sabato 24 marzo 2018

In-Side


IN-SIDE - Out-Side
Andromeda Relix
Distribuzione: GT Music
Genere: AOR / Hard Prog Rock
Supporto: cd – 2017




Esistono suoni e stili che sembrano non avere mai alle spalle il fardello del tempo passato, I cosiddetti stili “sempreverdi”, ben distinguibili e cristallini come ad esempio l’AOR, acronimo di album oriented radio. Avrete intuito che questo è il lato più ruffiano dell’Hard Rock, quello più orecchiabile e di facile memorizzazione, tuttavia l’AOR molto spesso si lascia supportare da infiltrazioni di Progressive Rock che lo impreziosisce e lo rende appetibile ad un pubblico ancora più ampio. Eppure fare questo genere musicale, così semplice da descrivere non lo è per chi lo compone e suona. Servono buone intuizioni melodiche, i brani che accalappiano al volo l’attenzione di chi ascolta (ad averla questa magica formula… Saremmo tutti dei geni milionari), miscelati con una buona dote tecnica strumentale e vocale. Quindi esempi di band sono i Toto, Journey, Alan Parson Project, Gotthard, Asia, Europe, Survivor etc etc..
Lo sanno bene i torinesi In-Side capitanati dal tastierista  e compositore Saal Richmond (Salvatore Giacomoantonio). Richmond si coadiuva di artisti come David Grandieri (tasteiere, cori), Beppe Jago Careddu (voce), Abramo De Cillis  e Cloud Benvenuti (chitarre), PJ Philip (basso, cori) e Marzio Francone (batteria). Francone è anche l’ingegnere del suono. Gli In-Side quindi lo sanno e cercano di riproporre l’AOR nel miglior modo possibile.
Due tastiere perché il genere deve essere pomposo e quindi “pompato”, necessariamente il suono ci deve travolgere ed avvinghiare, anche questo è nel bagaglio culturale di In-Side.
Venendo all’album, “Out-Side” è composto da sette canzoni ad iniziare dal breve intro di ruolo qui con il titolo “The Gate”. “The Signs Of Time” racchiude in se tutto quello che deve esserci nell’AOR, annesso assolo di chitarra che ti spettina. E quindi classe, e questa scaturisce  a seguire in “The Running Man”, oppure nella ampia “Block 4 (The Russian Woodpecker)”, con piccole puntate nel mondo Queensryche di “Rage For Order”. L’ascolto in senso generale trasuda di anni ’80 e chi di questo suono gode, qui ha il suo bel da fare.
Graziosa e delicata “I’M Not A Machine” con una interpretazione vocale sentita e degna della linea melodica. Elettronica apre “Break Down”, canzone più ricercata con puntate nel Prog, bello l’annesso assolo di chitarra. L’album si chiude con una semiballata bellissima dal titolo “Lie To Me”, con coralità e un motivo ficcante diretto al cuore. In senso generale aleggia nelle canzoni tanta sensibilità.
Probabilmente se vogliamo ricercare un difetto a questo album che gradevolmente si lascia ascoltare nella sua interezza, è la mancanza di una vera e propria hit, come le band da me succitate da esempio di AOR invece  hanno saputo scrivere negli anni. Ma ho anche sottolineato che avere questa formula magica non è semplice e neppure da tutti. Mi auguro che il progetto In-Side ricopra al più presto anche questo tassello mancante e allora parleremo di una (l’ennesima) realtà italiana seconda a nessuno, perché noi italiani abbiamo solo il bisogno di credere di più in noi stessi e non di cercare sempre fuori un qualcosa di aleatorio. MS


Nessun commento:

Posta un commento