CHAPTER
ZERO - A Constant Inner Struggle
Elevate Records
Genere: Metal progressive
Supporto: CD / Digital – 2025
Nel
lungo peregrinare nel web spesso capita di perdersi qualche uscita interessante
come nel caso dei nostrani Chapter Zero“, per questo sento di dover coprire
questa mia svista.
A
Constant Inner Struggle” è pubblicato ufficialmente il 15 marzo 2025 e si
tratta di un'opera che si inserisce nel panorama del Progressive Metal/Rock,
caratterizzata da un sound tecnico, atmosferico e profondamente introspettivo.
La
band, è composta da musicisti d'esperienza della scena italiana, Marco Oppi
(voce), Michele Galli (chitarra), Davide Morisi (chitarra), Marco Govoni
(basso), Vincenzo Tuccio (tastiere, piano),
Giacomo
Calabria (batteria, noto per collaborazioni con Barock Project e Lab X) e propone
un sound che mescola la potenza del Metal moderno con le strutture articolate e
le aperture melodiche tipiche del Prog. In questo lavoro emergono influenze che
spaziano dai grandi classici del genere (come i Dream Theater) a sonorità più
moderne e Dark.
Come
suggerisce il titolo, l'album è un viaggio psicologico. Esplora il conflitto
eterno tra le diverse sfaccettature della mente umana, la lotta tra speranza e
disperazione, realtà e illusione.
Il
concept ruota attorno all'idea di un loop temporale o un paradosso, in cui il
presente è una sorta di prigione cristallizzata dove passato e futuro sembrano
svanire, lasciando l'individuo a confrontarsi con il proprio "vuoto"
interiore.
Il
disco si compone di dodici tracce che variano da momenti puramente aggressivi a
sezioni sinfoniche e delicate.
Fra
i brani che ho maggiormente apprezzato cito “Alone”, un’apertura che stabilisce immediatamente il
tono malinconico e potente. “Listen To Me”,
uno dei singoli più diretti, con un forte impatto ritmico.
“Invisible
Moonligh”, brano che gioca molto sulle atmosfere create dalle tastiere di
Tuccio, “Overloaded” compatto e dinamico, focalizzato sul lavoro delle chitarre
e
“Show
Me What You Can Do”, il singolo principale, accompagnato da un video ufficiale,
che mette in mostra le doti tecniche dei singoli componenti.
A
seguire “You Want To Chain Me Again” che esplora il tema dell'oppressione e
della ribellione interiore, “Keep Your Head Up”, la "suite" emotiva
del disco, caratterizzata da una struttura più complessa e “No Hope?, nella
quale la realtà si fonde con l'allucinazione, rendendo impossibile distinguere
ciò che è vero da ciò che è proiettato dalle proprie paure.
Il
resto lo lascio alla vostra curiosità.
I
testi sviluppano dunque la battaglia incessante che avviene all'interno della
psiche umana. Non si tratta di narrazioni lineari, ma di riflessioni
frammentate su stati mentali ed emotivi al limite. Esplorano
il senso di solitudine esistenziale, dove anche la luce (la luna) sembra
incapace di illuminare il buio interiore.
L'uscita
dell'album è stata anticipata dal video del singolo "Show Me What You Can
Do", che riflette l'estetica moderna del gruppo. La produzione sonora è
pulita e bilanciata, permettendo di distinguere nettamente gli intricati
arrangiamenti di tastiera e i riff serrati delle due chitarre, senza mai
soffocare la prova vocale di Marco Oppi.
In
sintesi, “A Constant Inner Struggle” è un disco consigliato a chi ama il Prog Metal
capace di essere tecnico ma emozionale, ideale per chi cerca musica che non sia
solo intrattenimento, ma anche una riflessione sulla condizione umana. Spero di
aver rimediato a questa mia distrazione. MS
Versione Inglese:


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