UN ALBUM, UN CONCEPTJethro Tull – Thick As A Brick
Concept o beffa?
Oggi
parliamo di uno dei più grandi paradossi della storia del Rock: “Thick As A
Brick” (1972) dei Jethro Tull. E’
considerato fra i caposaldi del "concept album" per eccellenza, ma è
nato originariamente come una gigantesca parodia degli stessi!
Nel
1971 i Jethro Tull pubblicano “Aqualung” e la critica specializzata lo acclama
subito come un "concept album" sulla religione e sulla società. Il
leader della band, Ian Anderson, va su tutte le furie, perchè per lui era solo
una raccolta di canzoni. Infastidito da quella che considerava la pretenziosità
dei critici e di band come Yes o Emerson, Lake & Palmer, Anderson decide di
prenderli tutti in giro: “"Se vogliono un concept album, gli darò la madre
di tutti i concept album. Qualcosa di così esagerato, complesso e pomposo da
rasentare l'assurdo.".
Il
disco infatti è formato da un solo brano di quarantacinque minuti necessariamente
suddiviso in due parti nel vinile, il lato A e il lato B.
Esso
è ispirato dal surrealismo e dall'umorismo demenziale dei Monty Python, leggendario
gruppo comico britannico, famosi per la loro comicità surreale, l'umorismo
nonsense e l'influenza rivoluzionaria paragonabile a quella dei Beatles nel
mondo della musica.
Per
spingere la satira al massimo, l'album viene confezionato come se fosse un vero
e proprio quotidiano locale di 12 pagine, il St. Cleve Chronicle and Linwell
Advertiser.
L'articolo
di prima pagina racconta la storia di Gerald Bostock (soprannominato
"Little Milton"), un bambino prodigio di soli 8 anni che ha vinto un
prestigioso premio letterario della Società per la Protezione dell'Infanzia
grazie a un poema epico intitolato proprio “Thick As A Brick” che in italiano
significa "Ottuso come un mattone".
Secondo
l'articolo, il premio viene revocato all'ultimo minuto perché il testo del
bambino contiene attacchi durissimi alla morale comune e perché il piccolo
Gerald ha detto una parolaccia in diretta TV. I Jethro Tull dichiarano quindi
nella finta rivista di aver preso il poema di questo bambino e di averlo messo
in musica.
Ovviamente,
Gerald Bostock non è mai esistito. È una totale invenzione di Ian Anderson, che
ha scritto ogni singola parola del testo.
Nonostante
l'intento satirico, le parole scritte da Anderson sono incredibilmente
profonde, stratificate e poetiche. Il testo è una feroce critica alla società
britannica dell'epoca, all'ipocrisia del sistema educativo, al militarismo e
alla perdita dell'innocenza. Il fulcro del poema è la transizione dall'infanzia
all'età adulta e come la società manipoli le giovani menti.
Il
brano si apre con le iconiche note della chitarra acustica e del flauto:
"Really don't mind if you sit this one out. / My
words but a whisper — your deafness a SHOUT."
(Non
mi importa se decidi di non ascoltare. / Le mie parole sono solo un sussurro,
la tua sordità un URLO.).
Anderson
si rivolge subito ai critici e ai finti intellettuali e poco dopo introduce la
frase che dà il titolo al disco:
"And your wise men don't know how it feels / to
be thick as a brick."
(E
i vostri saggi non sanno cosa si provi / ad essere ottusi come un mattone.)
Qui
c'è un paradosso filosofico: i "saggi" della società (politici,
insegnanti, giudici) sono così intrappolati nelle loro sovrastrutture mentali
da aver perso la spontaneità. Non sanno cosa significhi essere
"semplici" (o ignoranti), e per questo non capiscono davvero il
mondo.
"And the sand-castle virtues are all swept away /
in the tidal destruction, the moral melee."
(E
le virtù-castello di sabbia vengono spazzate via / nella distruzione della
marea, nella mischia morale.)
Le
regole morali che gli adulti insegnano ai bambini sono fragili come castelli di
sabbia. Ogni nuova generazione, arrivando come una marea, distrugge i valori di
quella precedente per costruirne di nuovi, altrettanto fragili.
Successivamente
Il testo si sposta sulla nascita di un bambino e sulle aspettative soffocanti
che la società gli cuce addosso fin dal primo respiro:
"We'll make a man of him / put him to a
trade."
(Ne
faremo un uomo / lo avvieremo a un mestiere.)
Il
neonato viene già visto come un futuro soldato o un ingranaggio del sistema
economico. Non c'è spazio per l'individualità, il padre proietta sul figlio la
propria idea di successo, costringendolo a conformarsi.
In
più Anderson fa notare l'ipocrisia di chi idealizza la guerra, i poeti
glorificano i soldati mentre questi ultimi combattono al fronte. Ma quando il
vento politico cambia, gli stessi intellettuali condannano ciò che prima
osannavano. Diventa una critica all'opportunismo delle classi dirigenti.
Verso
la fine della suite, si chiude il cerchio biologico e sociale:
"Come on ye childhood heroes! / Won't you rise up
from the glades?"
(Avanti,
eroi della mia infanzia! / Non volete sorgere dalle radure?)
Il
protagonista, ormai cresciuto, cerca disperatamente i vecchi fumetti e gli eroi
idealizzati dell'infanzia simboli di purezza e giustizia, ma si rende conto che
la vita reale ha distrutto quei miti.
L'amara
conclusione è che il bambino ribelle, crescendo, ha finito per conformarsi. Ha
accettato le regole del gioco, è diventato un adulto cinico ed è integrato
nello stesso sistema che prima combatteva. È diventato, anche lui, "Thick
As A Brick".
La
cosa più divertente dell'intera operazione è che il piano di Ian Anderson fallì
gloriosamente, perchè la satira era talmente raffinata, la musica talmente
complessa ed eccezionale tra tempi dispari, assoli di organo Hammond e
arrangiamenti orchestrali di David Palmer, che nessuno colse l'ironia.
Il
pubblico e la critica presero l'album maledettamente sul serio, consacrandolo
come uno dei capolavori assoluti del Rock Progressivo mondiale e portandolo al
primo posto nelle classifiche americane! MS
Versione Inglese:







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