PRIMALUCE – Way Of Perfection
Autoproduzione
Genere: Progressive Metal
Supporto: Digital / Bandcamp – 2026
Dopo
il successo di “Dark Mirrors” (2025) e “Metamors” (2025), tornano
immediatamente i Primaluce, formazione capitanata dal polistrumentista Stefano
Primaluce, a testimonianza di un momento di grande ispirazione creativa.
Attraverso
dinamiche mutevoli, “Way Of Perfection” si sviluppa come un concept album che
esplora la tensione tra disciplina e istinto, controllo e liberazione,
precisione ed emozione. Il lavoro affronta il superamento dei propri limiti e
l’eterna lotta tra luce e ombra. La line-up che ha inciso il disco vede Stefano
Primaluce (chitarre ritmiche, tastiere, cori, programmazione) affiancato da
Andrea Rocchi (chitarra solista e acustica), Marco Adami (basso), Michele
Avella (batteria) e Falco alla voce.
Come
il genere impone, le dodici tracce variano da mid-tempo diretti a composizioni
articolate; non stupisce, dunque, riscontrare sonorità care a icone come Dream
Theater e Fates Warning. Nonostante l’uso di tempi dispari e la complessità
tecnica, il gruppo non rinuncia mai alla "forma canzone" e a
ritornelli piuttosto aperti. In questo contesto, l'uso delle tastiere risulta
fondamentale per tessere tappeti sonori che conferiscono profondità ai riff di
chitarra più serrati.
Gli
oltre sette minuti di “The Wind Remains” mettono subito in mostra l’intera
perizia tecnica a disposizione del quintetto, grazie a un sound pulito e ben
prodotto. La prova vocale di Falco appare ispirata, chiara e ben modulata a
seconda della circostanza, mentre l'inciso risulta decisamente accattivante.
Mitragliate
di batteria introducono “Back Into The Blue”, che evolve poi verso scenari più
solari: il titolo suggerisce un ritorno a una dimensione introspettiva, quasi
malinconica ma rigenerante.
Coerentemente
con il proprio nome, “The Turning Of The Circle” (giro del cerchio) non
rappresenta solo una figura geometrica, ma una potente metafora sulla vita, il
tempo e l'esperienza umana. Il brano funge da vero viaggio ciclico, sia nella
struttura musicale che nel concetto filosofico, esplorando l'idea che nulla
finisca davvero, ma si trasformi: ogni fine è il seme di un nuovo inizio.
L’importanza
data dalla band alle melodie corali emerge chiaramente anche in “Countdown At
Dawn”. Altra vetrina di notevoli capacità tecniche è “Running Out Of
Yesterday”, mentre “Heart Of The Moment” attinge dalla scena americana,
sfiorando territori quasi AOR. Per incontrare un episodio più marcatamente Prog
(grazie all’uso sapiente di piano e tastiere), bisogna attendere la ballata
“When The Light Returns”. Il testo affronta il tema della resilienza: se “Back
Into The Blue” rappresentava l'immersione e “The Turning Of The Circle” la
consapevolezza del ciclo, questo brano incarna il momento della rinascita. La
"luce" citata non è solo l'alba, ma la comprensione che giunge dopo
un periodo di sofferenza.
L’album
prosegue fedele allo stile del progetto, fatta eccezione per “Echoes Of
Tomorrow”, traccia più ricercata che narra la responsabilità del presente: il
futuro non è un'entità astratta, ma il risultato delle azioni che compiamo
oggi. Una menzione a parte merita la conclusiva “Where The Water Meets The
Stone”, dove la voce e i cambi d'atmosfera raggiungono livelli eccellenti.
Con
questo lavoro, i Primaluce regalano un piccolo gioiello, candidandosi tra le
realtà più significative della nostra scena. Un disco che metterà d’accordo gli
amanti di queste sonorità, offrendo al contempo un'ottima occasione ai neofiti
per avvicinarsi a un genere capace di stupire.
MS
Versione Inglese:


Nessun commento:
Posta un commento