I Miei Libri

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domenica 5 aprile 2026

Gianni Venturi / Felice Del Gaudio

GIANNI VENTURI / FELICE DEL GAUDIO – Sciamantrica
Etichetta: PMS Studio
Genere: Cantautorale / Sperimentale
Supporto: Digital / CD – 2026





Accade spesso di constatare come, in una composizione, il peso specifico delle parole sia determinante, in altri contesti, esse preferiscono adagiarsi su argomentazioni più effimere. Resta tuttavia incontrovertibile che musica e verbo costituiscano un binomio inscindibile, laddove la partitura incontra testi di natura poetica, l’opera si ammanta di una seducente magia.
Quando il discorso verte sulla sperimentazione e sulla ricerca vocale e letteraria, uno dei nomi di maggior rilievo del panorama italico è certamente quello di Gianni Venturi. Protagonista di innumerevoli progetti e produzioni soliste, viene così descritto nelle sue note biografiche: “Nato in una casa di musicisti con origini gitane da parte di madre, inizia a scrivere da giovanissimo, e la sua prima pubblicazione presenta la prefazione di Roberto Roversi, di cui è stato allievo. Ha fondato insieme a Salvatore Jemma e Maurizio Maldini la rivista poetica I quaderni del Masaorita, e alcuni dei suoi testi sono reperibili al Museo della Poesia di Modena, in alcune università americane e in diverse antologie. Oltre alle varie pubblicazioni incide numerosi dischi: con gli Altare Thotemico, il Progetto MOLOCH con Lucien Moreau, il progetto Mantra Informatico ed il progetto Qohelet con Alessandro Seravalle. Da sempre lavora con il suono e la parola, essendo un ricercatore vocale, e unisce la poesia a sonorità che avvolgono i versi e si fondono in un tutt’uno.”.
Oggi, Venturi firma una nuova opera dal titolo “Sciamantrica”, forse l'apice della sua longeva militanza artistica, realizzata in sodalizio con Felice Del Gaudio. Di quest'ultimo, le biografie riportano: “Felice Del Gaudio, bassista e contrabbassista, nato a Lagonegro ma residente a Bologna dal 1984, si è diplomato in musica Jazz presso il conservatorio Adria Nella. Nel corso della sua carriera ha collaborato con: Paul Wertico, Lucio Dalla, Quartetto Archi Opera di Berlino, Henghel Gualdi, Pier Giorgio Farina, Raphael Gualazzi, Daniele Di Bonaventura, Biagio Antonacci, Sherrita Duran, Ginger Brew, Amii Stewart, Andrea Griminelli, Claudio Lolli, Jim Campilongo… Ha pubblicato 6 metodi per lo studio del basso, un DVD didattico, ha al suo attivo più di 150 registrazioni discografiche e 7 album come solista e leader. Ha anche suonato in diversi festival di musica in Europa e nel mondo.”.
Espletate le dovute presentazioni, giungiamo al fulcro del lavoro: la musica.
L’album si dipana attraverso nove tracce, inaugurate da “Preghiera Per Gaza”. Qui la voce intensa di Venturi si profonde in una vibrante interpretazione di un testo graffiante, focalizzato sulle tragiche vicissitudini della martoriata striscia di terra. Trame sonore dalle tinte arabeggianti ne definiscono l'atmosfera drammatica: “C’è sempre una madre rannicchiata nel dolore, non c’è bandiera che non sia insanguinata”.
