I Miei Libri

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lunedì 28 luglio 2025

Enter

ENTER – Awakening The Past
Autoproduzione
Genere Progressive Rock Sinfonico / Jzz Fusion
Supporto: Bandcamp /cd / lp - 2025






Certe passioni non smettono mai di ardere, anche se in alcuni casi si pensa di desistere, la vita ci mette davanti a numerose prove, si sa. Chi ha dentro la passione e la volontà di esprimersi attraverso la musica, prima o poi ci ricade. Ed è un bene.
È anche il caso dei milanesi Enter. Si formano nel 1998 con Gabriele Bulfon (tastiere), Marco Ferranti (batteria), Franco Avalli (basso) e Vittorio Ballerio (voce). Nel periodo registrano una dozzina di brani con tema le civiltà perdute e antiche leggende (Atlantide, Lemuria e Gondwana), fondendo un Prog Rock guidato dai synth con suggestivi elementi corali e lirici. Escono con un demo tape e iniziano alcune date live, ma si sciolgono prima di dare vita a un album vero e proprio.
Dopo più di trent'anni, nel 2022, gli Enter si riuniscono per creare un nuovissimo concept album: "Awakening The Past". Lo spirito della visione originale resta pressoché intatto, anche se Gabriele Bulfon amplia la proposta con del Jazz Fusion, oltre che arrangiamenti orchestrali e tecniche di produzione moderne. Il lavoro dura tre anni e oggi finalmente si può godere del risultato. Oggi la band si avvale della partecipazione di special guest, e in "Awakening The Past" suonano Gabriele Bulfon (pianoforte, orchestra virtuale, cori), Marco Ferranti (batteria, voce solista e cori), Vittorio Ballerio (voce solista), Franco Avalli (basso), Vivien Searcy (voce solista registrata in Svezia), Jimmy Keegan (voce solista registrata a Los Angeles), Scott T. Jones (chitarra registrata a Saint Louis), Diego Belluschi, Fabio Troiani, Simone Geravini (chitarre), Marco Melloni (basso) e Pietro Bulfon (coro).
Sei sono i brani registrati, ed ognuno affronta tematiche del passato e i misteri dell'umanità con narrazione poetica. Orfeo ed Euridice, L'Era dei Colossi, Excalibur, Moai e Göbekli Tepe sono i soggetti.
La copertina è opera del milanese Davide Agostoni, che attraverso l'AI crea una donna che sorvola fra le rovine antiche.
Suggestivo l'inizio di "Awakening The Past" grazie alle tastiere organo, un breve intro che conduce a "Orpheus And Eurydice" dove le influenze Jazz si fanno subito valere per poi lasciare campo alla chitarra e alla voce di Vivien Searcy. La sensazione è subito quella di un lavoro cinematico, la musica disegna paesaggi e situazioni attraverso il connubio vocale maschile e femminile a completamento dell'opera. Progressive Rock ricco di enfasi, a tratti trascinante. Personalmente, per chi dovesse conoscerli, noto affinità stilistiche con la band americana Glass Hammer.
"The Age Of Colossus" mette in evidenza la cura impegnata per gli arrangiamenti e un suono possente ben inciso al Bagnoli Bros Studio nella pittoresca cittadina di Castelnovo ne' Monti (Reggio Emilia, Italia) dall'ingegnere del suono Didi Bagnoli.
Un pregio dei brani in senso generale è la cura per le melodie facili da assimilare, abbinate a passaggi orchestrali. Da sottolineare anche l'ottimo uso delle voci.
Gli Enter sanno bene come rendere fluido l'ascolto e lo fanno attraverso brevi assolo strumentali che spezzano l'andamento base.
"Excalibur" riporta la mente ai suoni del passato, così le strumentazioni, tanto da farci pensare di trovarci fra le lande e i personaggi della storia. Ancora di più gli arrangiamenti diventano protagonisti, mentre la band si muove perfettamente all'unisono. Una perla sonora che da sola vale il prezzo del disco.
Il cinguettio di uccelli inizia "Moai", e una sensazione di serenità invade la nostra mente. La canzone potrebbe benissimo risiedere in un album degli Imaginaerium di Clive Nolan e Laura Piazzai.
I quasi dieci minuti di "Göbekli Tepe" chiudono come meglio non si potrebbe l'album, qui siamo ai livelli di "Excalibur", anche se i cambi umorali sono maggiormente presenti con richiami alla storica band Yes.
Per concludere, "Awakening The Past" è un album che per fortuna gli Enter hanno saputo rispolverare al meglio per riproporlo in tutta la sua freschezza. Non resta che sperare che questo non sia stato un capitolo unico, perché la band ha molta materia sia in mano che nella mente, davvero sorprendenti. MS. 







Versione Inglese: 



ENTER – Awakening The Past
Self-produced
Genre: Symphonic Progressive Rock / Jazz Fusion
Format: Bandcamp / CD / LP - 2025








