mercoledì 26 novembre 2014

IL ROCK E' MORTO ! / ?

IL ROCK E' MORTO ! / ?



Partendo dal concetto che la musica rispecchia sempre la società del momento e che è l’evento a mutare il suo modo di agire, potremmo anche dire che il Rock non è morto ma tramortito. Si perché la musica non muore mai, neppure i generi che la compongono, piuttosto mutano con i suddetti eventi, compresa la tecnologia che avanza. Siamo noi che  restiamo avvinghiati ai ricordi ed alla musica che ci fa tornare alla mente il primo amore, la gioventù  etc. Tutto ci sembra fermo li, impossibile pensare che la musica a venire sia più bella. Ascoltate i vostri nonni e vi diranno che la musica degli anni ’50 era la migliore, così i vostri genitori,per loro la migliore è quella anni ’60 o ’70, a seconda dell’età e via dicendo. Inopinabile che sono esistite mode orribili, suoni di plastica e amenità varie, ma tutto serve per portare al dna della musica di oggi un qualcosa che ci dice“così è meglio di no”. In parole povere, anche il brutto è servito. Non dimentichiamo che anche nel Metal c’è stato il momento dei sintetizzatori e quant'altro, persino i padri JUDAS PRIEST li hanno usati in “Turbo”. Sacrilegio o evoluzione ? E quindi …il Rock è morto?
Oggi il Rock è solo tramortito, perché di artisti validi ci sono sempre, il genio non muore mai, si adatta ai tempi.
Mentre una volta negli anni ’60/70 per fare un disco spendevi soldi, fra sala d’incisione, manager, distribuzione, pubblicità, permessi etc, dovevi essere un pazzo a non voler dire qualcosa di buono, oggi invece con un pc, due strumenti, un buon programma e social network, sei produttore di te stesso, puoi registrare e camuffare ciò che vuoi a spesa quasi zero. Risultato, una volta uscivano 20.000 dischi al mese, oggi ne escono 2.000.000 al mese (cifre per fare un esempio ovviamente)! Ma gli artisti che hanno qualcosa da dire ci sono sempre, solo sotterrati da tonnellate di immondizia sonora. E’ matematico.
Questione soprattutto di CULTURA. La musica è un evento, una volta si comperava un disco e lo si ascoltava a casa con gli amici per commentarlo, studiarlo, coglierne i particolari, era un movente di relazione e ritrovo. Una gara a chi ne sapeva di più, conoscendo gli stili, l’evoluzione della musica e dell’autore in considerazione. Si spulciava.
Oggi la musica si scarica, il lavoro di un artista ha valore zero per il 90% degli italiani, un fugace ascolto, magari in macchina, nulla di più, non ci si ritrova, non si apprezza l’artwork, non si capisce nemmeno più il valore qualitativo del suono, la musica compressa (orribile) è tollerata.
Mordi e fuggi, la società corre, non ha tempo di soffermarsi su chi ha qualcosa di diverso da esporre, così anche i media snobbano i“diversi” e questi spesso fanno ROCK. Ciò accade soprattutto qui in Italia,perché all'estero la CULTURA musicale è completamente differente.
Intanto suonano Rock e non lo sappiamo.
Allora, in conclusione, CHI E’ MORTO IL ROCK O IL NOSTRO CERVELLO?

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