LOCANDA DELLE FATE – Lucciole Per
Sempre
AMS
Records
Genere:
Progressive Rock
Supporto:
LP / CD / DVD / Spotify – 2026
Non
sono mai stato un amante delle operazioni nostalgia basate su raccolte, spesso
nascono per spillare soldi ai fan rimasti orfani di una determinata band e
qualche volta, diciamocelo pure, sono assolutamente inutili, ossia non
aggiungono né tolgono nulla alla discografia di un gruppo. Il Progressive Rock
italiano non esula da questo modo di fare, specialmente se andiamo a trattare
band di una certa caratura internazionale.
Il
discorso diventa invece molto interessante quando al contesto si aggiungono brani
inediti, oppure se si tratta di una band non poi così prolifica. Un’era si
chiude nel 1977 con “Forse Le Lucciole Non Si Amano Più” della band astigiana
Locanda Delle Fate, per dare successivamente spazio alla discomusic, al Punk e
alla New Wave. Il settetto formato da Leonardo Sasso (voce), Alberto Gaviglio
(chitarre, cori), Ezio Vevey (chitarre, flauto, cori), Michele Conta
(tastiere), Oscar Mazzoglio (tastiere), Luciano Boero (basso, hammond) e
Giorgio Gardino (batteria, vibrafono), produce questo capolavoro prossimo al
mondo del Banco Del Mutuo Soccorso in un momento decisamente sfortunato per il
genere; forse anche per questo la band non ha insistito molto su questo tipo di
discografia. “Forse Le Lucciole Non Si Amano Più” è un album di una bellezza struggente,
caratterizzato da un romanticismo sinuoso lontano dalle asprezze del Prog più
oscuro: la loro musica è solare, elegante e ricca di contrappunto. I testi sono
evocativi, quasi onirici, perfettamente integrati con le trame pianistiche e i
voli del flauto.
Dopo
lo scioglimento prematuro e una breve reunion negli anni '90 (con l'album “Homo
Homini Lupus”), la band ha vissuto una seconda giovinezza negli anni 2010,
esibendosi in tutto il mondo prima di decidere di chiudere definitivamente la
carriera. Ecco dunque che “Lucciole Per Sempre” non è un semplice disco di
studio, ma un'operazione filologica e affettiva monumentale che rappresenta il
testamento definitivo della band. Il cuore del progetto è la pubblicazione di
brani inediti che la band ha registrato tra il 2016 e il 2017. Dopo il tour
d'addio, i membri originali (tra cui Leonardo Sasso, Oscar Mazzoglio e Luciano
Boero) si ritrovarono in studio per fissare su nastro alcune idee rimaste in
sospeso. Questi brani mantengono lo stile sinfonico classico, ma con una
produzione moderna che esalta il lavoro delle doppie tastiere. Si percepisce
una maturità diversa: meno "foga" strumentale e più spazio
all'emozione pura e alla riflessione sul tempo che passa.
Il
pacchetto (disponibile come CD+DVD o LP+DVD) include un reperto storico di
valore inestimabile: la registrazione integrale del concerto/speciale RAI del
1977 che, per decenni, ha circolato solo in pessime copie tra i collezionisti
ed è qui restaurato digitalmente. Mostra la band all'apice della forma tecnica,
offrendo una testimonianza visiva della complessità delle loro esecuzioni dal
vivo. La raccolta potremmo suddividerla quindi in tre tronconi: gli inediti del
periodo 2016-2017, lo speciale RAI e le radici del 1974.
L’inedito
“Mediterraneo” è il brano che apre il disco con un'atmosfera ampia e solare. È
un Prog sinfonico puro, dove il pianoforte di Michele Conta e i sintetizzatori
di Oscar Mazzoglio tessono una trama che evoca immagini luminose e distese. È
la prova che la band non ha perso la capacità di scrivere melodie memorabili e
complesse al tempo stesso. Segue “Intro - Lettera Di Un Viaggiatore”,
introdotto da un preludio atmosferico. È un viaggio malinconico e riflessivo
dove la voce di Leonardo Sasso, pur più matura, mantiene quel calore
"pastoso" che ricorda vagamente Francesco Di Giacomo del Banco. Il
testo affronta il tema del tempo e del distacco, temi cari alla band nella loro
fase finale. Delle immagini RAI ci sono ovviamente i grandi classici: “Forse Le
Lucciole Non Si Amano Più”, “Profumo Di Colla Bianca”, “Sogno Di Estunno”, “Non
Chiudere A Chiave Le Stelle” e “La Giostra”. Le radici vanno invece a pescare
in brani cover che hanno contribuito alla crescita della band nel 1974:
“Nothing At All” (Gentle Giant), una scelta coraggiosa che dimostra l'alto
livello tecnico dei musicisti astigiani. Confrontarsi con i Gentle Giant
richiede una precisione millimetrica e la Locanda ne esce a testa altissima.
“Ti Penserò Con Tenerezza” (Think of Me with Kindness - Gentle Giant): una rielaborazione
rispettosa e appassionata di uno dei brani più melodici del "Gigante
Gentile". “Appena Un Po'” (PFM), un omaggio ai maestri del Prog italiano.
L'esecuzione mostra come la Locanda abbia ereditato la lezione della PFM,
filtrandola però attraverso una sensibilità più romantica e meno barocca.
“Bambina Sbagliata” (Formula Tre), un richiamo alla tradizione del Pop Rock
italiano di qualità, trasformato in chiave Progressiva.
Concludendo,
“Lucciole Per Sempre” è un disco che non ha "riempitivi", ma ogni nota
sembra messa lì per ricordare che la bellezza, nel Rock Progressivo, è una
questione di cuore e di precisione. Ci mancherete, almeno a me di sicuro! MS
Versione Inglese:


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