Certain passions never cease to burn, even when it seems like giving up is the only option. Life puts us through numerous trials, as we know. Those who have a passion and the will to express themselves through music will eventually return to it. And that's a good thing.
This is also the case with the Milanese band Enter. They formed in 1998 with Gabriele Bulfon (keyboards), Marco Ferranti (drums), Franco Avalli (bass), and Vittorio Ballerio (vocals). During that period, they recorded a dozen songs with themes of lost civilizations and ancient legends (Atlantis, Lemuria, and Gondwana), blending Prog Rock driven by synths with suggestive choral and lyrical elements. They released a demo tape and started performing live, but disbanded before producing a full album.
After over thirty years, in 2022, Enter reunited to create a brand-new concept album: "Awakening The Past". The spirit of the original vision remains largely intact, although Gabriele Bulfon expanded the proposal with Jazz Fusion, orchestral arrangements, and modern production techniques. The work took three years, and finally, we can enjoy the result. Today, the band is joined by special guests, and in "Awakening The Past", we find Gabriele Bulfon (piano, virtual orchestra, backing vocals), Marco Ferranti (drums, lead vocals, and backing vocals), Vittorio Ballerio (lead vocals), Franco Avalli (bass), Vivien Searcy (lead vocals recorded in Sweden), Jimmy Keegan (lead vocals recorded in Los Angeles), Scott T. Jones (guitar recorded in Saint Louis), Diego Belluschi, Fabio Troiani, Simone Geravini (guitars), Marco Melloni (bass), and Pietro Bulfon (backing vocals).
There are six recorded tracks, each tackling themes of the past and humanity's mysteries with poetic narration. Orpheus and Eurydice, The Age of Colossi, Excalibur, Moai, and Göbekli Tepe are the subjects.
The cover art is the work of Milanese artist Davide Agostoni, who created a woman soaring over ancient ruins using AI.
The beginning of "Awakening The Past" is suggestive, thanks to the organ keyboards, a brief intro that leads to "Orpheus And Eurydice", where Jazz influences immediately make themselves felt, followed by the guitar and Vivien Searcy's voice. The sensation is immediately that of a cinematic work, with music that paints landscapes and situations through the combination of male and female vocals, completing the piece. Rich and emphatic Progressive Rock, at times captivating. Personally, for those who know them, I notice stylistic affinities with the American band Glass Hammer.
"The Age Of Colossus" highlights the care taken in the arrangements and a powerful sound, well-recorded at Bagnoli Bros Studio in the picturesque town of Castelnovo ne' Monti (Reggio Emilia, Italy) by sound engineer Didi Bagnoli.
A general strength of the tracks is the care taken in crafting melodies that are easy to assimilate, paired with orchestral passages. The excellent use of vocals is also noteworthy.
Enter knows how to make the listening experience fluid, and they achieve this through brief instrumental solos that break up the base rhythm.
"Excalibur" takes us back to the sounds of the past, with instrumentation that makes us feel like we're in the midst of history's landscapes and characters. The arrangements become even more prominent, while the band moves perfectly in unison. A sonic pearl that alone is worth the price of the album.
The birdsong begins "Moai", and a sense of serenity invades our minds. The song could easily fit into an album by Imaginaerium, Clive Nolan, and Laura Piazzai.
The nearly ten-minute "Göbekli Tepe" closes the album in the best possible way, reaching the same level as "Excalibur", although with more pronounced mood changes and nods to the historic band Yes.
To conclude, "Awakening The Past" is an album that Enter has fortunately managed to revive and re-propose in all its freshness. We can only hope that this isn't a one-off chapter, because the band has a wealth of material, both in hand and in mind, and is truly surprising.
MS.






giovedì 24 luglio 2025

Marcheinfinite e FabriProg

 

FabriProg 2025 – Il Bacio Della Medusa ai Giardini del Poio



Il Bacio Della Medusa                                     Massimo Salari


Fabriano Pro Musica è lieta di annunciare la seconda edizione di FabriProg, che vedrà esibirsi una delle band più acclamate della scena progressive rock italiana contemporanea: Il Bacio Della Medusa. L’appuntamento è per sabato 26 luglio 2025, alle ore 21:15, presso i suggestivi Giardini del Poio a Fabriano.

Dopo il successo del concerto degli Agorà nel 2024, FabriProg continua a proporre eventi di grande spessore culturale e musicale. Quest’anno, la scelta è ricaduta su Il Bacio Della Medusa, un gruppo che ha saputo fondere sonorità moderne con un profondo rispetto per la tradizione del progressive rock italiano degli anni Settanta.

L’evento è organizzato da Fabriano Pro Musica in collaborazione con Massimo Salari, noto scrittore, critico e storico musicale. La particolare strumentazione della band, che include flauto, sassofono e violino oltre alla classica sezione rock, si sposerà perfettamente con l’atmosfera storica dei Giardini del Poio, situati presso il Palazzo del Podestà. Sarà un’occasione unica per immergersi in un sound raffinato che unisce passato e presente del genere.

«Il Bacio Della Medusa è una delle band più famose al mondo che suonano prog rock moderno – spiega Massimo Salari – e poi perché qua nella zona non è mai stato possibile ascoltare un sound di questo tipo. Un rock con flauto, violino, sax e con un batterista capace di suonare il suo strumento e anche le tastiere contemporaneamente».

«Poi la loro scelta è legata anche alla location – spiega ancora Salari – nei loro testi trattano anche temi medievaleggianti e quindi si sposano perfettamente con i Giardini del Poio che sono vicinissime alla piazza di Fabriano e collegati al Palazzo del Podestà».


Il Bacio Della Medusa: Un viaggio nel progressive rock italiano




Fondato nel 2002 da Diego Petrini, Federico Caprai e Simone Cecchini, Il Bacio Della Medusa è composto da Simone Cecchini (voce, chitarra acustica, sassofono), Simone Brozzetti (chitarra elettrica), Federico Caprai (basso), Diego Petrini (batteria, organo, pianoforte), Eva Morelli (flauto, ottavino) e Daniele Rinchi (violino).

La loro musica affonda le radici nella ricca tradizione italiana degli anni Settanta, con richiami a band come Premiata Forneria Marconi e, in particolare, a gruppi hard rock come Osanna e De De Lind.

Il loro percorso discografico include l’album d’esordio omonimo (2004), seguito dal capolavoro acclamato dalla critica “Discesa agl’inferi d’un giovane amante” (2008), che si classificò al secondo posto nel sondaggio ProgArchives Collaborator. Negli anni successivi, la band ha continuato a produrre album di successo come “Deus Lo Vult” (2012), “Seme” (2018) e “Imilla” (2023), consolidando la loro posizione tra i gruppi più importanti della nuova scena progressive italiana.


