venerdì 20 luglio 2018

Simone Piva & I Viola Velluto


SIMONE PIVA & I VIOLA VELLUTO – Il Bastardo
Music Force / Toks Records
Genere: Rock
Supporto: cd – 2017


Il nome di Simone Piva agli amanti del Rock non dovrebbe suonare nuovo. L’Artista di Udine ha alle spalle una nutrita esperienza oltre che quattro album in studio: “Trattato Postumo Di Una Sbornia” (2009), “Ci Vuole Fegato Per Vivere” (2011), “Polaroid… Di Una Vecchia Modernità” (2013) e “SP&iVV Simone Piva E I Viola Velluto” (2015) raccontano molte storie, rafforzate dalle  prestigiose date live con artisti importanti come Nada, Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti e Morgan.
Con Piva (voce, chitarra) suonano Luca Zuliani (contrabbasso, cori), Alan Liberale (batteria, percussioni), Federico Mansutti (trombe, cori), Francesco Imbraco (tastiere, cori) e Matteo Strazzolini (chitarre). “Il Bastardo” è composto da sette canzoni a partire proprio dalla title track. Duro, ruvido e diretto il Rock di SP&IVV ma molto attento al ritornello, quello che in definitiva è ciò che deve restare nella mente se si vuol cantare e ricordare un brano Rock in senso generale (chi ha detto Vasco Rossi?). Storie di bevute in poco più di due minuti. Sopraggiunge “Hey Frank”, musica Rock sudista come hanno saputo fare i Litfiba con “Lacio Droom”, ma qui in più ci sono le trombe ed è terra di Cowboy, anche se i cinesi…. Ascoltare per capire. Simone Piva racconta storie , lo fa tramite la sua chitarra, è vero, ma la voce graffiante e intensa sa fare ulteriormente il suo gioco. E poi a sorpresa c’è il Reggae, “Hello Madame” si propone come canzone di facile memorizzazione che probabilmente è anche il modo di spezzare l’ascolto e renderlo più fruibile. Importante il supporto delle trombe. Simone Piva stupisce ancora andando a parare nel cantautorato, nuovo stile proposto nel disco, qui dal titolo “Quando Saremo Giovani”. Sembra che l’artista cerchi una vera e propria identità, ma lo stile invece è comune a tutti i generi proposti, a dimostrazione che una base di personalità c’è ed è manifesta.
Torna il West, questa volta “Nord Est”, atmosfere chiare e pacate sopraggiungono con la mandria del bestiame e la diligenza che sembra lasciare dietro un nuvolo di polvere. E poi “Far West”, molto ben arrangiata e toccante, il lato più intimo dell’artista. Il disco chiude con “Noi”, ancora trombe e il supporto dell’ospite Giò con un ritornello ficcante e da tormentone.
Un disco semplice, quando la musica deve farti da compagnia, magari nello stereo dell’auto durante un lungo viaggio, dove il paesaggio che si sussegue velocemente ne è ottima fotografia. MS


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