giovedì 13 novembre 2014

Diamante

DIAMANTE – Ad Vitam Reditus
Atomic Stuff Records / Andromeda Dischi
Genere: Hard Rock / Prog ‘70
Supporto: cd – 2014



Un uccello di fuoco descrive al meglio ciò che sentono i Diamante e cosa vogliono rappresentare oggi per il mondo Hard Rock. La loro carriera musicale è annosa, si formano a Brescia nel 1994 mentre la discografia racchiude tre album, il primo ”Riflesso” del 2000, “Diamante” del 2007 e questo ritorno dal titolo “Ad Vitam Reditus”. Una terribile disgrazia priva la band nel 2011 del tastierista Nicola Zanoni, da qui la difficile scelta e la forza di unirsi ed andare avanti.
Il gruppo ad oggi formato da Nicola Sala (voce, basso), Claudio “Caio” Alloisio (batteria, cori), Michele “volpe” Spinoni (chitarra e cori) ed Alan Garda (organo Hammond, tastiere e cori, prosegue imperterrito il proprio cammino stilistico dedito ad un Hard Rock dal  sapore anni ’70, quando gruppi come Deep Purple ed Uriah Heep si intersecano con il Prog italiano di Biglietto Per L’Inferno ed Il Rovescio Della Medaglia. Lo stile è dunque impegnativo anche per chi lo propone, in quanto la tecnica ricopre un ruolo quantomeno importante, ma ciò che sa rendere emotivamente è davvero forte.
“Ad Vitam Reditus” è composto da nove brani, fra canzoni edite anche nel precedente album, come nel caso di “Vedi Fratello”, qui riproposto in veste più Hard per sottolineare al meglio le forti tematiche dei campi di concentramento, e cover come la ballata portata al successo da Angelo Branduardi “Ballo In Fa Diesis Minore”.
Andando per ordine, l’album si apre con “Il Pagliaccio”, comportamento burlone nei confronti della vita. Vigoroso e dalle sonorità bene orecchiabili, mostra una band che vuole farsi ascoltare con attenzione, in quanto consapevole dei propri mezzi. Di certo servono anni di gavetta per riuscire a smussare certi angoli. Uno dei pezzi che ho apprezzato di più è “Io Sono…E Sarò”, riff tagliente, Hammond, ritmo trascinante, tutti ingredienti che fanno dell’Hard Rock un genere intramontabile.
Non da meno “Respirare Te”, solo un annotazione per certi volumi di suono, non sempre equilibrati.
Non esulano frangenti pacati, molto bello l’intro di piano in “Profumo D’Oriente”, così come sono buoni gli arrangiamenti. Un breve viaggio nella Mille e una Notte. Con “Non Resisto” trattano di differenza fra amore e sesso, i Diamante suonano bene e le chitarre si fanno apprezzare per i gradevoli assolo. La voce di Sala spesso è buona interprete. Ma il brano che più ho apprezzato, per corposità e struttura è “Gloria”, decisamente più Prog Rock e riflessivo, qui la band sa fare qualcosa in più, anche a livello lirico.
Il disco si chiude con un divertente saltello medievale dal titolo “Ballata Del Buon Vino”.

I Diamante sono una realtà italiana che sa divertirsi e divertire, senza troppi ed inutili orpelli, una formazione sicuramente da seguire e questo lo dico soprattutto a chi ama l’Hard Rock orecchiabile. (MS)

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