Un pomeriggio all’insegna della musica e della cultura




Prima del concerto, alle ore 19:00, sempre ai Giardini del Poio, si terrà un imperdibile salotto/discussione con la band e il critico Massimo Salari. Salari presenterà il suo ultimo libro, “Il Meglio Del Blog Nonsolo Progrock – Dieci Anni Di Rock Progressivo Italiano 2015 – 2024”, un’opera enciclopedica che sta riscuotendo un grande successo a livello nazionale. Sarà un momento di dialogo interattivo con il pubblico, con sorprese e approfondimenti sul mondo della musica progressive.

«Il prog rock è una musica viva – conclude Salari – e per questo presenterò il mio ultimo libro dedicato all’ultimo decennio. Ci sono più di 300 gruppi trattati in circa 600 pagine. Uno spaccato enorme di un movimento che c’è, che si sente e che viene sentito».



Massimo Salari


L’evento è a ingresso gratuito, offrendo una splendida opportunità per visitare uno dei luoghi più suggestivi di Fabriano, immersi in un’atmosfera di buona musica e cultura.

FabriProg desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno supportato l’evento: il Comune della Città di Fabriano, la Regione Marche e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana.

 Saverio Spadavecchia

martedì 22 luglio 2025

Prog & Dintorni

 PROG & DINTORNI








A RADIO VERTIGO ONE il Venerdì alle ore 21.00, il programma PROG & DINTORNI dello speaker musicista e cantautore Gianmaria Zanier tiene compagnia con novità, Prog Italiano, straniero, curiosità e molto altro.

 



Gianmaria Zanier




Con l'apporto di Valter "Uolter" Pelati e Silvia Carotta, Gianmaria Zanier ha una pagina facebook chiamata PROG & DINTORNI

https://www.facebook.com/groups/366760917019869 

in cui tutti gli amanti di questa musica possono interagire fra di loro proponendo band e aneddoti, oltre che informare gli iscritti e non, su concerti e uscite musicali e editoriali. All'interno anche le playlist dei brani ascoltati durante la trasmissione. 

Gianmaria Zanier ha anche un interessante canale You Tube https://www.youtube.com/c/GianmariaZanierMusicaCinema/videos dove potrete godere di lunghi istanti di trasmissione e altro ancora, come la sua comparsa al Porretta Prog Legacy 2025 assieme agli storici Osanna:









Se volete rimanere sempre aggiornati su quello che accade nel mondo del Progressive Rock, Gianmaria Zanier (il capitano) è un punto di riferimento saldo di questo panorama.

lunedì 21 luglio 2025

Musicanti Di Brama

MUSICANTI DI BRAMA – Presunti Onesti
PMS Studio
Genere: Pop / Jazz / Progressive Rock
Supporto: CD / Digital – 2024





La vita va presa per il verso giusto, e chi lo fa con ironia procura benessere a se stesso e agli altri. L'arte in senso generale apporta un valore aggiunto all'esistenza che oserei definire rafforzativo, e la musica ne è perfetto viatico. Noi italiani, attraverso l'innata solarità e fantasia, siamo capaci di intrattenere al meglio, e c'è anche chi lo fa con professionalità e cultura.
Uno dei nomi più interessanti di oggi che si cimentano su tematiche sociali incidenti è Musicanti Di Brama.
Il progetto musicale prende origine nel 2018 con la cantautrice romana Daniela Maurizi e il chitarrista svizzero Michael Wernli, mentre il batterista Alberto Proietti Gaffi amplia successivamente la formazione a trio. Oggi sono formati da Daniela Maurizi, Michael Wernli, Antonio Abruzzese (basso) e Luca Giudice (batteria, cajon). Nel 2023 registrano l'album omonimo, mettendo subito in luce un collettivo da gustare soprattutto in sede live.
Scattare una fotografia della musica proposta dal quartetto inquadrerebbe del cantautorato in stile Gaber, la chanson française, il Jazz, lo Swing, dal sirtaki alla tammurriata, dal Pop al Rock Progressive, in definitiva un connubio di forte personalità. Daniela inserisce nella musica performance vocali brechtiane e circensi, dove il testo scritto da lei è ricco di significato e acume.
In quattordici tracce, “Presunti Onesti” tratta di luoghi comuni, quei modi di dire che influenzano la nostra vita e a volte la condizionano pure. Cantava il mai troppo ricordato Ivan Graziani “Maledette Malelingue”, un esempio di come la società influisce negativamente sul nostro essere, questo è anche il leitmotiv dell’ album, che inizia proprio con il singolo omonimo.
Durante l'ascolto si ha subito la sensazione di trovarsi davanti a una performance live con una grande Daniela Maurizi in cattedra. L'accompagnamento è acustico in una sorta di valzer ricercato, in cui i cambi strutturali dimostrano una ricerca sonora che si adatta al contesto circense. La voce è in bilico fra cantato e recitato, come spesso ha saputo fare Gabriella Ferri nella lunga e sorprendente carriera.
Il breve “Intro” conduce a “Swingin Smile”, più vicina alla formula canzone in un ritmo allegro accompagnato dal Kazoo. La canzone è una sorta di autobiografia della cantante che narra il suo essere, mentre anche il corpo è analizzato in “I Am”, cantato in lingua italiana e inglese.
La chitarra acustica di Michael Wernli accompagna Maurizi nella sofisticata “Dammi Una Parola”, canzone orecchiabile con un cantato sperimentale sì, ma intonato e gentile.
Bellissima la strumentale “Little Lady”, che conduce l'ascolto verso un cantautorato Folk di facile presa, mentre “La Piovra”, seppur acustica, ha un riff tipicamente Hard Rock. Di tanto in tanto, fra le canzoni, fuoriesce il tema del virus, fra allusioni politiche e di potere.
“Ostaggio” si avvicina alla chanson française; “Tea Time” è un momento di break in cui la voce si esibisce anche in ottimi vocalizzi.
“Lasciami andare” si apre con un richiamo alla canzone ironica di Alberto Sordi “E va!” per poi immergersi in un cantautorato mediterraneo anni ’70, come avrebbe saputo fare per esempio il Pino Daniele di “Terra Mia”. Ritorna la performance con “Matrioska”, cantata anche in lingua francese.
“Sputa” è un'analisi di come si vive la giornata, fra giocosità, ironia e sagacia. Fra le canzoni più intriganti c'è “Pesciolino”, prossima musicalmente e vocalmente alla prima Teresa De Sio, e guarda caso, l'album si chiude proprio con “Mediterraneo”.
“Presunti Onesti” è uno sguardo acuto verso la società, al comportamento, alla politica, alla natura e molto altro ancora, il tutto accompagnato dalle gesta del giullare Maurizi, un vulcano inarrestabile di energia e capacità vocali. Entrate pure nel mondo dei Musicanti Di Brama, e fra riflessioni e divertimento scoprirete altri colori. MS 







