lunedì 14 aprile 2014

Zoundworks

ZOUNDWORKS – 2014
Life Line Productions
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2014


Erik De Beer, polistrumentista olandese e fautore dell’ottimo progetto Life Line Project, è un fiume in piena. Non si finisce mai di conoscere il suo materiale sonoro proposto nel tempo. Molto spesso capita che  rispolveri la musica composta nel passato, per ridonargli nuova veste. E’ anche il caso del progetto Zoundworks risalente ai primi anni ’80.
Con esso Erik ritorna a suonare personalmente tutti gli strumenti, a partire dal flauto alla chitarra elettrica, così tastiere, basso e batteria. La collaborazione esterna questa volta arriva soltanto a livello vocale, grazie alle voci di Ankie Jansen, Marion Brinkman, Mieke Meijer e di Heleen Vos.
Sempre di Progressive Rock si tratta ed in questo caso anche più allegro delle precedenti realizzazioni con Life Line Project. I brani contenuti in “2014” sono ben sedici, tutti di medio bassa durata, arrivando al massimo dei 4.20 minuti.
Nel suono rispecchiano le caratteristiche del genere di quegli anni, ossia una via di mezzo fra il Prog ed il New Prog, questo lo si evince già dall’iniziale e chitarristica “First Flight” che non sfigurerebbe in un album dei Rousseau. E la chitarra viaggia ancora di più nella successiva “What’s That Zound?”, inseguendosi allegramente con le tastiere, vera passione di De Beer. Infatti nel disco suonano Mini Moog, Hammond, Roland, Piano ed altro ancora. Bellissima “Prelude To The Future”, con un arpeggio di chitarra che rispolvera i fasti dei Genesis periodo Hackett.
Un pregio del disco sta nella freschezza delle composizioni, relegate si al contesto colto del Rock, ma che badano direttamente al sodo, senza orpelli e guardando in faccia solamente alle buone armonie. “The Last War” è al riguardo proprio un esempio di sintesi Progressiva, confermando che se si vuole, nel genere si può essere non scontati con buone melodie.
Un flauto dolce apre “Interlude”, una delle migliori realizzazioni dell’album, per carisma e varietà di suoni e ritmi. Divertente “Injustice”, con la voce di Ankie Jansen, quasi una filastrocca ma con un ritornello più importante.
Non mancano i frangenti più tecnici o toccanti, come in “Again”, oppure le composizioni più ricercate (“Zoundwork Shuffle”) e neppure il Folk, grazie a “Early Bird Waltz”, a testimonianza della buona preparazione tecnica e culturale di questo artista olandese. L’ascolto di “Cantata”, ricca di vocalità,  mi fa venire alla memoria certe soluzioni alla Focus, il che è anche una piacevole sorpresa. Ricca di sonorità e di allegria. Il disco si chiude con “Last Flight” leitmotiv dell’album.
Si sente che Erik De Beer vive di musica, che la respira e la metabolizza, il risultato è contagioso e resto stupito anche dal fatto che questo progetto Zoundworks sia restato celato per così tanti anni.

Buona scoperta per il sottoscritto e spero che lo sia anche per chi, come voi, ama la musica Progressive, quella più semplice e diretta. (MS)

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