mercoledì 21 febbraio 2018

Reversal Symmetry


REVERSAL SYMMETRY – Jekyll & Hyde
Autoproduzione
Genere: Progressive Rock/Metal
Supporto: MP3 – 2018




Il genere Progressive Rock bene si presta ad opere o colonne sonore, spesso la magniloquenza e la struttura di certi album sono dei veri e propri concept da opera. Alcune volte ci si perde in questo grande calderone di idee, metamorfosi strutturali dettate da scene da rappresentare risultando spesso pesanti e logorroici, in altre invece si possono godere momenti di vero e proprio piacere musicale.
Ma il Progressive Rock in senso generale è già di suo un film per un orecchio, per cui addentrarsi in storie anche classiche non è altro che un cammino paradossalmente naturale.
Da Roma ci provano i Reversal Symmetry, nuova band sorta dalle ceneri degli ottimi Layra, autrice di due album autoprodotti dal titolo “Chiaroscuro” (2008) e “Crono” (2011). L’argomento trattato è la vita del Dottor Jekyll, mutante personaggio creato dalla fantasia dello scrittore Stevenson, qui descritta in maniera fedele all’originale.
Il progetto è diviso in due parti, la prima si intitola “The White Side” ed è composta da sette canzoni rappresentanti la supremazia della ragione sull’istinto primordiale. La seconda parte “The Dark Side” è formata da sei canzoni che lasciano trapelare la negatività e la distruzione.
Progetto ambizioso dunque, e in quanto tale necessita di un complesso di artisti corposo, ecco quindi  le voci a rappresentare i differenti personaggi a cura di Moreno Sangermano (Jekyll/Hyde), Steve Sangermano (Utterson),  Guido Gori Giorgi (Lanyon) ed Alessio Quaresima Escobar (Poole), mentre la line up si completa con Fabio Vitale (chitarra),  Graziano Sessa (basso),  Matteo Ferretti  (tastiere) e Davide Miccinilli (batteria). La lingua scelta per il cantato è l’inglese.
La parte bianca inizia con “Henry's Mirror”, un tuffo negli arpeggi passati in stile Marillion era Fish e poi via verso la magniloquenza delle tastiere. Il brano si apre ulteriormente su un territorio al confine con il Metal Prog, fra cambi di tempo e un cantato ben calato nella parte.
Il contrasto di Jekyll & Hyde è amalgamato nella struttura dei brani, dove si passa da momenti pacati ad altri crescendo vigorosi, proprio come accade nella bella “Story Of A Door”. Il contrasto è quindi il binario del viaggio sonoro. In sede live i Reversal Symmetry fanno uso di interpretazioni con costume, proprio come alcune volte capita nel Progressive Rock (vedi Genesis, Marillion, IQ etc.). L’opera prosegue con “The Eye of Reason”, frangente più solare, con un ottima apertura fra chitarra elettrica e tastiere, un brano che potrebbe risiedere tranquillamente nella discografia degli americani Queensrÿche. Toccante il canto lirico in “Eternal Void”, una musica cinematografica che spazia fra il Metal ed il Prog Rock.
Il contrasto canzone - lirica ha il suo indiscutibile fascino, “Promises” è una ballata voce piano in evidenza con al centro del brano un istante Folk per poi incedere verso il crescendo finale con le chitarre elettriche. La “White Side” si chiude con “Henry's Choice, uno dei frangenti più Prog del concept, grazie anche all’uso delle tastiere in stile New Prog.
“The Smell Of Rain” apre la “Dark Side” in maniera nervosa e metallica, seppure al suo interno contiene un cantato recitato alla Genesis o se vogliamo più recentemente come spesso fanno gli inglesi Arena. Intrigante “The Evil Inside” in pieno territorio Metal Prog. Altro dei momenti che più ho apprezzato è contenuto in “The Window” e nei suoi arpeggi. Apprezzo sempre molto i crescendo sonori durante lo svolgersi dei brani. “Anomalies” prosegue nel terreno New Prog dando spazio come sempre alle buone melodie. Non nascondo di scorgere certe affinità con i Marillion di Hogarth, per poi però scappare verso lidi più oscuri e pesanti, con inserimenti brevi in growl. I Reversal Symmetry quindi è evidente che godono di una buona personalità.
Torna la sinfonia cinematografica con “In Another Life” e perché no anche una spolverata di Dream Theater. In conclusione c’è uno dei momenti più toccanti dell’album, “Like So Many Fragments Of Glass” con Jekyll & Hyde all’unisono. Degno finale di questa opera Rock che nella sua ambiziosità si lascia ascoltare con estremo piacere.
Il fatto che le soluzioni sonore siano molteplici fa si che l’insieme sia scorrevole ed interessante, su questo influisce anche il ruolo dei differenti cantanti.
Complimenti ai musicisti e avanti così, la scena italiana si fa sempre rispettare. MS

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4 commenti:

  1. Davvero una bellissima recensione! Grazie Max

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  2. Grazie Matteo, bell'opera Rock! Noi italiani non siamo secondi a nessuno, l'ho sempre ribadito.

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  3. Grande Max, ti dimostri, come al solito,un ascoltatore attento a ogni sfumatura.

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  4. Grazie Moreno, mi piacerebbe dire che è una mia predisposizione, purtroppo invece è l'età... Sai, in 54 anni di musica Prog ne ho ascoltata. ;-) A parte gli scherzi, tutto è molto più facile quando i musicisti hanno qualcosa da dire senza scopiazzare "copia/incolla" di qua e di la. Come dicevo nella recensione, i punti di riferimento ci sono, ma loro godono di buona personalità. Grazie ancora Moreno.

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