Versione Inglese: 



MUSICANTI DI BRAMA – Presunti Onesti
PMS Studio
Genre: Pop / Jazz / Progressive Rock
Format: CD / Digital – 2024


Life should be taken with a sense of humor, and those who do so bring well-being to themselves and others. Art, in general, adds value to existence, which I would dare to define as reinforcing, and music is the perfect vehicle for it. We Italians, through our innate sunniness and fantasy, are capable of entertaining at our best, and there are also those who do it with professionalism and culture.
One of the most interesting names today that tackles social issues is Musicanti Di Brama.
The musical project originated in 2018 with the Roman singer-songwriter Daniela Maurizi and the Swiss guitarist Michael Wernli, while the drummer Alberto Proietti Gaffi later expanded the formation to a trio. Today, they are composed of Daniela Maurizi, Michael Wernli, Antonio Abruzzese (bass), and Luca Giudice (drums, cajon). In 2023, they recorded the self-titled album, immediately highlighting a collective that is best enjoyed live.
Capturing the music proposed by the quartet would frame it within the singer-songwriter style of Gaber, French chanson, Jazz, Swing, from sirtaki to tammurriata, from Pop to Progressive Rock, ultimately a combination of strong personalities. Daniela inserts Brechtian and circus vocal performances into the music, where the lyrics written by her are rich in meaning and wit.
In fourteen tracks, “Presunti Onesti” deals with commonplaces, those sayings that influence our lives and sometimes condition them too. The late Ivan Graziani sang “Maledette Malelingue”, an example of how society negatively influences our being; this is also the leitmotif of this album, which begins with the self-titled single.
During the listening experience, one immediately gets the feeling of being in front of a live performance with a great Daniela Maurizi at the helm. The accompaniment is acoustic, in a sort of researched waltz, where the structural changes demonstrate a sound research that adapts to the circus context. The voice is balanced between singing and reciting, as Gabriella Ferri often did in her long and surprising career.
The brief “Intro” leads to “Swingin Smile”, closer to the song formula in an upbeat rhythm accompanied by the Kazoo. The song is a sort of autobiography of the singer that narrates her being, while also analyzing the body in “I Am”, sung in both Italian and English.
Michael Wernli's acoustic guitar accompanies Maurizi in the sophisticated “Dammi Una Parola”, a catchy song with experimental singing, but intoned and gentle.
Beautiful is the instrumental “Little Lady”, which leads the listening experience towards a Folk singer-songwriter style that is easy to grasp, while “La Piovra”, although acoustic, has a typically Hard Rock riff. Occasionally, among the songs, the theme of the virus emerges, between political and power allusions.
“Ostaggio” approaches French chanson; “Tea Time” is a break moment where the voice also performs excellent vocalizations.
“Lasciami andare” opens with a reference to Alberto Sordi's ironic song “E va!” and then immerses itself in a Mediterranean singer-songwriter style of the 1970s, as Pino Daniele would have done in “Terra Mia”. The performance returns with “Matrioska”, sung also in French.
“Sputa” is an analysis of how one lives their day, between playfulness, irony, and sagacity. Among the most intriguing songs is “Pesciolino”, musically and vocally close to the early Teresa De Sio, and as it happens, the album closes with “Mediterraneo”.
“Presunti Onesti” is a sharp look at society, behavior, politics, nature, and much more, all accompanied by the antics of the jester Maurizi, an unstoppable volcano of energy and vocal abilities. Enter the world of Musicanti Di Brama, and among reflections and entertainment, you will discover other colors. MS





domenica 20 luglio 2025

Cormorano

CORMORANO – L’Inciampo Dell’Uovo
Lizard Open Mind / Musica Diversa
Genere: Progressive Rock
Supporto: CD – 2025




