martedì 14 febbraio 2017

Panem et circenses

Vale ancora nel 2017 il detto "Panem et circenses" ?


Quello che sta accadendo nel mondo, a mio modesto parere, non è altro che la naturale conseguenza di una politica mondiale basata sulle promesse e sulle chiacchiere.  La sinistra ha fallito, se nel mondo fuoriescono vincenti personaggi come Trump, Le Pen, Putin ed altri ancora, questo non è il risultato di un becero populismo, bensì figlio di un malcontento dovuto alle promesse mai mantenute di chi ha governato per anni. Non c’è da indignarsi di fronte a chi vuole alzare muri o espellere persone dai paesi, c’è invece da colpevolizzare chi ha avuto la possibilità, ma non la capacità di impedire tutto questo. Da noi in Italia è una situazione ancor più grave, mancanza di lavoro, troppe tasse, ruberie, instabilità politica dettata da chi ha paura di andare al voto e molto altro ancora che comunque credo sappiate già.
Ebbene la colpa di chi è?
Cerco di essere realista e non di parte, per cui dico che in Italia non è solo della politica, ma nostra, di noi cittadini. Ci indigniamo per 4 giorni di Sanremo l’anno, ma poi ci facciamo sodomizzare da tasse e leggi assurde quotidianamente. Perché poi non ci si lamenti di “Affari Tuoi” che è li tutti i giorni (è un esempio), questo non si sa. Aumenta l’IVA a breve, ma non ci interessa, aumenta quotidianamente la benzina, ma che ce ne frega! Tanto non possiamo farci niente, giusto?
Nei social siamo feroci, l’uno contro l’altro, tutti portatori sani di una impalpabile quanto astrusa verità…La nostra! Se ci si incontra per strada però c’è solo indifferenza. Se si parla, tutti gridano e nessuno si ascolta.
Questo gelo, questo distacco sociale, fa si che non esiste una comunione di idee, una condivisione vera fatta di approcci umani, un sano confronto, oppure un semplice scambio di opinioni. Questa situazione se sommata alla massa intera, porta al risultato che vediamo oggi, quando il popolo non è unito, questo accade. Vale altresì ancora nel 2017 il sistema statale (non scritto) Panem et circenses.
Vogliamo parlare poi dell’Europa? Ecco, quello che viene chiamato “populismo” è la voce di chi è stanco di subire anni ed anni di soprusi, promesse mancate e quant’altro. Guai sottovalutarlo o demonizzarlo, va compreso e combattuto con i fatti. Le idee ce ne sono tante, basta a volte applicarle. Ma sia mai.
E’ nato in Italia un movimento dal popolo, il Movimento 5 Stelle, giusto o sbagliato che sia è frutto di quanto ho appena detto. La politica radicata ha paura e lo combatte con tutte le armi a disposizione, media compresi, ma non fanno altro che aggravare il proprio errore, perché più si aspetta ad andare al voto e più la gente si arrabbia e quota il movimento di Grillo.
Quindi, cosa dobbiamo fare per migliorare l’Italia?
Smetterla di gridare ed incominciare a FARE le cose che si elencano nei programmi preelettorali e a proposito di programmi…signori politici… osate un po’ di più, perché all’Italia non serve una spazzolata, ma un vero e proprio restyling. Dimenticavo, non rubate, grazie (ora ne voglio troppe). MS

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