I Miei Libri

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martedì 28 aprile 2026

Mauro Pelosi

MAURO PELOSI – Mauro Pelosi
Universal Music Group (cd) - Polydor Records (lp)
Genere: Cantautore
Supporto: cd – 1977





Ho scelto il terzo album per parlare del cantautore romano, successivamente trasferitosi a Milano, Mauro Pelosi. Il terzo perché ha radici ormai profonde, inestirpabili. Il carattere e la personalità dell’artista sono rodati e noti agli ascoltatori degli anni ‘70. In realtà l’esordio discografico risale al lontano 1972, con l’album dal titolo “La Stagione Per Morire” (Polydor Records), un disco che coglie di sorpresa molti addetti ai lavori, in quanto già radicato in un pessimismo che diventerà nel tempo il suo leitmotiv. Un cantautore impegnato, come si soleva dire in gergo, contemporaneo di Claudio Rocchi, Claudio Lolli, Alan Sorrenti, De André, Guccini e molti altri ancora. Segue nel 1973 un album a sua volta molto bello, dal titolo “Al Mercato Degli Uomini Piccoli” (Polydor Records), per poi latitare dai negozi di dischi fino al 1977, anno non proprio brillante per questo genere che comunque va ad attingere anche in quel calderone di nome Rock Progressivo.
“Mauro Pelosi” è arrangiato nuovamente da Pinuccio Pirazzoli, ormai suo fido amico, e gode della collaborazione di artisti come Edoardo Bennato, che suona l'armonica a bocca in “L'investimento”, Bamby Fossati (Garybaldi), Lucio Fabbri al violino in “Una Lecca Lecca D’Oro” e Ricky Belloni dei New Trolls alle chitarre. I testi sono bellissime poesie, riflessioni di vita vissuta, quasi sempre amare, nelle quali coesistono paure, insicurezza e amore.
Un disco drammatico, dove la voce è dolce e allo stesso tempo graffiante e incisiva, tuttavia l’iniziale “La Bottiglia” musicalmente si alterna fra tristezza e un quasi Reggae. Esplicativo il testo: “Ti regalerò una bottiglia vuota perché non ho mai avuto un giardino incantato”. “Luna Park” non è distante dal brano precedente: in esso aleggia una nota di malinconia dettata dalla narrazione di una vita abbastanza triste che stride con la musica da luna park che fa da accompagnamento. Importanti i ritornelli. Dolcissima con chitarra arpeggiata “Ho Trovato Un Posto”, supportata da arrangiamenti semplici ma efficaci. Molti di voi all’ascolto potrebbero sentenziare che De André in confronto è un allegro buontempone, ma anche Pelosi sa divertirsi a modo suo come in “Una Lecca Lecca D’Oro”. Azioni umane ne “L’investimento”, depressione in “Una Casa Piena Di Stracci”, mentre “Alle 4 Di Mattina” gode di un piano che sgocciola note ariose sopra la voce irritata e perentoria di Pelosi. Un grande interprete di testi importanti, riesce a modulare la voce in maniera anche sorprendente come nello stupendo finale dal titolo bizzarro “Ho Fatto La Cacca”. Questo brano è un capolavoro per rabbia, ironia amara e musica. “Compagni miei dal 68 ad oggi quanti Blue Jeans c’hanno venduto. Voglio essere un cane, di quelli che fanno l’amore in mezzo alla strada tra la faccia schifata dei passanti, circondato da bambini liberi, ed altri cani come me… e tutti insieme, tutti quanti insieme andare in giro….. A MORDERE!”. Dovete ascoltare però come viene cantata.
Questo album, come dicevo in precedenza, esce in un momento “no” per il genere e non raccoglie i dovuti frutti, quasi un fallimento. Per questo lo amo, lo sento anche più mio, e anche io con lui vado in giro… a mordere. MS







Versione Inglese:



MAURO PELOSI – Mauro Pelosi
Universal Music Group (CD) - Polydor Records (LP)
Genre: Singer-songwriter
Format: CD – 1977