È con grande piacere che prendo atto del ritorno della band di Raffaello Regoli Cormorano, dopo il secondo album da studio intitolato “Obliquizioni…Prima Che L’Aquilone Se Ne Voli Via” datato 2023 (senza considerare l’EP del 1990 intitolato “Verde Azzurro”).
“L’Inciampo Dell’Uovo” è il suggestivo titolo di questo nuovo album narrante filosofiche riflessioni umane. Lo stile musicale rimane pressoché invariato nel tempo, ossia un mix di Progressive Jazz e Soul Blues sempre capitanato dalla bella voce di Regoli (per tanti anni ideatore e organizzatore della rassegna “Omaggio a Demetrio Stratos”).
La sperimentazione va ad attingere ancora una volta in quel contesto anni ’70 con punto focale Demetrio Stratos degli Area.
Oggi i Cormorano sono formati da Antonio Dondi (batteria), Elia Filippini (tastiere), Francesco Boni (basso), Gabriele Giovanardi (sax), Michele Zanni (chitarra) e Raffaello Regoli (voce); ospiti Alice Sandri (voce) e Leonardo Zanni (chitarra). L’artwork che accompagna il supporto ottico del CD contiene i testi e le fotografie di Marziano Pederzani per un richiamo allo stile Cramps dei tempi che furono. I brani sono otto, fra cui il rifacimento della canzone “Somia” tratta dal primo album dell’anno 2000 “Giro Tondo (Giro) Fuori Scena”.
Un uovo non inciampa, bensì rotola, ma se incontra un ostacolo si può rompere. Questo è il messaggio che traspare dal titolo, ossia anche se siamo solidi e preparati, davanti a un grande ostacolo possiamo mostrare tutta la nostra fragilità.
Il disco si apre con i messaggi cosmici di “Pax Msg From Universe” e non può farlo se non in maniera ricercata, sciamanica e allo stesso tempo spaziale. La mano passa al Jazz Rock di “Agguati Urbani”, un movimento molto orecchiabile impreziosito dai fiati del sax. La chitarra elettrica si esibisce in un buon assolo, seppur di breve durata, per lasciare spazio al cantato vero e proprio. Il refrain è addirittura ballabile e allegro. A metà, il cambio di ritmo per un andamento rallentato dello stesso refrain. Ottimo il rifacimento di “Somia”, che significa «corpo, condizione del corpo». Qui i Cormorano hanno perfettamente assimilata la lezione di “Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano” (Area), ossia quella di miscelare la formula canzone con la sperimentazione vocale.
E a proposito di dei, è la volta di “Amico (Oltre Le Nuvole, Come Gli Dei)”, una storia di amicizia raccontata su un movimento in bilico fra Rock e Jazz/Blues. Qui gli anni ’70 sono più presenti. Ottimo anche il lavoro al basso di Francesco Boni.
“Ora” mette in cattedra tutte le capacità vocali di Regoli sopra un motivo molto orecchiabile che fa da contraltare alla ricerca fonetica. Non manca neppure il brano strumentale, qui intitolato “Trutse Nalem”, un vero e proprio tributo alla storica band degli anni ’60/’70 Traffic. Elegante e ben curato, riesce a immergere l’ascoltatore in quel contesto storico mai dimenticato.
Uno sguardo anche al mondo moderno e alle sue diavolerie elettroniche; “SocialNetwork” racconta delle connessioni sociali e della dipendenza che creano. In questo caso, sono i Caravan a venirmi alla memoria, ma è solo una mia sensazione.
Il brano più lungo dell’album, grazie agli otto minuti abbondanti, è il conclusivo “C’è Che Sei – Paesazione 2”, e come nei fuochi d’artificio, alla fine si sparano tutte le cartucce a disposizione per colpire lo spettatore al meglio.
Il ritorno dei Cormorano è quindi scorrevole, grazie anche alla scelta di mutare le influenze sonore di pezzo in pezzo. Non credo sia un fattore voluto, ma bensì una naturale evoluzione dettata dall’esperienza dei singoli componenti. Essi dimostrano di avere al riguardo una grande cultura e sanno trasmetterla con naturalezza e eleganza. MS







Versione Inglese:



CORMORANO – L’Inciampo Dell’Uovo
Lizard Open Mind / Musica Diversa
Genre: Progressive Rock
Format: CD – 2025


It's with great pleasure that I acknowledge the return of Raffaello Regoli's band Cormorano, after their second studio album titled “Obliquizioni…Prima Che L’Aquilone Se Ne Voli Via” released in 2023 (not counting the 1990 EP titled “Verde Azzurro”).
“The Egg's Stumble” is the evocative title of this new album, which narrates philosophical human reflections. The musical style remains largely unchanged over time, namely a mix of Progressive Jazz and Soul Blues, always led by Regoli's beautiful voice (for many years the creator and organizer of the “Omaggio a Demetrio Stratos” series).
The experimentation draws once again from the 1970s context, with Demetrio Stratos of Area as the focal point.
Today, Cormorano is composed of Antonio Dondi (drums), Elia Filippini (keyboards), Francesco Boni (bass), Gabriele Giovanardi (sax), Michele Zanni (guitar), and Raffaello Regoli (vocals); guest artists include Alice Sandri (vocals) and Leonardo Zanni (guitar). The artwork accompanying the CD's optical support contains the lyrics and photographs by Marziano Pederzani, evoking the Cramps style of the past. The album features eight tracks, including a reworking of the song “Somia” from the 2000 album “Giro Tondo (Giro) Fuori Scena”.
An egg doesn't stumble, but rather rolls; however, if it encounters an obstacle, it can break. This is the message that emerges from the title, namely that even if we are solid and prepared, in the face of a great obstacle, we can show our fragility.
The album opens with the cosmic messages of “Pax Msg From Universe”, which can only be done in a researched, shamanic, and spatial way. The hand passes to the Jazz Rock of “Agguati Urbani”, a very catchy movement enhanced by the saxophone's brass. The electric guitar performs a good solo, albeit brief, to make way for the actual singing. The refrain is even danceable and cheerful. Midway, the rhythm changes to a slower pace of the same refrain. Excellent reworking of “Somia”, which means “body, condition of the body”. Here, Cormorano has perfectly assimilated the lesson of “Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano” (Area), namely mixing the song formula with vocal experimentation.
And speaking of gods, it's the turn of “Amico (Oltre Le Nuvole, Come Gli Dei)”, a story of friendship told through a movement balanced between Rock and Jazz/Blues. Here, the 1970s are more present. Also, excellent work on the bass by Francesco Boni.
“Ora” showcases all of Regoli's vocal abilities on a very catchy melody that contrasts with phonetic research. There's also an instrumental track, titled “Trutse Nalem”, a true tribute to the historic 1960s/70s band Traffic. Elegant and well-crafted, it manages to immerse the listener in that unforgettable historical context.
A look also at the modern world and its electronic contraptions; “SocialNetwork” tells the story of social connections and the dependency they create. In this case, Caravan comes to mind, but it's just my sensation.
The longest track on the album, thanks to its over eight minutes, is the conclusive “C’è Che Sei – Paesazione 2”, and like fireworks, at the end, all the ammunition is fired to hit the viewer at best.
The return of Cormorano is therefore smooth, thanks also to the choice of changing the sound influences from piece to piece. I don't think it's a deliberate factor, but rather a natural evolution dictated by the experience of the individual components. They demonstrate having a great culture in this regard and know how to convey it with naturalness and elegance. MS






