedibile ed eclettica band trentina dei Supercanifradiciadespiaredosi ha firmato il proprio ritorno discografico con l'album "La Muta".
Dico subito che il disco rappresenta una tappa evolutiva e stilistica cruciale per una formazione che ha sempre fatto dell'irriverenza, della destrutturazione sonora e della sperimentazione basata su suoni primordiali e onomatopeici, i propri marchi di fabbrica.
Nei precedenti capitoli da “Mondo Cane” a “Geni Compresi”, fino alla recente ristampa in vinile della suite fantascientifica “Aggiovaggio”, la band si era imposta all'attenzione per quell'atipico e roboante assetto "senza chitarre" dominato da due bassi distorti e batteria, con "La Muta" il suono si apre a nuove stratificazioni, accogliendo contaminazioni elettroniche e arrangiamenti ritmico-percussivi curatissimi, pur mantenendo intatta la consueta matrice Avant Prog / Experimental Rock.
Il titolo stesso, "La Muta", gioca sulla consueta ambiguità semantica del gruppo ed evoca il cambio di pelle, ossia la muta biologica, una metamorfosi stilistica, il silenzio (l'essere muti), ma probabilmente anche il branco inteso come una muta di cani, richiamo diretto al loro iconico e lunghissimo nome.
Il disco si articola su ben 13 tracce, muovendosi sinergicamente tra graffianti schegge Rock/Metal, aperture sperimentali e sferzate ironiche. Il nucleo creativo del disco vede una parziale mutazione e un rimodellamento dei ruoli, pur mantenendo salda la visione storica del progetto, con Boris Saracco (voce, chitarre, composizione), Nicola Fontana (programming, synth, mixing engineer, composizione), e Renzo Meola (percussioni, batteria, composizione).
Un loro punto di forza risiede notoriamente nei testi, la band utilizza da sempre una tecnica di scrittura destrutturata fatta di accostamenti fonetici folli, giochi di parole, assonanze e una satira sociale tagliente e surreale, che ricorda da vicino l'approccio degli Area o degli Skiantos, riadattato in chiave Avant-Prog.
Il disco si apre con la sferzata di energia nervosa di “Sotto Carica”. Il testo descrive lo stato di perenne iperattività e ansia da prestazione imposto dalla società contemporanea. Essere "sotto carica" non è un segnale di forza, ma l'obbligo biologico e tecnologico di essere sempre connessi, performanti e pronti a scattare. Le parole scorrono veloci, quasi sincopate, assecondando il ritmo serrato del basso e della batteria.
Segue “Limo”, brano dalle atmosfere più fangose e melmose, proprio come il titolo suggerisce. Dal punto di vista lirico, esplora il concetto di stagnazione. La voce si fa più ipnotica e strisciante, muovendosi su tempi dispari e stratificazioni elettroniche. Intrigante il Metal Prog destrutturato di “The Sailor Hard III”, titolo squisitamente ironico che evoca l'estetica degli anime giapponesi storpiata in chiave bizzarra, dove si nasconde una satira affilata contro il voyeurismo e le perversioni della cultura Pop e del web.
Si tira il respiro con “Farloccobolario” ispirato dal libro di Enzo Valori,  movimento più cadenzato e disturbato a tratti da rapidi affondi elettrici.
Geniale “La Danza Del Mentre”, che si sviluppa su un pattern ritmico ipnotico e circolare, dove si  riflette perfettamente l'idea di un movimento continuo.
Con un titolo ingannevolmente rassicurante, “Fidarsi Degli Altri” introduce uno dei testi più cinici e disillusi dell'album, qui la band analizza la paranoia sociale, il crollo della solidarietà e la diffidenza sistematica che regola i rapporti umani contemporanei. Ottima l’interpretazione vocale malleabile a seconda della situazione, al limite del recitato. La ritmica è perfetta e coesa.
Un approccio maggiormente melodico deriva da “Ossidea”, un Hard Prog gradevole e spinto il tanto che basta per non sfociare nel Metal.
In “Fare Tardi” la band unisce una base ritmica geometrica e incalzante a una riflessione ironica ma malinconica sul tempo che sfugge.
Ed è la volta della title track, Avant Prog d'altissima scuola che mette in luce il lavoro di mix e mastering di Mauro Andreolli e Nicola Fontana.
Si fanno anche capate nel Math Rock microtonale in “Muta Paradossa” e il resto lo lascio scoprire a voi.
Nel disco figurano ospiti del calibro di Ulisse (voce), Libero (voce) e Mario Speziali (chitarra e cori).
In conclusione, "La Muta" si dimostra un disco coraggioso, una metamorfosi che non tradisce il passato Punk Progressivo e underground dei Supercani, ma ne certifica la maturità artistica nel panorama della musica sperimentale italiana. Bravi! MS







