HÄLLAS –
Panorama
Äventyr Records
Genere:
Crossover Prog
Supporto: LP
/ CD / Digital - 2026
Ho avuto il piacere di conoscere gli svedesi Hällas nel 2017 con l’album
“Excerpts From A Future Past”... E che disco! Da allora li ho sempre seguiti,
apprezzando anche i successivi “Conundrum” (2020) e “Isle Of Wisdom” (2022). La
band ama definire la propria proposta “Adventure Rock” e non ha tutti i torti,
specialmente in questo nuovo lavoro intitolato “Panorama”.
L'idea del concept album legato al personaggio del cavaliere è un
elemento ricorrente nella loro storia (iniziata con l’EP omonimo), spesso
approfondito nelle interviste e su portali come Prog Archives. Hällas, dunque,
non è una semplice mascotte, ma il protagonista di una narrazione frammentata
che trasforma i dischi in capitoli di una saga fantasy/sci-fi. Si tratta di un
cavaliere errante, un eroe tragico che vive in un mondo dove il confine tra
medioevo e fantascienza distopica è quasi inesistente. Lungi dall'essere il
classico paladino senza macchia, è una figura malinconica, descritta come
l'ultimo difensore di un ordine ormai decaduto.
Quale musica serve per tessere le lodi di un simile protagonista? Si
potrebbe pensare a qualcosa di puramente epico; in effetti non mancano tratti
solenni, ma qui siamo al cospetto soprattutto di Progressive Rock, Hard Rock
anni ’70 e Space Rock. La voce di Tommy Alexandersson è acida e roca, molto
simile a quella di Peter Gabriel (non a caso il cantante fa uso del face
painting). La formazione è completata da Rickard Swahn (chitarra), Marcus
Petersson (chitarra), Nicklas Malmqvist (tastiere) e Kasper Eriksson
(batteria).
La suite iniziale, “Above The Continuum”, mette in tavola in ventuno
minuti tutte le carte a disposizione del gruppo: dall’approccio a tratti
recitativo di Alexandersson ai soli di chitarra tipicamente nordici, capaci di
evocare atmosfere grevi. Le tastiere, d'altro canto, donano la sopraccitata
epicità. Il brano è come un viaggio interstellare a bordo di un castello
volante.
L’andamento muta con “Face Of An Angel”; scandito dal ritmo di un
galoppo, il pezzo sfoggia chitarre gemelle e synth vintage. Secondo singolo
estratto dall’album, risulta un movimento orecchiabile e facile da ricordare. A
seguire troviamo il primo estratto, “The Emissary”, dove l’Hard Rock si palesa
con decisione pur mantenendo un cantato prossimo allo stile di Gabriel. Ottima
la fase strumentale, trascinante e ben congeniata nel dialogo tra tastiere e
chitarre.
Un pianoforte malinconico apre invece “Bestiaus”, il momento più onirico
e psichedelico dell'intero lavoro. Il titolo sembra richiamare una creatura
mitologica, forse una distorsione del latino bestia o un riferimento a una
lingua immaginaria.
“At The Summit” conclude il concept inizialmente con un intreccio di
chitarre acustiche dai fasti medievali, per poi tramutare in una risoluzione
trionfale: il protagonista raggiunge finalmente un punto di osservazione
privilegiato. Dalla cima, le battaglie e le sofferenze del passato appaiono
piccole e distanti, lasciando spazio a un senso di accettazione del destino,
tema carissimo alla band. Il gruppo utilizza spesso questo pezzo in sede live
verso la fine della scaletta, proprio per la sua capacità di trascinare il pubblico
verso un finale epico.
“Panorama” è un ottimo disco analogico con i piedi in due staffe: il
passato e il presente. Per molti potrebbe rappresentare una splendida sorpresa;
dategli un ascolto. MS
Versione Inglese:


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