mercoledì 11 maggio 2016

Sailor Free

SAILOR FREE – Spiritual Revolution Part2
Tide Records
Distribuzione Italiana: si
Genere: Prog
Supporto: cd – 2016


L’Italia è una nazione che di Progressive Rock non solo ne fa ascolto, ma soprattutto produzione. Molti i gruppi e gli artisti che nel tempo si susseguono, soprattutto dopo i tempi non sospetti, ossia i famigerati anni ’70. Il Progressive Italiano prosegue imperterrito anche dopo gli anni ’80, l’istinto di sopravvivenza è alto. Il risultato è proprio questo fiorire di band che ci porta sino ai giorni nostri con band di tutto prestigio. Quasi mi viene da dire che oggi il Prog stia tornando di moda assieme al vinile.
I romani Sailor Free si formano nell’autunno del 1991, a dimostrazione della loro lunga esperienza nell’ambito, con uno sguardo anche rivolto alle sonorità più Hard del Rock. Registrano tre album, “Sailor Free” nel 1992, “The Fifth Door” nel 1994 e poi il ritorno nel 2012 con la prima parte di questo concept dal titolo “Spiritual Revolution”. In esso si parla di energia e a tal proposito i Sailor Free così descrivono nel loro sito ufficiale: “Ispirata al Silmarillion di J.R.R.Tolkien, la storia narra dell'amore, fonte inesauribile d'energia, tra due esseri l'uno alieno all'altro, particelle disperse di due universi opposti che intersecano le proprie rotte”. Con “Spiritual Revolution Part 2”, a distanza di quattro anni, i romani tornano sull’argomento, narrando la storia di  una lotta per ottenere Entropia, il dispositivo che può dare l’energia al mondo. Il tutto fra labirinti e quanto il fantastico mondo di Tolkien ci ha saputo elargire nel tempo del Silmarillion. Per argomenti tali avrete già intuito da voi che serve una colonna sonora quantomeno variegata e colma di cambi di stile e di umore. Così è, l’album viene suddiviso in undici tracce e si lascia ascoltare tutto di un fiato, proprio come nel vedere un film.
Chi suona nell’album: David Petrosino (voce, piano, tastiere, chitarra), Raimondo Mosci (batteria), Alphonso Nini (basso), Stefano Toni (batteria), Stefano “The Hook” Barelli (chitarra), Lorenzo Canevacci (chitarra), Cecilia Amici (cori), Stefano Ribeca (sax).
In un lavoro del genere non esula la classica apertura, qui dal titolo “Spiritual Overture 2”, l’introduzione è quantomeno obbligatoria. Il sax di Stefano Ribeca fa sobbalzare il fans dei Van Der Graaf Generator in “The Maze Of Babylon”, un punto di congiunzione fra passato e presente. Il presente è fatto anche di suoni più tecnologici, come nella strumentale “Society”. L’effetto stereo ha un suo punto cardine nella riuscita dell’enfasi emotiva dell’ascolto. La stessa enfasi a sua volta si ripercuote nell’ariosa “The Fugitive”, canzone che non sfigurerebbe nella discografia dei No Man. Il Prog fa il ruffiano con la Psichedelia sempre più marcatamente con il proseguo dell’ascolto e dal progetto No Man di Wilson si può anche andare a parare nella sua discografia in generale. Ma attenzione, la personalità dei Sailor Free è comunque cosa ben definita, i nomi da me citati ovviamente sono solo punti di riferimento per voi che leggete. Adoro il crescendo oscuro di “Amazing”, mai titolo più indovinato.
“Game Over. It’s Me” è un altro breve frangente strumentale fra echi, chitarre e ritmiche persistenti. Il viaggio continua con “We Are Legion”, sempre attento alle arie melodiche supportate da effetti e crescendo strumentali. Una attenzione più marcata alla formula canzone in “Special Laws da l’impressione al sottoscritto che potrebbe essere il potenziale singolo dell’album. Buono il gioco di voci.
Suoni nello spazio, echi, rumoristica è presente in “Cosmos”, avvalorando la mia tesi iniziale, quella della sensazione di trovarsi avanti ad un film sonoro. “About Time” si mobilita fra suoni elettronici, elettrici e vocoder. Il ritornello è di  facile memorizzazione e gradevole. Il disco si chiude con “Revolutionary Soul”, uno dei frangenti più ricercati del disco, i Sailor Free sono davvero un grande baule di suoni ed emozioni.
Qui non si lascia nulla al caso, quello che mi ha colpito maggiormente è la cura dei particolari, sia nella musica che nell’artwork cartonato ed elegante concepito da Terrence Briscoe e disegnato assieme a Cecilia Amici, Carmine Ginnetti, Ines Cappelli e Davide Petrosino.
Molto consigliato ai fans dei nomi che ho citato e a chi dalla musica vuole sorprese. Viva l’attuale Prog italiano: aria nuova, l’odore di muffa pian piano sta svanendo. MS


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