sabato 19 luglio 2025

Inglese & Nannetti

INGLESE & NANNETTI – L’Arte Di Arrangiarsi
Open Mind-Lizard / La Luna E Il Falò
Distribuzione: Ma.Ra.Cash
Genere: Cantautore – Folk Prog
Supporto: CD / Bandcamp – 2025





Dopo l’uscita di “Lavorare Per Distrarsi” avvenuta nel 2023, il duo Gabriele Inglese (voce, chitarre, flauti, organo, pianoforte, armonica, percussioni) e Paolo Nannetti (voce, synth, mellotron, fisarmonica, chitarra) ci ha preso gusto nel lavorare assieme, anche se a distanza fra Pistoia e Bologna. La forte amicizia che li lega sin dal lontano 1972, ossia dai tempi della scuola media, trova relazione anche in questi tempi moderni grazie a un lavoro di file che vengono scambiati tramite internet. Non mancano mai le idee, la voglia di suonare e di esprimere concetti, ma anche di rispolverare e dare nuova veste a vecchie idee.
Inglese e Nannetti li ricordiamo per la collaborazione nella band Prog Sithonia, tuttavia la musica del duo è relegata in principal modo al cantautorato italiano, francese e americano, nonché al Folk, con sguardi generici che spaziano da Bob Dylan a Claudio Rocchi, solo per fare due nomi di riferimento. I brani vengono smontati e ricostruiti, apportando sempre differenti soluzioni fino al raggiungimento di un buonissimo risultato, questo accade per tutti i tredici movimenti contenuti nell’album. I testi cantati in italiano trattano genericamente di esperienze personali, con qualche rilettura poetica, come nel caso del brano “Boots Of Spanish Leather” ispirato a Bob Dylan, e “Ricordate”, con parole tratte da un fumetto del mai troppo ricordato Paz (Andrea Pazienza).
Nel disco, assieme a loro suonano Alberto Celommi (chitarre, basso), Giovanni Inglese (violoncello), Giulio Soldati (tromba), Raffaele Ferro (percussioni), Claudio Magrini (percussioni), Roberto Olmi (sax) e Orio Cenacchi (percussioni).
Contrariamente alla modernità di internet appena accennata in precedenza, la musica del duo è fermamente radicata agli anni ’70, a quel cantautorato che si espone a tavola, dopo una bella cena fra amici con una chitarra in mano e del buon vino. Una musica senza tempo sin da “Canzone Di Primavera”.
Il suono acustico della chitarra è quindi preferito in senso generale. “Spettacolo Annullato (parte Prima)” ha un velo malinconico quasi da sigla di un teleromanzo degli anni ’60.
L’alternarsi delle voci brano dopo brano rende l’ascolto ancor più variegato, mentre la semplicità delle melodie rassicuranti dona un senso di tranquillità mista a appagamento. “L’Assenza” è maggiormente ricercata nelle sonorità ben arrangiate dal violoncello e dal flauto. Episodi di vita, ricordi, caldi racconti da cantare assieme.
Più ritmata in formato bossa “Tre Binari”, la canzone scritta da Inglese e Celommi dà importanza più al testo che alla musica, comunque sempre presente anche in un bel assolo di chitarra acustica.
“Il Momento Perfetto” ha un retrogusto Jazz delicato e un refrain gradevole, malgrado alcuni déja vu inevitabili visto il genere trattato.
Tutto l’album è inserito su questo binario; una parola in più per la bellissima “Nave Dei Pensieri (Parte Seconda)” e la conclusiva “Ricordate”, dove la chitarra acustica accompagna le parole ironiche e sarcastiche del fumetto di Paz riguardanti un ragazzo drogato che fa ritorno a casa.
La musica di Inglese e Nannetti è questa: una passeggiata nel tempo che fu, nei vecchi ricordi che affiorano inesorabilmente durante l’ascolto. Questo accade a chi è di una certa età come il sottoscritto, ai più giovani dico invece che con “L’Arte Di Arrangiarsi” vi si potrebbe aprire un nuovo mondo, e spero vi faccia pensare su cosa siamo e quali sono i valori della vita che quotidianamente stiamo perdendo sempre di più, dirigendo il nostro essere verso l’indifferenza e la solitudine. MS 









Versione Inglese:




INGLESE & NANNETTI – L’Arte Di Arrangiarsi
Open Mind-Lizard / La Luna E Il Falò
Distribution: Ma.Ra.Cash
Genre: Singer-Songwriter – Folk Prog
Format: CD / Bandcamp – 2025