I have chosen the third album to talk about Mauro Pelosi, the Roman singer-songwriter who later moved to Milan. I chose the third one because its roots are now deep and unerring. The artist's character and personality were well-established and known to listeners of the 1970s. In reality, his recording debut dates back to 1972 with the album titled “La Stagione Per Morire” (Polydor Records), a record that caught many industry insiders by surprise, as it was already rooted in a pessimism that would become his leitmotiv over time. He was a "committed" singer-songwriter, as they used to say in the jargon of the time, a contemporary of Claudio Rocchi, Claudio Lolli, Alan Sorrenti, De André, Guccini, and many others. This was followed in 1973 by another beautiful album titled “Al Mercato Degli Uomini Piccoli” (Polydor Records), before he vanished from record stores until 1977—a year that wasn't exactly brilliant for this genre, which nevertheless drew from the melting pot known as Progressive Rock.
“Mauro Pelosi” is once again arranged by Pinuccio Pirazzoli, by then his trusted friend, and features collaborations with artists such as Edoardo Bennato, who plays the harmonica in “L'investimento”, Bamby Fossati (Garybaldi), Lucio Fabbri on violin in “Una Lecca Lecca D’Oro”, and Ricky Belloni of New Trolls on guitars. The lyrics are beautiful poems, reflections on life experience—almost always bitter—in which fears, insecurity, and love coexist.
A dramatic record, where the voice is sweet yet simultaneously raspy and incisive; however, the opening track “La Bottiglia” alternates musically between sadness and a sort of Reggae. The lyrics are self-explanatory: “I will give you an empty bottle because I never had an enchanted garden.” “Luna Park” is not far removed from the previous track: a note of melancholy hovers within it, dictated by the narration of a rather sad life that clashes with the carnival music serving as accompaniment. The choruses are significant. “Ho Trovato Un Posto” is incredibly sweet with its arpeggiated guitar, supported by simple but effective arrangements. Upon listening, many of you might judge that De André is a cheerful prankster by comparison, but Pelosi also knows how to have fun in his own way, as heard in “Una Lecca Lecca D’Oro”. We find human actions in “L’investimento” and depression in “Una Casa Piena Di Stracci”, while “Alle 4 Di Mattina” features a piano that drips airy notes over Pelosi’s irritated and peremptory vocals. A great interpreter of important lyrics, he manages to modulate his voice in surprising ways, as in the stunning finale with the bizarre title “Ho Fatto La Cacca”. This track is a masterpiece of anger, bitter irony, and music. “My comrades, from '68 to today, how many pairs of blue jeans have they sold us? I want to be a dog, one of those that makes love in the middle of the street amidst the disgusted faces of passers-by, surrounded by free children and other dogs like me… and all together, everyone together, going around….. TO BITE!”. You must, however, hear how it is sung.
This album, as I mentioned before, was released during a "down" moment for the genre and did not reap the expected rewards—it was almost a failure. That is why I love it; I feel it is even more mine, and I too go around with him… to bite. MS








2 commenti:

  1. Adoro questi tre dischi,per certi versi,già nati all'epoca con un "sapore" di antico!
    In particolare questo terzo album(per me,in generale, il migliore) che sa alternare momenti di cantautorato pop ad altri di sperimentalismo "sociale" in testi e musica, con un'atmosfera complessiva di disperazione,rabbia e delusione inframmezzati da sprazzi di speranzosa luce(..riflessa)!
    Purtroppo era chiaro che nel '77 un Artista naif di tale spessore non sarebbe stato in grado di sopravvivere alla crisi di fine decennio e al sopraggiungere del vuoto edonismo anni '80.
    C'è da dire però che mai mi sarei aspettato,nel nuovo millennio, che "l'oste" romano svestisse il grembiule per reimbracciare una chitarra e tornare in studio. Forse sarebbe stato più opportuno farlo 15 anni prima,così, giusto per il gusto di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori in un periodo sociale e culturale di estrema transizione.
    Invece,per il sottoscritto, questo suo recente ritorno,sia pur dignitoso ma nulla più, segna un ulteriore frattura fra il (Mio) tempo che fu e quello che è ora(e che non mi/ci appartiene)...e la rabbia,la delusione,la disperazione di quei 3 album torna a salire in ognuno di Noi, come in un "anno 70" qualsiasi del..."Nostro" secolo!!!
    Un saluto ed un abbraccio da Mario Medaglia 👋👋

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    1. Ciao Mario, come va? sottoscrivo ogni tua parola, ne più e ne meno.

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