DIASPRO –
Diaspro
Guit-AL
Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: Bandcamp – 2026
Il 2026 per
il Rock Progressivo italiano si è aperto con vigore e diverse sorprese. Molte
le produzioni già edite, alcune delle quali firmate da giovani formazioni al
debutto: un segnale che non può che stupire e far piacere agli appassionati.
Tra queste realtà
spiccano i Diaspro. Il nome
stesso (una pietra dura nota per le venature e la resistenza) riflette la
natura della loro proposta: solida, stratificata e preziosa.
Il gruppo,
composto da Dante Campora (voce), Marcello Chiaraluce (chitarra), Giovanni Giordano
(chitarra), Andrea Manuelli (tastiere), Bruce Muirhead (basso) e Luca Grosso
(batteria), narra attraverso undici tracce un sogno che funge da terapia dopo
una delusione amorosa. Chiaraluce, leader del progetto, ha iniziato il percorso
compositivo in autonomia, circondandosi successivamente degli altri musicisti
per dare vita alla band, onorando il sound del "sacro trittico" del
Prog nazionale: PFM, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme.
“Introduzione”,
breve strumentale classicheggiante, proietta l’ascoltatore in questo mondo
evocando atmosfere simili ad “Appena un po’” della PFM, conducendo poi a
“Piccola Stazione”. Quest'ultima è una struttura sonora consapevole delle
lezioni del passato (Genesis inclusi); il cantato in italiano sfoggia testi mai
banali, ma è soprattutto l'architettura musicale, con i suoi cambi di tempo e i
frangenti melodici tipicamente mediterranei, a colpire. Le chitarre si lanciano
in assoli ispirati, mentre le tastiere arricchiscono il suono con enfasi,
ingredienti essenziali per questo stile intramontabile.
Con i suoi
abbondanti sette minuti, “Piccola Stazione” risulta il brano più esteso
dell’album.
L'estetica
degli anni ’70 aleggia costantemente, nonostante siano presenti intarsi più
moderni incastonati di tanto in tanto, come in “Verso La Città Grande”. Ancora
una volta, la Premiata Forneria Marconi resta il punto di riferimento
principale.
La
delicatezza pianistica di “Salto In Alto” è toccante, impreziosita dal violino;
la cura per la melodia è fondamentale per i Diaspro, che puntano alla sostanza
senza perdersi in sterili virtuosismi.
Si passa a
ritmi bossa nova in “Per Salire Su”, ma il mutamento stilistico è sempre dietro
l'angolo, sfociando in un Hard Prog sorprendente dove la prova vocale di
Campora si attesta su alti livelli, lasciando intravedere l'influenza del Banco
nel finale.
Divertente e
giocosa è “Piano Rialzato”, un'altalena tra sonorità circensi e richiami ai
Genesis, a testimonianza di una fantasia compositiva radicata.
Notevole
l'efficacia narrativa di “Verso La Tana Del Gelso”, traccia strumentale tra le
più riuscite, che presenta una band coesa e immersa in continui cambi d'umore e
di stile.
L’album
procede all'unisono come una lunga suite suddivisa in piccoli istanti: “Totem”,
“Gelso”, “Inferno” e “Senza Di Me” appaiono collegati e maturi.
L’esperienza
di Chiaraluce emerge in ogni nota di questo esordio, che ci presenta una realtà
da seguire con estrema attenzione. Siamo al cospetto di un eccellente esempio
di Progressive Rock italiano, ricco di idee e di una tecnica sempre al servizio
di melodie di facile assimilazione. “Diaspro” scorre piacevolmente, lasciando
nell’ascoltatore il desiderio di nuovi capitoli. Un abbondante
"antipasto" di trenta minuti caldamente consigliato ai più famelici. MS
Versione Inglese:


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