Il violoncello tesse la trama della breve “Avrei Voluto Ridere”, istantanea di un pensiero assorto nella dolente introspezione dell’essere. La caratura poetica è qui altissima, toccante nella sua disarmante intensità.
Il vigore ritmico aumenta in “La Terra è Mia”, un inno a Madre Natura capace di resilienza nonostante l’ingrato agire umano. Le liriche si confermano incisive e prive di filtri.
Più complessa nell’architettura è “La Caverna Di Platone”, dove emergono quei vocalizzi sciamanici che sono il fulcro della ricerca di Venturi. Sottili fraseggi d'archi sottolineano la potenza dei versi, mentre un assolo di contrabbasso, intenso ed emotivo, punge con la medesima forza del recitato. L’elettronica interviene a supporto di “Caro Hermann”, brano incastonato in un’estetica psichedelica che aderisce con maggior rigore alla forma-canzone. Raffinate coralità in sottofondo donano profondità all’arrangiamento.
Restando in territori psichedelici, un sitar introduce “Fili Di Luce”, prima di cedere il passo a sonorità rarefatte speculari ai testi. Frammenti di quotidianità vengono filtrati attraverso la lente della memoria, con una metrica peculiare sospesa tra narrazione e canto. “Socrate” rivolge uno sguardo sprezzante e rabbioso alla politica, mentre “Ho Paura Della Pecora” adotta un incedere più pacato, pur mantenendo quell'approccio vocale rapsodico, distante dalle convenzioni metriche razionali.
La chiusura è affidata a “L’Amore E’ Un Codice Binario”, traccia che suggella il connubio tra i due artisti in un movimento intenso, dove la simbiosi tra voce e percussioni si rivela l'arma vincente.
 “Sciamantrica” si configura come l’ennesimo capitolo di poesia in musica, concepito con profonda dedizione. È un’opera sospesa tra reminiscenze e riflessioni analitiche capaci di scuotere l'ascoltatore.
Gli autori si congedano con un interrogativo cruciale: “L’arte deve massificarsi o è la massa che può essere educata all’arte?”. È un quesito che mi sta particolarmente a cuore, da decenni sostengo che l'atto creativo rischi la sterilità se privo di un pubblico educato alla ricezione. È imperativo riavvicinare l’ascoltatore a questo modus operandi, elevandolo dal mero e fugace “sentire”. Si è smarrita la cultura del tempo dedicato a sé stessi, un tempo serio e sereno: solo attraverso questo recupero la musica potrà salvarsi.
Al loro dubbio rispondo con convinzione: “E’ la massa che deve essere educata all’arte”, poiché l’arte non contempla confini né dogmi; è indomabile in quanto espressione pura dell'emozione. Non può essere massificata senza perdere la sua stessa essenza, cesserebbe di essere il viatico del pensiero individuale per ridursi a un prodotto "generico", standardizzato da una massa di automi (IA inclusa).
A Venturi e Del Gaudio rivolgo, dunque, un immenso ringraziamento. MS 