After the release of “Lavorare Per Distrarsi” in 2023, the duo Gabriele Inglese (vocals, guitars, flutes, organ, piano, harmonica, percussion) and Paolo Nannetti (vocals, synth, mellotron, accordion, guitar) have enjoyed working together, even if remotely from Pistoia and Bologna. The strong friendship that binds them since 1972, when they were in middle school, finds expression even in these modern times thanks to file-sharing work via the internet. Ideas, the desire to play, and express concepts never run out, and they also like to dust off and give new life to old ideas.
Inglese and Nannetti are remembered for their collaboration in the Prog band Sithonia; however, the duo's music is mainly focused on Italian, French, and American singer-songwriter styles, as well as Folk, with references ranging from Bob Dylan to Claudio Rocchi, just to name a couple. The tracks are disassembled and rebuilt, always bringing different solutions until reaching an excellent result; this happens for all thirteen movements contained in the album. The Italian lyrics generally deal with personal experiences, with some poetic reinterpretations, such as in the case of the song “Boots Of Spanish Leather” inspired by Bob Dylan, and “Ricordate”, with words taken from a comic book by the unforgettable Paz (Andrea Pazienza).
In the album, they are joined by Alberto Celommi (guitars, bass), Giovanni Inglese (cello), Giulio Soldati (trumpet), Raffaele Ferro (percussion), Claudio Magrini (percussion), Roberto Olmi (sax), and Orio Cenacchi (percussion).
Contrary to the modernity of the internet mentioned earlier, the duo's music is firmly rooted in the 1970s, in that singer-songwriter style that is showcased over dinner, with a guitar in hand and good wine. A timeless music since “Canzone Di Primavera”.
The acoustic sound of the guitar is generally preferred. “Spettacolo Annullato (part One)” has a melancholic veil, almost like the theme song of a 1960s TV series.
The alternation of voices track after track makes the listening experience even more varied, while the simplicity of the reassuring melodies gives a sense of tranquility mixed with satisfaction. “L’Assenza” is more researched in terms of sound, well-arranged by cello and flute. Episodes of life, memories, warm stories to sing together.
More rhythmic in bossa format, “Tre Binari”, the song written by Inglese and Celommi gives more importance to the lyrics than the music, which is always present, including a beautiful acoustic guitar solo.
“Il Momento Perfetto” has a delicate Jazz flavor and a pleasant refrain, despite some inevitable déjà vu given the genre.
The entire album is on this track; a word more for the beautiful “Nave Dei Pensieri (Part Two)” and the concluding “Ricordate”, where the acoustic guitar accompanies the ironic and sarcastic words of Paz's comic book about a drugged-out kid returning home.
The music of Inglese and Nannetti is this: a walk down memory lane, in old memories that inevitably surface during listening. This happens to those of a certain age like myself; to younger people, I say that with “L’Arte Di Arrangiarsi”, a new world could open up, and I hope it makes you think about what we are and what the values of life are that we are daily losing more and more, directing our being towards indifference and solitude. MS






venerdì 18 luglio 2025

Luigi Cinque

LUIGI CINQUE Hypertext O’rchestra – Kromosoma Maris
Fondazione Mora MRF5 / Terzo Millennio Records
Genere: Contemporanea – Jazz Rock
Supporto: CD / Digital – 2025





Parlare di Luigi Cinque significa entrare in un mondo fatto di culture, colori, poesia, film, viaggi, generi e intuizioni spirituali. Nella sua lunga carriera artistica di oltre quarant’anni, riesce a mettere in pratica tutta la sua passione per l’arte, a partire dallo studio sull’elettronica al clarinetto. Molto attivo negli anni ’70, lo ritroviamo anche nella realizzazione dell’album “Canto Di Primavera” del Banco Del Mutuo Soccorso. In quel periodo, Cinque si avvicina alla musica popolare e Jazz moderna, con ascolti di gruppi come gli Area.
Nel 1987, la sua band è l'Hypertext O'rchestra e vede fra le linee alcuni personaggi della musica internazionale come J̌ivan Gasparyan e Raiz. Nel 2002 pubblica l'album “Tangerine Cafè”. Nel tempo diventa direttore artistico e regista di documentari, tanto da conseguire il Premio Regia 1994 Festival di Salerno con “L’Opera Dei Canti E Dei Cunti” prodotta da RAI International. Come poeta, nel 2010 partecipa al Festival di Medellin; segue l’album musicale “Luna Reverse” che vince il premio “Award 100 Jazz It 2010”. Nell'aprile 2013, il film “Transeuropae Hotel” vince l'Award come miglior lungometraggio Italiano al Roma Independent Film Festival, e a seguire moltissimi altri progetti.
Lo ritroviamo oggi con il nuovo album “Kromosoma Maris”, un diario di viaggi, ricordi e idee accompagnate sempre dal suo sax e clarinetto, oltre che da un numerosissimo gruppo di special guest.
Così tante argomentazioni e sensazioni messe in gioco, che solo un mare può rappresentare metaforicamente il concetto, per questo “Kromosoma Maris”. Esso è crocevia di culture, quelle che si palesano durante l’ascolto dei dodici brani contenuti nell’album, a partire da “Ritual 1 Gnawa”, un inizio ritmato di Guembri e Qraqbe, dove canti spirituali invocano gli spiriti della notte accompagnati dal sax soprano.
La musica vera e propria la si incontra negli otto minuti di “Kromaris / C’è Solo Un Mare”, episodio dove le culture mediterranee, maghrebine e caucasiche s’incrociano con la poesia italiana. Musica ricercata, apparentemente improvvisata, ma con un filo conduttore ben definito. Qui l’autore suona anche il piano e il basso, mentre il violoncello è di Giovanna Famulari.
La ricerca strutturale e sonora non si ferma mai in questo album, in “Luna Reverse Revisited” organetti s’incrociano con l’elettronica per una danza fra passato e presente sotto la luce pallida della luna. Ammaliante e ipnotica.
La poesia è sempre compagna di viaggio di Luigi Cinque, eccola quindi apparire in tutta la sua veemenza in “Poetry Masaba”, dedicata all’Africa e a Masaba, spirito ancestrale della terra. La voce è quella di Lello e Urna Chahar Tugchi, il tutto fra percussioni tribali e brevi interventi di sax.
Sensuale “Ritual 2 Bnet Houaryat And Sax”, Jazz su ritmo Cubano trascinato da voci femminili.
La mediterraneità che ci contraddistingue è fraterna alla cultura della vicina Africa, ecco un esempio di sodalizio in “Blù Siciliano (Processione)”, dove canti della nostra isola si lasciano accompagnare dal Jazz e dal mare. Protagonisti il clarinetto, il violino di Alex Balanescu e il piano.
Frangente meditativo con “Soona (Homburg)”, qui è la cultura dell’India a fare comparsa.
Altro brano ipnotico è “Ritual 3 Gnawa”, martellante ed incisivo, per chi lo conoscesse in stile Charlie Mingus. Segue un esempio di come certe culture apparentemente lontane possano attraverso la fantasia incontrarsi, “Baires Afrikan Impression” unisce Argentina con Africa attraverso un ritmato tango. Bella l’interpretazione vocale di Nicole Ewang.
Ma Cinque non finisce mai di stupire; la Techno si scontra con l’avanguardia in “Phrygian Train Berlin”, dove il treno batte il ritmo, parte da Marrakesh e arriva a Berlino.
Si passa per la Mongolia con “Saturnia Silent Song Rivisited” e la splendida voce shamanica di Urna Chahar Tugchi, per giungere alla fine a “El Quinto”, motivo tradizionale spagnolo rivisitato in chiave Jazz e Rock d’avanguardia. Il brano è registrato live al Museum Of Contemporary Art nell’Acquario Romano.
Luigi Cinque ha quindi una cultura e un’esperienza in campo sterminata, qui tutta convogliata in “Kromosoma Maris”, un sunto sonoro senza precedenti per intensità e forme. MS 









