RICCARDO
TESI & PAOLO ZAMPINI – Camerock
Visage Music
Genere: World / Progressive Rock
Supporto: CD / Spotify - 2026
Si
può fare Rock senza una batteria e una chitarra elettrica? Certo che sì, se
l’attitudine è quella giusta. Bastano tastiere, organetto e flauto con dei
buoni arrangiamenti per saper trasmettere l’essenza del Rock, ma il duo
composto da Riccardo Tesi e Paolo Zampini non si sofferma su un solo genere,
bensì va alla ricerca di emozioni che possono derivare da quella che potremmo semplicemente
definire “musica”.
Riccardo
Tesi è uno dei musicisti più autorevoli della scena World Music europea. Ha
rivoluzionato l'immagine dell'organetto diatonico, trasformandolo da strumento
relegato al folklore a voce solista capace di confrontarsi con il Jazz, la
canzone d'autore (storica la sua collaborazione con Fabrizio De André in “Anime
Salve”) e la musica da camera. Dal canto suo, Paolo Zampini è un flautista di
fama internazionale, una figura chiave della musica classica e cinematografica.
È stato per anni uno dei solisti preferiti del Maestro Ennio Morricone,
contribuendo con il suo timbro a innumerevoli colonne sonore leggendarie. La
sua precisione tecnica e la sensibilità espressiva lo rendono il partner ideale
per le architetture sonore di Tesi.
Il
connubio porta al risultato intitolato “Camerock”, dove il nome è un gioco di
parole che fonde due mondi apparentemente distanti: la Musica da Camera e
l'energia del Rock.
Pubblicato
per l'etichetta Visage Music, il disco non è, come già anticipato, un album
"Rock" in senso letterale, ma ne eredita la forza propulsiva e la
libertà strutturale.
Esso
si muove su un equilibrio sottile, da un lato c'è il rigore delle partiture e
l'eleganza degli arrangiamenti (curati spesso da Tesi stesso o da collaboratori
stretti), dall'altro il calore del mantice e la fluidità del respiro dei fiati.
È una musica che "danza" anche quando è seduta in un teatro.
Il
disco vede l’importante collaborazione con il pianista Daniele Biagini,
co-autore di diversi brani, e del violoncellista Damiano Puliti.Dieci sono le
tracce, tra nuove composizioni e tributi.
Il
brano di apertura, intitolato “Stevia”, mette subito in chiaro la direzione, un
dialogo serrato tra l'organetto e il flauto su una base ritmica molto dinamica.
La "Stevia" è dolce ma ha un retrogusto particolare, proprio come
questa melodia che si muove tra il popolare e il colto.
Segue
“Blusotto”, un brano dove emerge l'anima più terrena di Riccardo, filtrata
dall'eleganza di Zampini; c’è quel groove tipico della musica di Tesi che ti fa
battere il piede. Ed ecco giungere la prima cover, “Living In The Past /
Presente Remoto”, il fulcro "Rock" del disco. Il primo è il celebre
brano dei Jethro Tull, scritto da Ian Anderson (il flautista Rock per
eccellenza), un omaggio di Zampini alle sue radici che si fonde senza soluzione
di continuità con “Presente Remoto” di Tesi, dimostrando che il Folk e il
Progressive Rock degli anni '70 hanno lo stesso DNA.
In
“Valzer Libero” ci si attenderebbe una regola ritmica prettamente legata al
genere, invece non ci troviamo di fronte a un ballo da balera, ma a un pezzo da
concerto. È "libero" perché si permette divagazioni armoniche che un
Valzer tradizionale non sognerebbe mai, sorretto dal pianoforte di Daniele
Biagini.
Il
violoncello di Damiano Puliti e il flauto di Zampini creano in “Estasi” un
tappeto sonoro su cui sembra di poter ballare, segnando uno dei momenti più
Rock dell’album e dal profumo anni ’70. L’organetto assume tonalità gravi e
riflessive in “Pacifico”, una sorta di viaggio sonoro senza turbolenze dove gli
strumenti si passano il tema principale con estrema naturalezza.
“Ademy”,
co-firmato da Tesi e Zampini, è forse il brano che meglio rappresenta la loro
fusione, si sente la ricerca tecnica sui singoli strumenti, con il flauto che
esplora registri prossimi alla carriera solista di Ian Anderson mentre
l'organetto risponde con precisione millimetrica. Il secondo tributo spetta al
Maestro per eccellenza, Ennio Morricone, con il capolavoro “Nuovo Cinema
Paradiso”. Commovente in questa versione cameristica con l'organetto, il brano
acquista una fragilità e una nostalgia ancora più profonde.
“Formiche”
ricorda la sigla di uno sceneggiato televisivo degli anni ’70, mentre la
chiusura spetta a “Primo Sole”, che lascia l'ascoltatore con una sensazione di
benessere, confermando che la musica di questo duo non vuole solo stupire per
la tecnica, ma soprattutto emozionare.
“Camerock” è, in definitiva, un lavoro di resistenza
culturale. In un mondo dominato da suoni sintetici, Tesi e Zampini puntano
tutto sul legno, sull'aria e sul tocco umano. Per l'ascoltatore l'esperienza è
quella di un viaggio in un'Italia senza tempo, dove la tradizione non è un
museo polveroso ma un laboratorio di innovazione. È l'ascolto ideale per chi
ama le contaminazioni di confine, simili a quelle di artisti come Astor
Piazzolla o i Penguin Cafe Orchestra, ma con un'impronta profondamente legata
alle radici italiane. MS
Versione Inglese:


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