Versione Inglese:

GIANNI VENTURI / FELICE DEL GAUDIO – Sciamantrica
Label: PMS Studio
Genre: Singer-Songwriter / Experimental
Format: Digital / CD – 2026






It is often observed that in a composition, the specific weight of words is decisive; in other contexts, they prefer to settle upon more ephemeral arguments. It remains, however, incontrovertible that music and the word constitute an inseparable duo; where the score meets texts of a poetic nature, the work clothes itself in a seductive magic.
When the discussion turns to experimentation and vocal and literary research, one of the most prominent names on the Italian scene is certainly that of Gianni Venturi. A protagonist of countless projects and solo productions, he is described in his biographical notes as follows: “Nato in una casa di musicisti con origini gitane da parte di madre, inizia a scrivere da giovanissimo, e la sua prima pubblicazione presenta la prefazione di Roberto Roversi, di cui è stato allievo. Ha fondato insieme a Salvatore Jemma e Maurizio Maldini la rivista poetica I quaderni del Masaorita, e alcuni dei suoi testi sono reperibili al Museo della Poesia di Modena, in alcune università americane e in diverse antologie. Oltre alle varie pubblicazioni incide numerosi dischi: con gli Altare Thotemico, il Progetto MOLOCH con Lucien Moreau, il progetto Mantra Informatico ed il progetto Qohelet con Alessandro Seravalle. Da sempre lavora con il suono e la parola, essendo un ricercatore vocale, e unisce la poesia a sonorità che avvolgono i versi e si fondono in un tutt’uno.”.
Today, Venturi signs a new work titled “Sciamantrica,” perhaps the pinnacle of his long-standing artistic militancy, created in partnership with Felice Del Gaudio. Regarding the latter, biographies report: “Felice Del Gaudio, bassista e contrabbassista, nato a Lagonegro ma residente a Bologna dal 1984, si è diplomato in musica Jazz presso il conservatorio Adria Nella. Nel corso della sua carriera ha collaborato con: Paul Wertico, Lucio Dalla, Quartetto Archi Opera di Berlino, Henghel Gualdi, Pier Giorgio Farina, Raphael Gualazzi, Daniele Di Bonaventura, Biagio Antonacci, Sherrita Duran, Ginger Brew, Amii Stewart, Andrea Griminelli, Claudio Lolli, Jim Campilongo… Ha pubblicato 6 metodi per lo studio del basso, un DVD didattico, ha al suo attivo più di 150 registrazioni discografiche e 7 album come solista e leader. Ha anche suonato in diversi festival di musica in Europa e nel mondo.”.
The necessary introductions having been made, we come to the core of the work: the music. The album unfolds across nine tracks, inaugurated by “Preghiera Per Gaza.” Here, Venturi’s intense voice pours into a vibrant interpretation of a biting text, focused on the tragic vicissitudes of the martyred strip of land. Sound textures with Middle Eastern hues define its dramatic atmosphere: “C’è sempre una madre rannicchiata nel dolore, non c’è bandiera che non sia insanguinata”.
The cello weaves the plot of the brief “Avrei Voluto Ridere,” a snapshot of a thought absorbed in the sorrowful introspection of being. The poetic stature here is supreme, touching in its disarming intensity. The rhythmic vigor increases in “La Terra è Mia,” a hymn to Mother Nature capable of resilience despite ungrateful human behavior; the lyrics prove incisive and unfiltered.
More complex in its architecture is “La Caverna Di Platone,” where those shamanic vocalisms that are the centerpiece of Venturi’s research emerge. Subtle string phrasings underscore the power of the verses, while an intense and emotional double bass solo stings with the same force as the spoken word. Electronics intervene to support “Caro Hermann,” a piece embedded in a psychedelic aesthetic that adheres more strictly to the song-form; refined background choral arrangements grant depth to the whole.
 
Remaining in psychedelic territories, a sitar introduces “Fili Di Luce,” before yielding to rarefied sounds that mirror the lyrics. Fragments of daily life are filtered through the lens of memory, with a peculiar meter suspended between narration and singing. “Socrate” casts a scornful and angry gaze at politics, while “Ho Paura Della Pecora” adopts a calmer pace, yet maintains that rhapsodic vocal approach, distant from rational metric conventions.
The closing is entrusted to “L’Amore E’ Un Codice Binario,” a track that seals the artistic union between the two performers in an intense movement, where the symbiosis between voice and percussion proves to be the winning weapon.
 “Sciamantrica” stands as yet another chapter of poetry in music, conceived with profound dedication. It is a work suspended between reminiscences and analytical reflections capable of shaking the listener.
The authors take their leave with a crucial question: “L’arte deve massificarsi o è la massa che può essere educata all’arte?”. This is a question particularly close to my heart; for decades I have maintained that the creative act risks sterility if deprived of an audience educated in reception. It is imperative to bring the listener back to this modus operandi, elevating them from mere and fleeting “hearing.” The culture of time dedicated to oneself—a serious and serene time—has been lost: only through this recovery can music be saved.
To their doubt, I respond with conviction: “E’ la massa che deve essere educata all’arte,” for art contemplates neither boundaries nor dogmas; it is indomable as a pure expression of emotion. It cannot be massified without losing its very essence; it would cease to be the vehicle of individual thought only to be reduced to a "generic" product, standardized by a mass of automatons (AI included).
To Venturi and Del Gaudio, I therefore offer an immense thank you. MS


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