venerdì 20 luglio 2018

Kaoll


KAOLL – Sob Os Olhos De Eva
Voiceprint Brasil / Red Clown
Genere: Virtuoso
Supporto: ep – 2017  


Il Brasile ha notoriamente un grande bacino di musica Progressive Rock e molto spesso di elevata qualità. Hanno saputo attingere bene alla fonte europea rielaborando il tutto spesso e volentieri con la loro personalità “colorata” e comunque sempre attenta alla storia originale. E’ anche il caso del progetto Kaoll, settetto formato da Bruno Moscatiello (chitarra), Yuri Garfunkel (flauto, viola caipira), Gabriel Catanzaro (Basso elettrico e acustico), Rodrigo Reatto (batteria), Janja Gomes (percussioni), Fabio Leandro (tastiere, piano) e Gabriel Costa (basso).
Per il gruppo di São Paulo “Sob Os Olhos De Eva” è il quarto lavoro in studio dopo “Kaoll 04” (2008 - Spanto Records/Sinewave), “Auto-Hipnose” (2010 - Baratos Afins) e “Odd” (2014 – Autoproduzione). I punti di riferimento sonori sono gli anni ’70 e il flauto molto spesso dona quel tocco di magia che bene conosciamo nel movimento Prog. Il disco è un concept ispirato da un libro dal titolo omonimo, dello scrittore e maestro di filosofia Renato Shimmi. L’ep è completamente strumentale, suddiviso in sei tracce che sono tante quante i capitoli del libro, sua vera e propria colonna sonora! Il libro affronta questioni importanti su come le vere rivoluzioni propongono atti trasgressivi, cambiamenti e progressi molteplici, si tratta di potere e di religione, argomenti sociali molto spesso toccati da scrittori e filosofi.
Ma prima di venire alla musica vorrei spendere anche due parole per un artwork importantissimo, dettagliato ed esaustivo nello spiegare le sorti del libro e della musica contenuta. In edizione cartonata apribile in tre parti, il libretto di accompagnamento è formato da ben dodici facciate.
La musica contenuta è fantastica per varietà e qualità, a partire dal classico Prog anni ’70 al Jazz e al Folk. Davvero ampio il bacino di competenza degli artisti in questione, notevoli strumentisti oltre che compositori. Una musica che rapisce, destabilizza, aggredisce ed accarezza, in essa ci sono tutti gli ingredienti che fanno felice un Prog fans degno di questo epiteto. Tanti i cambi di ritmo e di umore, pur trattandosi di musica strumentale, gli assolo non sono mai superflui o invasivi, giocano le loro carte al momento giusto. L’ep si apre e si chiude con frangenti psichedelici di Pinkfloydiana memoria, con tanto di bottleneck, insomma, una musica che potrei definire totale.
Come avrete avuto modo di capire, non parlo di una singola traccia come nel mio solito stile, ma di un insieme, una amalgama che non va frammentata ma ascoltata tutta di seguito. Il flauto è semplice da accostare a quello dei Jethro Tull, ma in realtà così non è, gode di personalità propria, anche se attinge dal suono vintage. La chitarra gioca un ruolo importantissimo, sciolina assolo di gradevole fattura, sale in cattedra con arpeggi classici e accompagna quando deve, mentre  la ritmica è precisa e l’intesa basso/batteria funziona.
Peccato che venticinque minuti volano via come un respiro, ma resta molto dell’ascolto, soprattutto la voglia di premere nuovamente il tasto “Play”.
Ora mi riferisco agli addetti ai lavori europei: amici, dategli un ascolto e scoprirete qualcosa di notevolmente interessante per il campo Progressive Rock, segnatevi il nome Kaoll. MS

Nessun commento:

Posta un commento