Versione Inglese: 


SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI – La Muta
Aramis Records
Genre: Avant Prog / Experimental Rock
Format: CD / Digital – 2026





Twenty years after the beginning of their schizoid adventure, the unpredictable and eclectic band from Trentino, SupercanifradiciadespiaREDosi, marks their recording return with the album "La Muta".
Let me say right away that the record represents a crucial evolutionary and stylistic milestone for a line-up that has always made irreverence, sonic deconstruction, and experimentation based on primordial and onomatopoeic sounds their signature trademarks.
In previous chapters, from “Mondo Cane” to “Geni Compresi”, up to the recent vinyl reissue of the sci-fi suite “Aggiovaggio”, the band had drawn attention for that atypical and thundering "no-guitars" line-up dominated by two distorted basses and drums. With "La Muta", the sound opens up to new stratifications, welcoming electronic contaminations and meticulously crafted rhythmic-percussive arrangements, while keeping their usual Avant Prog / Experimental Rock matrix fully intact.
The title itself, "La Muta", plays on the group's customary semantic ambiguity and evokes the shedding of skin (biologically, a molt; stylistically, a metamorphosis), silence (being mute), but probably also the pack, intended as a pack of hounds (una muta di cani), a direct nod to their iconic, extremely long name.
The album is structured across 13 tracks, moving synergistically between biting Rock/Metal shards, experimental openings, and ironical lashes. The creative core of the album sees a partial mutation and a reshaping of roles, while keeping the historical vision of the project steadfast, featuring Boris Saracco (vocals, guitars, composition), Nicola Fontana (programming, synths, mixing engineer, composition), and Renzo Meola (percussion, drums, composition).
One of their well-known strengths lies in the lyrics: the band has always used a deconstructed writing technique made of crazy phonetic combinations, wordplay, assonances, and a sharp, surreal social satire that closely recalls the approach of Area or Skiantos, readapted in an Avant-Prog key.
The record opens with the jolt of nervous energy of “Sotto Carica”. The lyrics describe the state of perennial hyperactivity and performance anxiety imposed by contemporary society. Being "under charge" (sotto carica / fully charged) is not a sign of strength, but a biological and technological obligation to always be connected, performing, and ready to snap. The words flow fast, almost syncopated, following the tight rhythm of the bass and drums.
This is followed by “Limo”, a track with a muddier and more sludgy atmosphere, just as the title suggests (Silt). From a lyrical standpoint, it explores the concept of stagnation. The vocals become more hypnotic and crawling, moving over odd time signatures and electronic layering. The deconstructed Metal Prog of “The Sailor Hard III” is intriguing; an exquisitely ironic title that evokes the aesthetic of Japanese anime warped in a bizarre fashion, hiding a sharp satire against voyeurism and the perversions of Pop and web culture.
You can catch your breath with “Farloccobolario”, inspired by Enzo Valori's book, featuring a more cadenced movement that is occasionally disrupted by rapid electric thrusts.
Genial is “La Danza Del Mentre”, which develops over a hypnotic and circular rhythmic pattern, perfectly reflecting the idea of continuous movement.
With a deceptively reassuring title, “Fidarsi Degli Altri” (Trusting Others) introduces one of the most cynical and disillusioned lyrics on the album; here, the band analyzes social paranoia, the collapse of solidarity, and the systematic distrust that rules contemporary human relationships. Excellent vocal performance, malleable depending on the situation, bordering on spoken word. The rhythm section is flawless and cohesive.
A more melodic approach stems from “Ossidea”, an enjoyable piece of Hard Prog pushed just enough not to spill over into Metal.
“Fare Tardi” (Being Late); here the band combines a geometric and pressing rhythmic base with an ironic yet melancholic reflection on slipping time.
And then it's time for the title track, top-tier Avant Prog that highlights the mixing and mastering work of Mauro Andreolli and Nicola Fontana.
They also make forays into microtonal Math Rock in “Muta Paradossa”, and I will leave the rest for you to discover.
The album features guests of the caliber of Ulisse (vocals), Libero (vocals), and Mario Speziali (guitar and backing vocals).
In conclusion, "La Muta" proves to be a brave album, a metamorphosis that does not betray the Punk Progressive and underground past of the Supercani, but certifies their artistic maturity within the landscape of Italian experimental music. Well done! MS








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