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a cura di MASSIMO SALARI
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martedì 31 marzo 2026
Il ritorno de Il Giardino Dei Semplici
Bianco e nero: il ritorno dell’album di
culto del Neapolitan Power
La
Warner Music Italy ha rilanciato un importante disco de Il Giardino dei Semplici, che ha fatto la storia della musica
napoletana d’avanguardia dei primi anni ottanta: "B/N (Bianco E Nero)". L’album
è stato ripubblicato in vinile bianco, ed è stato parallelamente reso
disponibile in digitale, rimasterizzato a 24 bit. Non è comunque il suo primo
revival discografico: già sul finire degli anni novanta, aveva beneficiato di
una lussuosa reissue in CD, mirata al mercato giapponese. Originariamente
immesso sul mercato dalla WEA Italiana il 27 settembre 1979, il disco si rivelò
subito come una pietra miliare del Neapolitan/Napule’s Power, capace di
catalizzare, a livello nazionale, l’attenzione sull’intero movimento.
Precedette di sei mesi il terzo album di Pino Daniele, Nero a metà. Per
questo lavoro, il Giardino dei Semplici si avvalse della produzione di Claudio
Cavallaro e degli arrangiamenti del maestro Vince Tempera. I brani inediti
erano scritti da Gianni Averardi (testi) e Gianfranco Caliendo (musiche), i due
fondatori della band. La lineup del gruppo, all’epoca, era: Gianfranco Caliendo
(voce solista, chitarre), Luciano Liguori (voce solista, basso), Andrea Arcella
(tastiere, cori), Gianni Averardi (batteria, percussioni, cori). Cantato
interamente in vernacolo partenopeo, il disco era una miscela esplosiva di pop,
rock, disco e funk, e raccontava di una Napoli che oscillava tra splendore e
oscurità, condannata a vivere sospesa tra meraviglia e malinconia, ma anche
capace di rivendicare se stessa e combattere. L’album
entrò, dopo diversi mesi, nella Top 20 della classifica di TV Sorrisi e
Canzoni, e vendette circa 100.000 copie. Il brano Silvie divenne, a sorpresa, un grande successo nei paesi
scandinavi, e fu persino reinterpretato dalla popstar finlandese Katri Helena. Nel
1980, il Giardino dei Semplici si imbarcò in un lungo e spettacolare tour teatrale,
vestendo caratteristici costumi bianconeri e presentando sul palco un’enorme
maschera di Pulcinella, dotata di occhi “laser” rotanti, che sovrastava una riproduzione
del Vesuvio. La conclusione della
fortunata tournée fu sancita da tre consecutivi concerti sold out al
Palapartenope di Napoli. La band ebbe modo di promozionare l’album anche nell’ambito
del Cantagiro, a quel tempo trasmesso dalla Rai, in uno stadio San Paolo invaso
da una vastissima folla di spettatori. Come
ha raccontato Gianfranco Caliendo, iconico
frontman del complesso dal 1974 al 2012, a Rolling Stone Italia e all’autore
Stefano Di Trapani, in un’intervista recente: “Il bianco e nero rappresenta
sinteticamente le contraddizioni della nostra città. Il bianco è quello della
nostra storia, della nostra cultura, del nostro patrimonio musicale, della
nostra generosità, della nostra creatività. Il nero è quello che leggiamo sui
giornali tutti i giorni, il nero è la camorra, la strafottenza e
l’indifferenza. Nella canzone Pulcinella
va…, ad esempio, Pulcinella va in giro per la città per svegliare le
coscienze della gente, per invogliarla a ribellarsi e ad accorgersi di ciò che
succede intorno”. Il musicista ha ripercorso la genesi e la storia dell’album
nel suo libro autobiografico, Memorie di un Capellone – Luci ed ombre di
un successo anni 70, edito dalla IacobelliEditore, con prefazione di
Giorgio Verdelli.
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