I Miei Libri

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venerdì 27 febbraio 2026

Klee Orchestra

KLEE ORCHESTRA – Esercizio Di Retorica
Autoproduzione
Genere: Post Rock / Sperimentale
Supporto: Bandcamp / CD – 2026





Non è certo la prima volta che sottolineo l'attuale direzione della musica, in particolare la proliferazione di one-man band nel sottobosco indipendente, complice l'evoluzione tecnologica. Questa tendenza offre la possibilità di esprimersi con facilità e costi ridotti, permettendo all'artista di canalizzare la propria creatività senza filtri. Sebbene l'approccio nasca quasi sempre dalla passione per uno strumento o un genere specifico, questo modello permette finalmente di aggirare l'ostacolo, un tempo insormontabile, delle Major.
Nascono così, con frequenza quasi spontanea, progetti più o meno pubblicizzati su piattaforme dedicate come Bandcamp. Proprio qui mi sono imbattuto nei Klee Orchestra, progetto ideato dal giovane casertano Gianluca Zannone (classe 1985), qui impegnato con kalimba, theremin, chitarra, lama musicale, noise box, synth, batteria e percussioni.
Dopo i primi passi come batterista in gruppi locali quali Il Malpertugio e The Black Garden Circus, Zannone approda a un'identità priva di confini: un viaggio onirico e libero, volto a esteriorizzare il proprio mondo interiore.
Nell’album “Esercizio Di Retorica”, Gianluca si avvale della collaborazione di Ivan Franzini al basso e di Antonio Zannone alla chitarra solista in “Eco”, “Carioca” e “Olzon”. L’artwork è opera di Franz Murtas, la grafica di Mario Antinucci, mentre le registrazioni sono state effettuate presso lo Studio12 di Falciano del Massico (CE) a cura di Giovanni di Fusco.
“Auster” apre l'ascolto dimostrando un approccio vicino allo stile dei King Crimson post-“Red”, sorretto da un efficace giro armonico di basso. Le vocalità e gli inserti elettronici sono utilizzati in chiave sperimentale; la traccia chiarisce subito la volontà dell'autore di sfuggire all'omologazione attraverso suoni in loop e una ricerca timbrica costante, supportata da un'ottima sezione ritmica.
Con i suoi sei minuti, “Insonnia” è l'episodio più lungo del disco. Lungi dal ricalcare strutture canoniche, la composizione si dipana tra anelli psichedelici e una voce di fondo lontana che crea un effetto onirico altamente coinvolgente. Il refrain resta ipnotico e iterativo, mentre a metà percorso il ritmo si spezza, lasciando spazio a vuoti mentali simili a quelli esplorati dai Radiohead. Si percepiscono vocalizzi (probabilmente campionati al contrario) che richiamano le sperimentazioni di Demetrio Stratos, risolvendosi in una forma catartica quasi sciamanica.
“Carioca” poggia invece su una nenia infantile dal sapore horror, impreziosita dalla chitarra Post-Rock di Antonio Zannone. Con l'ingresso del resto della strumentazione, il significato muta pur mantenendo un'intrinseca sensazione di angoscia. Suggestioni vicine ai Goblin arrivano poi da “Atmosfera”, brano che non si discosta troppo dall'intento atmosferico del precedente.
La batteria apre invece “Movimento”, breve saggio della padronanza tecnica di Gianluca sul suo strumento principale; era da moltissimo tempo che non mi imbattevo in un assolo di batteria inserito con tale senso critico in un album. Per il resto, lascio alla vostra curiosità l'approfondimento su Bandcamp o YouTube.
In conclusione, Klee Orchestra è un progetto stimolante e tutt'altro che banale, ideale come colonna sonora per una serata fuori dagli schemi dove voi diventerete i protagonisti. MS








Versione Inglese:

KLEE ORCHESTRA – Esercizio Di Retorica
Self-release
Genre: Post-Rock / Experimental
Format: Bandcamp / CD – 2026







It is certainly not the first time I have highlighted the current direction of music, specifically the proliferation of one-man bands within the independent underground, fueled by technological evolution. This trend offers the chance to express oneself with ease and at a lower cost, allowing artists to channel their unfiltered creativity. While this approach almost always stems from a passion for a specific instrument or genre, this model finally allows for bypassing the once-insurmountable obstacle of major labels.
As a result, projects—more or less publicized—are popping up almost spontaneously on dedicated platforms like Bandcamp. It was there that I came across Klee Orchestra, a project conceived by the young Caserta-born artist Gianluca Zannone (born 1985), who here plays kalimba, theremin, guitar, musical saw, noise box, synth, drums, and percussion. After his early steps as a drummer in local bands such as Il Malpertugio and The Black Garden Circus, Zannone has arrived at a borderless identity: a free, dreamlike journey aimed at externalizing his inner world.
In the album “Esercizio Di Retorica”, Gianluca enlists the collaboration of Ivan Franzini on bass and Antonio Zannone on lead guitar in “Eco”, “Carioca”, and “Olzon”. The artwork is by Franz Murtas, graphics by Mario Antinucci, while the recordings were held at Studio12 in Falciano del Massico (CE), curated by Giovanni di Fusco.
“Auster” opens the listen, demonstrating an approach close to the post-“Red” era of King Crimson, supported by an effective harmonic bass line. Vocals and electronic inserts are used experimentally; the track immediately clarifies the author's desire to escape standardization through looped sounds and constant tonal research, backed by an excellent rhythm section.
At six minutes long, “Insonnia” is the record's longest episode. Far from following canonical structures, the composition unfolds through psychedelic rings and a distant background voice that creates a highly engaging, dreamlike effect. The refrain remains hypnotic and iterative, while midway through, the rhythm breaks, giving way to mental voids similar to those explored by Radiohead. One can perceive vocalizations (likely sampled in reverse) that recall the experimentation of Demetrio Stratos, resolving into an almost shamanic catharsis.
“Carioca” instead rests on a childlike nursery rhyme with a horror-like flavor, embellished by Antonio Zannone's post-rock guitar. As the rest of the instrumentation enters, the meaning shifts while maintaining an intrinsic sense of anguish. Suggestions close to Goblin then emerge from “Atmosfera”, a piece that does not stray far from the atmospheric intent of its predecessor.
Conversely, the drums open “Movimento”, a brief essay on Gianluca’s technical mastery of his primary instrument; it had been a very long time since I encountered a drum solo integrated into an album with such critical purpose. For the rest, I leave it to your curiosity to explore further on Bandcamp or YouTube.
In conclusion, Klee Orchestra is a stimulating and far-from-trivial project, ideal as a soundtrack for an unconventional evening where you become the protagonists. MS



  


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