martedì 19 aprile 2016

Daymoon

DAYMOON – Cruz Quebrada
Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: GT Music
Genere: Crossover Prog
Supporto: cd – 2016


Terzo disco in studio per i portoghesi Daymoon dopo “All Tomorrows” (2011) e “Fabric Of Space Divine” (2013). Questa volta però la band di  Fred Lessing (voce, chitarra, basso, flauto, tastiere, percussioni, xilofono e arpa), André Marques (batteria, tastiere, basso), Bruno Evangelista (voce) e Adriano Pereira (clarinetto), si avvale di un folto numero di special guest: Paulo Chagas (strumenti ad aria), Luca Calabrese (tromba), Nuno Flores (viola, violino), Thomas Olsson (chitarra), Rita Simões (voce), Trevor Lever (narrazione) e Simon Harris (narrazione).
Dopo le dovute presentazioni veniamo alla carne al fuoco, anche in questo disco ben cotta e saporita, con otto tracce di cui due suite, “Thyme” di quindici minuti e “The River” di venticinque.
Il disco è un concept album basato sulla triste vicissitudine di Fred Lessing, il quale nel 2011 perde la propria moglie Ines per un cancro al colon. Un disco che per l’artista vuole essere anche psicologicamente terapeutico, il narrare questa dura sciagura porta anche ad uno sfogo esterno e al non tenersi tutto dentro. “Cruz Quebrada” è suddiviso in due fasi, una “In”, dove accade  il triste evento e le sue conseguenze, ed “Out”, cioè l’uscita per una vita 2.0.
La breve title track è angoscia, caos, sensazione del mondo che ti cade addosso nell’apprendere che  all’ospedale lei è morta. La fase “out” prosegue con “Fish Dissected”, qui l’autore è perduto, confuso e si avvicina alla pazzia. La musica è greve e malinconica, basata soprattutto sui fiati (clarinetto, flauto) e su una ritmica cadenzata e possente. “Where It Hurts Most” e “Shipwreck” hanno un sentore di “The Wall”, non solo per la musica ma anche per il canto. Bello l’intervento del violino di Nuno Flores, energico e stridente, così quello della chitarra elettrica, con questi brani il disco apre le ali. Molto bene i cambi di tempo. Una sorta di Psichedelia “Barrettiana” mista a New Prog e musica classica si accolla tutto il bagaglio musicale di “Whalebone”. L’ascolto prosegue con   il lento incedere del ritmo fra picchi sonori e fraseggi più pacati. La gradevolissima “Thyme” chiude la parte “out”, una mini suite  con tutte le carte in regola per tenere incollato il Prog fans allo stereo. Ma il meglio arriva proprio nel finale, come si dice in gergo dulcis in fundo, la fase “In” è la suite “The River”, monumentale composizione ricca di ogni argomentazione trattata qui e anche in alcuni anni di questo interminabile genere musicale di nome Prog, aggiungendo un pizzico di Beatles.
“Cruz Quebrada” è un album malinconico che comunque apre di tanto in tanto a piccoli spiragli di luce, come dire che la vita va avanti anche in barba alle difficoltà che sembrano spesso insormontabili. Un disco probabilmente terapeutico per Lessing, ma di sicuro qualche giovamento lo si ha anche ascoltandolo da fruitori.

La musica è anche una terapia, personalmente l’ho sempre sostenuto. MS

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