Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

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La storia dei generi enciclopedica

domenica 31 marzo 2019

Alchemy


ALCHEMY – Dyadic
Street Symphonies Records /Burning Music Group
Genere: Melodic Hard Rock
Supporto: cd – 2019



Io faccio parte di quella generazione che dal disco pretende piacere fra immagine e suoni, sono uno di quelli che quando lo apre la prima cosa che fa è odorarne la stampa del libretto, leggere e godere dei disegni e fotografie che lo accompagnano. Musica ed artwork un insieme che sono carta d’identità del lavoro realizzato. Le grafiche ad opera di Aeglos Art (Airbound, Raintimes, Michael Kratz, Wheels Of Fire) sono perfette per lo scopo, così il booklet ad opera di Fabiana Spinelli (Loud And Proud, Fireworks Magazine e Classix) che descrivono sin dal colpo d’occhio immediato, un disco di Hard Rock.
Gli Alchemy con “Dyadic” giungono al secondo lavoro in studio dopo “Never Too Late” del 2016 e dimostrano una maturazione ulteriore. La formazione di oggi è composta da Marcello Spera (voce), Cristiano Stefana (chitarra), Andrew Trabelsi (tastiere), Matteo Castelli (basso) e Matteo Severini (batteria). Per la realizzazione dell’album poi si avvalgono del supporto di professionisti  come Davide “Dave Rox” Barbieri per la produzione vocale e Stefano Zeni per le chitarre.
I brani sono dodici ed i testi sono coadiuvati dallo scrittore indipendente Peter Darley.
Canzoni di media e breve durata ad iniziare da “Cursed”, quasi quattro minuti di energia pulita, melodica ed una spinta positiva che aleggia fra le note supportate da tappeti di tastiere. Il disco si dimostra tuttavia variegato e ricercato negli arrangiamenti, un lavoro duro ed annoso che comunque è giunto a risultati importanti, ad esempio ascoltare “One Step Away” è un vero piacere. E’ vero che aleggiano nell’aria dei notevoli deja vu, ma questo è intrinseco nel genere stesso. Nelle melodie ciò che è importante è ovviamente il ritornello, qui sempre trattato al meglio. Musica da cantare a squarciagola soprattutto in sede live e “ Endless Quest” è perfettamente adeguata all’uopo. Ci sono anche le ballate  e brani più articolati, come “What It Takes” con la partecipazione di Stefano Zeni. Ritmi sostenuti e solari come il melodico Hard Rock richiede nei brani più orecchiabili si possono godere in canzoni come “Nuketown”.
“Day By Day” è fra le mie preferite, con un riff che non so per quale motivo, mi ricorda i Saxon degli anni ’80, quelli più pomposi. Canzoni che scorono via in un lampo, a conferma di un buon gusto compositivo e che comunque  lasciano sempre un segno nella nostra mente con un appagamento particolare, maggiore se poi il volume con cui le abbiamo ascoltate è elevato. Si, questa è musica da ascoltare ad alto volume, la goduria è rapportata. Provate questo anche con “Hero”. Ho detto di ballate e in  “Goodbye” si coccola e si stringe l’ascolto, facendo volare l’immaginazione veramente molto in alto, bello il duetto con Davide “Dave Rox” Barbieri. “Take Another Shot” riporta il suono su ritmi maggiori e standard del genere, “Prisoner” mostra il lato più sexy (musicalmente parlando) degli Alchemy, ruffiano e strusciante mentre il lavoro si conclude con la versione acustica di “Goodbye” ed i suoi quasi sette minuti di piacere.
Non ho altro da aggiungere, solo una informazione per i collezionisti, esistono cinquanta copie in edizione limitata creata da Outward Styles e le potrete ordinare sullo shop online ufficiale dell’etichetta Rock Temple.
Bella musica, senza troppe pretese ed inutili orpelli, dritta allo scopo: l’emozione. MS

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