mercoledì 8 febbraio 2017

Nyl

NYL – Nyl
Psych Up Melodies
Genere: Psychedelic / Progressive Rock
Supporto: cd – 2011 (1976)


Se ci prendiamo l’onere di andare a spulciare accuratamente gli anni ’70 in ambito Rock, allora ci accorgiamo che questo periodo è costellato di micro opere degne di nota. Molteplici sono gli album che fanno della Psichedelia, oppure del Prog Rock, Hard Rock e simili, un mondo tutto da scoprire. Non si finisce mai di stupire, vuoi perché allora alcuni album sono stati male distribuiti e stampati in poche copie, oppure vuoi per un pubblico probabilmente saturo di questo genere di sonorità, visto che queste partono già dagli anni ’60, rimane il fatto che i collezionisti hanno il loro bel da fare e curano con estrema gelosia la copia a propria disposizione valutandola spesso  con un prezzo elevato. A questo punto subentrano le beneamate (o odiate a seconda se si possiede la copia originale) ristampe, spesso ri-masterizzate, a portare giustizia a questi lavori oramai impolverati giacenti nell’oblio. Nascono addirittura case discografiche apposite per questo tipo di lavoro. Non è però questo il caso della Psych Up Melodies di Fabrizio Di Vicino che invece lavora  con band odierne, ma  resta anche attenta a certi prodotti datati e sempre Psichedelici. Si va a riscoprire un album molto interessante, quello dei francesi Nyl, nati dai Cheval Fou per mano del chitarrista Michel Peteau e del batterista Stéphane Rossini. Qui si avvalgono di vari collaboratori fra i quali spicca il bassista dei Magma, Jannick Top. Questo unico album che ci relegano, viene anche ristampato nel 1993 dalla Legend Music, e nel 2011 appunto dalla Psych Up Melodies, mentre l’originale è datato 1976 ad opera della Urus Records.
Il disco è suddiviso in due blocchi, il primo è l’album completo formato da otto canzoni più una bonus track, il secondo è l’operato live della band.
La musica proposta è infarcita di influenze quali il Krautrock, Free Jazz e il sound di alcune band come Amon Duul, Magma, Gravity Train, Pink Floyd ed Ange. L’artwork del libretto che accompagna il cd è documentato di foto degli anni che furono. Il suono del disco è buono.
Il disco si apre con un brano della durata di otto minuti dal titolo “Nyl” impreziosito da un flauto. Subito le carte sono in tavola, le chitarre psichedeliche giocano un ruolo fondamentale, così il ritmo insistente, tutto molto Space Rock, ma anche Zeuhl. Basta chiudere gli occhi e vi troverete a volteggiare nella stanza a braccia aperte. Si tira il respiro con la successiva “Abery”, vera e propria canzone che questa volta non volge all’improvvisazione, bensì alla melodia con strofe e ritornello. Voce leggermente acida ma gradevole in un pezzo al confine della ballata. Il profumo degli anni ’70 si sprigiona in tutto il suo fulgore in “Nyarlathotep”, da qui in avanti tutti brani brevi ed incisivi, ricchi di cambi di tempo ed umorali, ecco l’accostamento anche al Progressive Rock, come nella jazzata “Shatt” ed il suo sax. Un encomio a parte per l’acustica “Ailes D’Or” cantata in lingua madre, il francese. Il pezzo gioca anche sulle voci maschili e femminili. A gusto personale, ritengo “Ibha” uno dei momenti migliori dell’album, ottima Psichedelia, pur essendo la conclusiva del primo blocco. Segue la breve bonus track, leggiera e impalpabile, fra suoni insistenti di sottofondo fatti con la chitarra ed il sax in evidenza.
La seconda ondata del disco, quella live, porta con se altre sorprese, come una scappata nel mondo improvvisato e rumoristico dei primi Pink Floyd in “Jaguar I” e “Jaguar II”. Qui si evince la carica espressiva ed emotiva che queste band in sede live riescono a rovesciare sul pubblico, veri e propri trip sonori senza ritorno.
Un complimento per la Psych Up Melodies, con l’auspicio di incontrare nel tempo altre perle come questa, capisco che scavare è difficile e che non sempre si trovano album di una certa qualità, tuttavia  la speranza è sempre l’ultima a morire.  Un disco che consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere e degli anni ’70 in generale. Perla. MS


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