Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

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La storia dei generi enciclopedica

domenica 2 settembre 2018

Central Unit


CENTRAL UNIT – Whatever Day Suits You Best
M.P. & Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2018


Sono passati dieci anni dall’ultima realizzazione in studio dei bolognesi Central Unit, quell’ “I See You” che convinse  la critica di settore. Stiamo parlando di un genere abbastanza di nicchia, quel Rock composito di generi come l’elettronica, il Rock ed il Jazz, un connubio assolutamente interessante e sempre aperto a nuovi innesti, sintetizzando è Progressive Rock.
La formazione oggi è composta da Alberto Pietropoli ai sax e flauto, Enrico Giuliani al basso, Riccardo Lolli alle tastiere e programmazione e Andrea Ventura alla batteria e percussioni.
I Central Unit raccontano nel percorso sonoro con le note, ciò che accade ad un individuo nell’arco di una giornata, evidenziando la frenesia a cui siamo sollecitati, a partire dallo stress del lavoro. Poi ci sono anche momenti di relax, come quello di sognare ad occhi aperti, magari dondolando su di un altalena. E la musica si fa portavoce.
Sei le canzoni contenute in “Whatever Day Suits You Best”, tutte si aggirano su una durata media di sei minuti esclusa “Seesaw Daydream” con i suoi otto abbondanti e “Snowed Under” di cinque. Il disegno della copertina è sempre realizzato dall’ormai fido disegnatore Giorgio Carpinteri, come il Prog ci insegna, associare uno stile visivo preciso al nome del gruppo è quantomeno funzionale.
“On Board” si apre con un giro di tastiere efficace e gradevole sostenute dall’elettronica non invasiva. Il sax subentra alzando il tiro del sound. I più attenti di voi avranno notato in senso generale l’assenza della chitarra, perchè lo stile Central Unit non la richiede, gode di specifica personalità.
“Gear Path” ha un incedere arabeggiante e segue un filo conduttore dall’ampio respiro grazie anche ad  alcuni effetti eco e ad un tappeto di tastiere efficace. La sezione ritmica sostiene egregiamente il tutto.
“Snowed Under” ha un ottimo giro di basso mentre il flauto traverso si intromette rilasciando loop di note. Il refrain è piacevole così l’unisono dei suoni che lo accompagnano, ben equilibrati.
In “Get It Out Of Your System” il suono diviene più vintage malgrado gli interventi elettronici che lo completano, perché le tastiere hanno il timbro del Mellotron. Si gode anche di un ritornello che subito si stampa alla mente. Nei brani i Central Unit non si lanciano in assolo strumentali, bensì badano al sodo concentrandosi sull’efficacia del motivo.
“Seesaw Daydream” si apre con un altro loop compulsivo, per poi lasciarsi trasportare via da arie leggere trainate dal flauto di Pietropoli. Bello il giro di piano a sostegno. Il disco si conclude con “What Use (Bob Costa Remix)”, elettronica, radiofonica e con sprazzi sonori dal profumo anni ’80.
Questa dei Central Unit è musica d’atmosfera che disegna precise situazioni senza astruse complessità, sta soltanto a noi saperle visualizzarle. MS

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