domenica 20 maggio 2018

Yesternight


YESTERNIGHT – The False Awakening
12 Sounds Production
Distribuzione: Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: GT Music
Genere: Ambient Rock
Supporto: cd – 2017


Quando mi imbatto in debutti del genere rimango sempre sorpreso, perchè la prova espressa palesa una precoce maturità. I polacchi Yesternight  sono un trio e quando vedo alla batteria il nome di Kamil Kluczyński (Art Of Illusion) allora mi spiego molte cose. Il suo tocco e approccio alla percussione mi richiama lo stile di Gavin Harrison, questo per far capire il livello tecnico ma anche di che musica si tratta. Infatti i Yesternight suonano Rock atmosferico con punte ambient, come hanno saputo fare nel tempo gruppi come Pink Floyd, Opeth, Anathema e Porcupine Tree.
Il trio è completato da Marcin Boddeman alla voce e Bartek Woźniak alla chitarra e tastiere. Dal disco che si intitola “The False Awakening” vengono estratti ben tre singoli, “Solitude”, “My Mind” e “Who You Are”, tutti e tre per la 12 Sounds Production.
Nove le tracce che compongono l’album, ad iniziare dalla breve “The False Awakening” , intro che introduce immediatamente nelle atmosfere nuvolose e soffici del percorso sonoro. Il suono si apre con aggressività all’inizio di “My Mind”, canzone che non sfigurerebbe di certo nella discografia dei Porcupine Tree ultimo periodo. Questa formula oramai rodata funziona sempre perché l’alternanza chitarre distorte e melodie di facile memorizzazione fanno atmosfera, specie se accompagnate da una bella voce come in questo caso, e che non tenta mai di strafare pensando  solamente all’interpretazione emotiva del brano. Non esulano brevi assolo che fanno da ciliegina alla torta. Le atmosfere si fanno più rarefatte con “Who You Are”, altro ritornello penetrante e un refrain nostalgico al punto giusto. “Solitude” è un volo pindarico nel nostro subconscio molto Opeth style. L’assolo di chitarra fa esplodere il brano, quello che genericamente si aspetta da questo genere di musica. Personalmente non mi stancherò mai di ascoltare queste armonie, semplici, dirette e con l’esclusivo scopo di emozionare.
“About You” è un altro percorso Procupine Tree sporcato da una parvenza Grunge, e durante l’ascolto mi ritrovo a ciondolare ad occhi chiusi. Unita da un piano segue “To Be Free”, con chitarra slide e un poco di Anathema, una sorta di psichedelia delicata ed avvolgente.
Con un ritornello ad apertura ampia di voce e volumi segue “Yesternight”, sunto dello stile della band. L’incisione pulita e ben equilibrata facilita l’ascolto anche ad alti volumi. “Lost” non toglie e non aggiunge altro a quanto detto, scorrendo velocemente senza alti ne bassi. Chiude il brano più lungo dell’album con i suoi quasi dodici minuti dal titolo “Just Try!”, praticamente come quando si guardano i fuochi d’artificio, tutto e di più viene sparato alla fine.
Consiglio a Kamil di approfondire questo progetto, sicuramente uno stile che va di moda e che è in ampia crescita. Tante belle emozioni. MS


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