HOT
ROD – Harder Faster Glitter
Street
Symphonies Records / Burning Minds Music Group
Genere: Glam Metal
Formato: CD – 2026
Gli
anni ’80 hanno segnato l'esplosione di un interesse travolgente per l’Heavy
Metal, portando alla frammentazione del genere in numerosi filoni: dal Power al
Death, passando per il Progressive, il Black e il Thrash. In questo panorama
variegato, spiccava il Glam Metal, capace di fondere l'estetica sgargiante
fatta di lustrini, trucco e capigliature cotonate con l'attitudine rock. Un
immaginario portato alla ribalta da icone come Cinderella, Mötley Crüe, Poison,
Bon Jovi, Def Leppard, Ratt, Skid Row e Twisted Sister.
La
cifra stilistica del genere risiedeva nel perfetto equilibrio tra la potenza
del metallo e la melodia del Pop Rock, spesso impreziosito da chitarre
virtuose, cori imponenti e l'uso dei sintetizzatori. Questo sound, ruvido ma al
contempo armonioso, creava un contrasto affascinante con il look della scena,
rendendo il Glam un vero oggetto di culto per i fan. Nonostante non abbia
generato lo stesso numero di proseliti di altri stili nel corso degli anni,
oggi sorprende positivamente il debutto degli italiani Hot Rod, capaci di
recuperare con maestria quelle sonorità tipiche della decade d'oro.
Formatisi
nel 2006, il gruppo ha alle spalle due demo e una significativa attività live,
caratterizzata da performance esplosive e sfacciate.
È
servito tempo per giungere finalmente all’esordio sulla lunga distanza, ma
"Harder Faster Glitter" si presenta come un lavoro solido, composto
da undici brani e registrato dalla seguente formazione: Giuseppe Costa (voce),
Christian Balsamo e Mirko Di Bella (chitarre), Valeria Caudullo (basso) e
Cristina Settembrino (batteria).
Il
compito di aprire le danze spetta al singolo "Wild Wheels", che mette
subito in chiaro le intenzioni del quintetto tra luminosità e ribellione. Il
riff è trascinante, supportato da un cantato perfettamente a fuoco e da
un'ottima sezione ritmica: la sensazione di essere "on the road" è
immediata. Più cupa e serrata "Wasted", un brano che trasuda storia
dell'Heavy Metal, qui la prova vocale di Giuseppe Costa graffia nei punti
giusti, evocando lo stile di Zachary Stevens (Savatage).
"Little
Dirty Blonde" si rivela invece sinuosa e sexy, arricchita da interventi di
tastiera mai invasivi. La produzione curata presso i LM Recording Studio di
Reggio Calabria esalta l'esecuzione, garantendo un suono pulito e bilanciato.
L'anima
più melodica della band emerge in "Clandestine", un pezzo che sfiora
l'AOR, tra cambi di tempo e sfumature umorali, la traccia mette in luce una
maturità compositiva e un amalgama invidiabile, ben distanti dall'approccio
tipico di un esordio.
Dopo
una breve pausa, il ritmo torna serrato con "Headbangirl", una
valanga travolgente che punta tutto sulla coralità. Tra i momenti più riusciti
spiccano "Shot Of Love", potenziale hit da sede live grazie a un
ritornello coinvolgente, e la dinamica "Turning Blue". L’attitudine
"stradaiola" prosegue con la polverosa "Don’t Wanna Be Like
You", impreziosita da un assolo di chitarra magnetico.
Non
mancano episodi dal taglio più classico come "Jenny" e soprattutto
"Rock The House", un brano dall'incedere irresistibile che rende
impossibile restare fermi. La chiusura è affidata a "Bullet Speed",
un vero pugno allo stomaco in pieno stile Accept, che lascia l'ascoltatore con
un senso di totale appagamento.
In
definitiva, "Harder Faster Glitter" offre molto metallo fumante e sa
spaziare tra diversi stili pur mantenendo un'identità precisa. Si tratta di un
eccellente biglietto da visita per una band che, ne sono certo, saprà scrivere
in futuro pagine di pura energia. Coinvolgente. MS
Versione Inglese:


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