Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO
La storia dei generi enciclopedica

domenica 11 settembre 2022

Gazzara

GAZZARA – Progression
Irma Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2022






Francesco Gazzara è un musicista polistrumentista a tutto tondo, in attività dagli anni ’90 quando esordisce con “One” (1995 - Irma CasaDiPrimordine, Irma Molto Jazz). La sua musica negli anni dimostra un grande amore per il Progressive Rock, specialmente quello rivolto ai Genesis, anche se puntate nel Jazz spesso si evincono. Undici i lavori ufficiali in studio, e questo nuovo “Progression” è il dodicesimo suggello.
Gazzara è principalmente un tastierista, infatti, nell’album suona l’Hammond B3, il Fender Rhodes, Mellotron M4000D, Korg M520 e altre ancora, oltre che il basso, e la chitarra.
Narrava la nostrana PFM nell’album “Ulisse”, “Andare per andare via io non cerco una città
ma il confronto di un'anima con la sua libertà. Andare per andare via dove non ti perdi mai e si ostinano a vivere i grandi sogni miei”. Il viaggio, l’importante non è la nascita o la morte, la vita è il viaggio, e per affrontarlo si richiedono strade, percorsi, direzioni e Gazzarra ci trasporta in una ricerca di progressione al riguardo, ispirata da un’antica mappa stradale britannica del 1360. Un viaggio da affrontare assieme attraverso dodici canzoni aventi il titolo delle località che s’incontrano percorrendo proprio quest’antica strada che attraversa il sud dell’Inghilterra tra Southampton e Canterbury. Con lui suonano Giuliano Ferrari (batteria), Dario Cecchini (flauto, sax, basso, clarinetto, Carmine Capozucco (oboe), Giulia Nuti (viola), Giorgia Pancaldi (violoncello) e il The Old Choir che attraverso le coralità evocative apre con “Misericordiae”.
Il disco è strumentale, la seconda traccia s’intitola “Southampton”, dove le dolci note lasciano spazio alla fantasia dell’ascoltatore. Il flauto accarezza, le tastiere sono presenti e fanno da tappeto ad un motivo orecchiabile dal sapore antico.
Si arriva a “Havant” e le atmosfere si fanno più cupe, l’oboe, i fiati e tutto l’ambiente circostante si adoperano come in un’opera classica. Tuttavia i Genesis spesso emergono e nel contesto non stonano sicuramente. Quando si giunge a “Chichester”, il percorso è ancora molto lungo ma la musica che ci accompagna ha il potere di rendere tutto piacevole e mai pesante. “Arundel” propone scenari differenti, a tratti grevi e in altri momenti più solari. Le tastiere salgono in cattedra e duettano con il flauto di Dario Cecchini, essendo questa musica comunque Progressiva, non mancano di certo i classici cambi di ritmo e di situazioni.
La colonna sonora di un film rappresenta a dovere le scene, così arrivati a “Bramber” la musica sembra accostarsi al Neo Prog degli anni ’80 mostrando così un altro lato del percorso. Un palese ritorno al mondo di Gabriel e soci giunge dagli arpeggi di “Winchelsea”, un attimo di riflessione infarcito di dolcezza che non soltanto spezza l’ascolto, ma fa sempre bene all’anima. E poiché ho nominato la PFM non posso esimermi dal citare anche il Banco Del Mutuo Soccorso che nel suo storico “…Messere da quassù si domina la valle, ciò che si vede è…” mostra un panorama ampio, proprio come accade nell’ascolto di “Lewes”, almeno così la mia fantasia interpreta le note della canzone. Più cittadina “Boreham Street”, allegra e comunque sempre di colore seppia a ricordare un passato poi non troppo lontano. “Applendore” è quasi alla fine del percorso e il trittico di citazioni si conclude quando mi accorgo che il pezzo potrebbe benissimo risiedere nella discografia delle Orme. “Rye” è ricercata, a tratti condita da rumoristica e di arrangiamenti onirici. Ed eccoci giunti a “Canterbury”. Il viaggio sonoro dopo più di un’ora si conclude, anche se in realtà a me sono sembrati pochi minuti a testimonianza di un rapimento psichico riuscito da parte di quest’artista che merita sicuramente tutta la vostra attenzione. MS







Nessun commento:

Posta un commento