Versione Inglese:




LUIGI CINQUE Hypertext O’rchestra – Kromosoma Maris
Fondazione Mora MRF5 / Terzo Millennio Records
Genre: Contemporary – Jazz Rock
Format: CD / Digital – 2025


Talking about Luigi Cinque means entering a world made of cultures, colors, poetry, films, travels, genres, and spiritual intuitions. In his long artistic career spanning over forty years, he manages to put into practice all his passion for art, starting from his studies on electronics to the clarinet. Very active in the 1970s, we also find him involved in the production of the album “Canto Di Primavera” by Banco Del Mutuo Soccorso. During that period, Cinque approaches popular music and modern Jazz, with influences from groups like Area.
In 1987, his band is the Hypertext O'rchestra, featuring international music personalities like J̌ivan Gasparyan and Raiz among its lineup. In 2002, he releases the album “Tangerine Cafè”. Over time, he becomes an artistic director and documentary filmmaker, earning the Premio Regia 1994 at the Salerno Festival with “L’Opera Dei Canti E Dei Cunti” produced by RAI International. As a poet, in 2010, he participates in the Medellin Festival; followed by the musical album “Luna Reverse” which wins the “Award 100 Jazz It 2010”. In April 2013, the film “Transeuropae Hotel” wins the Award for Best Italian Feature Film at the Roma Independent Film Festival, and many other projects follow.
We find him today with the new album “Kromosoma Maris”, a diary of travels, memories, and ideas always accompanied by his sax and clarinet, as well as a numerous group of special guests.
So many arguments and sensations are at play, that only a sea can metaphorically represent the concept, hence “Kromosoma Maris”. It is a crossroads of cultures, those that emerge during the listening of the twelve tracks contained in the album, starting with “Ritual 1 Gnawa”, a rhythmic beginning of Guembri and Qraqbe, where spiritual chants invoke the spirits of the night accompanied by soprano sax.
The actual music is encountered in the eight minutes of “Kromaris / C’è Solo Un Mare”, an episode where Mediterranean, Maghrebi, and Caucasian cultures intersect with Italian poetry. Research-oriented music, apparently improvised but with a well-defined thread. Here the author plays piano and bass, while the cello is by Giovanna Famulari.
The structural and sonic research never stops in this album; in “Luna Reverse Revisited”, accordion intersects with electronics for a dance between past and present under the pale light of the moon. Enchanting and hypnotic.
Poetry is always a travel companion of Luigi Cinque; here it appears in all its vehemence in “Poetry Masaba”, dedicated to Africa and Masaba, ancestral spirit of the land. The voices are those of Lello and Urna Chahar Tugchi, amidst tribal percussion and brief saxophone interventions.
Sensual “Ritual 2 Bnet Houaryat And Sax”, Jazz on Cuban rhythm driven by female voices.
The Mediterranean culture that distinguishes us is fraternal to the culture of nearby Africa; here is an example of solidarity in “Blù Siciliano (Processione)”, where songs from our island are accompanied by Jazz and the sea. Protagonists include the clarinet, Alex Balanescu's violin, and piano.
A meditative moment with “Soona (Homburg)”, where Indian culture makes an appearance.
Another hypnotic track is “Ritual 3 Gnawa”, pounding and incisive, à la Charlie Mingus for those who know the style. Followed by an example of how seemingly distant cultures can meet through fantasy; “Baires Afrikan Impression” unites Argentina with Africa through a rhythmic tango. Beautiful vocal interpretation by Nicole Ewang.
But Cinque never stops surprising; Techno clashes with avant-garde in “Phrygian Train Berlin”, where the train sets the rhythm, starting from Marrakesh and arriving in Berlin.
We travel to Mongolia with “Saturnia Silent Song Revisited” and the splendid shamanic voice of Urna Chahar Tugchi, to finally reach “El Quinto”, a traditional Spanish motif revisited in an avant-garde Jazz and Rock key. The track is recorded live at the Museum Of Contemporary Art in the Roman Aquarium.
Luigi Cinque therefore has a vast culture and experience in the field, all conveyed here in “Kromosoma Maris”, a sonic summary without precedent in terms of intensity and forms. MS