KLEE ORCHESTRA – Esercizio Di
Retorica
Autoproduzione
Genere: Post Rock / Sperimentale
Supporto: Bandcamp / CD – 2026
Non
è certo la prima volta che sottolineo l'attuale direzione della musica, in
particolare la proliferazione di one-man band nel sottobosco indipendente,
complice l'evoluzione tecnologica. Questa tendenza offre la possibilità di
esprimersi con facilità e costi ridotti, permettendo all'artista di canalizzare
la propria creatività senza filtri. Sebbene l'approccio nasca quasi sempre
dalla passione per uno strumento o un genere specifico, questo modello permette
finalmente di aggirare l'ostacolo, un tempo insormontabile, delle Major.
Nascono
così, con frequenza quasi spontanea, progetti più o meno pubblicizzati su
piattaforme dedicate come Bandcamp. Proprio qui mi sono imbattuto nei Klee
Orchestra, progetto ideato dal giovane casertano Gianluca Zannone (classe
1985), qui impegnato con kalimba, theremin, chitarra, lama musicale, noise box,
synth, batteria e percussioni.
Dopo
i primi passi come batterista in gruppi locali quali Il Malpertugio e The Black
Garden Circus, Zannone approda a un'identità priva di confini: un viaggio
onirico e libero, volto a esteriorizzare il proprio mondo interiore.
Nell’album
“Esercizio Di Retorica”, Gianluca si avvale della collaborazione di Ivan
Franzini al basso e di Antonio Zannone alla chitarra solista in “Eco”,
“Carioca” e “Olzon”. L’artwork è opera di Franz Murtas, la grafica di Mario
Antinucci, mentre le registrazioni sono state effettuate presso lo Studio12 di
Falciano del Massico (CE) a cura di Giovanni di Fusco.
“Auster”
apre l'ascolto dimostrando un approccio vicino allo stile dei King Crimson
post-“Red”, sorretto da un efficace giro armonico di basso. Le vocalità e gli
inserti elettronici sono utilizzati in chiave sperimentale; la traccia
chiarisce subito la volontà dell'autore di sfuggire all'omologazione attraverso
suoni in loop e una ricerca timbrica costante, supportata da un'ottima sezione
ritmica.
Con
i suoi sei minuti, “Insonnia” è l'episodio più lungo del disco. Lungi dal
ricalcare strutture canoniche, la composizione si dipana tra anelli
psichedelici e una voce di fondo lontana che crea un effetto onirico altamente
coinvolgente. Il refrain resta ipnotico e iterativo, mentre a metà percorso il
ritmo si spezza, lasciando spazio a vuoti mentali simili a quelli esplorati dai
Radiohead. Si percepiscono vocalizzi (probabilmente campionati al contrario)
che richiamano le sperimentazioni di Demetrio Stratos, risolvendosi in una
forma catartica quasi sciamanica.
“Carioca”
poggia invece su una nenia infantile dal sapore horror, impreziosita dalla
chitarra Post-Rock di Antonio Zannone. Con l'ingresso del resto della
strumentazione, il significato muta pur mantenendo un'intrinseca sensazione di
angoscia. Suggestioni vicine ai Goblin arrivano poi da “Atmosfera”, brano che
non si discosta troppo dall'intento atmosferico del precedente.
La
batteria apre invece “Movimento”, breve saggio della padronanza tecnica di
Gianluca sul suo strumento principale; era da moltissimo tempo che non mi
imbattevo in un assolo di batteria inserito con tale senso critico in un album.
Per il resto, lascio alla vostra curiosità l'approfondimento su Bandcamp o
YouTube.
In
conclusione, Klee Orchestra è un progetto stimolante e tutt'altro che banale,
ideale come colonna sonora per una serata fuori dagli schemi dove voi
diventerete i protagonisti. MS
Versione Inglese:
KLEE ORCHESTRA – Esercizio Di
Retorica
Self-release
Genre:
Post-Rock / Experimental
Format:
Bandcamp / CD – 2026
It is certainly not the first time I have highlighted
the current direction of music, specifically the proliferation of one-man bands
within the independent underground, fueled by technological evolution. This
trend offers the chance to express oneself with ease and at a lower cost,
allowing artists to channel their unfiltered creativity. While this approach
almost always stems from a passion for a specific instrument or genre, this
model finally allows for bypassing the once-insurmountable obstacle of major
labels.
As a result, projects—more or less publicized—are
popping up almost spontaneously on dedicated platforms like Bandcamp. It was
there that I came across Klee Orchestra, a project conceived by the young Caserta-born
artist Gianluca Zannone (born 1985), who here plays kalimba, theremin, guitar,
musical saw, noise box, synth, drums, and percussion. After his early steps as
a drummer in local bands such as Il Malpertugio and The Black Garden Circus,
Zannone has arrived at a borderless identity: a free, dreamlike journey aimed
at externalizing his inner world.
In the album “Esercizio Di Retorica”, Gianluca enlists
the collaboration of Ivan Franzini on bass and Antonio Zannone on lead guitar
in “Eco”, “Carioca”, and “Olzon”. The artwork is by Franz Murtas, graphics by
Mario Antinucci, while the recordings were held at Studio12 in Falciano del
Massico (CE), curated by Giovanni di Fusco.
“Auster” opens the listen, demonstrating an approach
close to the post-“Red” era of King Crimson, supported by an effective harmonic
bass line. Vocals and electronic inserts are used experimentally; the track
immediately clarifies the author's desire to escape standardization through
looped sounds and constant tonal research, backed by an excellent rhythm
section.
At six minutes long, “Insonnia” is the record's
longest episode. Far from following canonical structures, the composition
unfolds through psychedelic rings and a distant background voice that creates a
highly engaging, dreamlike effect. The refrain remains hypnotic and iterative,
while midway through, the rhythm breaks, giving way to mental voids similar to
those explored by Radiohead. One can perceive vocalizations (likely sampled in
reverse) that recall the experimentation of Demetrio Stratos, resolving into an
almost shamanic catharsis.
“Carioca” instead rests on a childlike nursery rhyme
with a horror-like flavor, embellished by Antonio Zannone's post-rock guitar.
As the rest of the instrumentation enters, the meaning shifts while maintaining
an intrinsic sense of anguish. Suggestions close to Goblin then emerge from
“Atmosfera”, a piece that does not stray far from the atmospheric intent of its
predecessor.
Conversely, the drums open “Movimento”, a brief essay
on Gianluca’s technical mastery of his primary instrument; it had been a very
long time since I encountered a drum solo integrated into an album with such
critical purpose. For the rest, I leave it to your curiosity to explore further
on Bandcamp or YouTube.
In conclusion, Klee Orchestra is a stimulating and
far-from-trivial project, ideal as a soundtrack for an unconventional evening
where you become the protagonists. MS


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