domenica 15 marzo 2015

Narrow Pass

NARROW PASS – A New Day
Musea Records
Genere: Symphonic Progressive Rock
Supporto: cd – 2014


“Un viaggio interiore ed esteriore... al buio, fuori al freddo. La notte diventa un bozzolo all'interno del quale si può trovare un'alba di rinascita”.
Così ritornano i genovesi Narrow Pass del chitarrista Mauro Montobbio in questa terza testimonianza da studio dopo cinque anni dall’ottimo “In This World And beyond”. Ma quanti artisti validi ci ha dato “Zena”, la città ligure che sin dagli anni ’70 ci ha tempestato di gioielli Progressive Rock e non solo, davvero tantissimi. Quel Progressive che ci ha resi noti in tutto il mondo, un genere che soltanto noi italiani stessi non sappiamo valorizzare al meglio perché affetti dalla malattia esterofila.
Il gruppo oggi è composto oltre che da Montobbio (chitarra e tastiere), da G.B. Bergamo (grand piano, hammond), Luca Grosso (batteria e percussioni), Alessandro Serri (voce, chitarra, basso,oboe e percussioni) e Anna Marra (voce). Con loro partecipano ospiti di eccezione, nomi noti nel campo Prog italiano contemporaneo, come Edmondo Romano (Eris Pluvia, The Ancient Veil, Höstsonaten) al sax e flauto, Fabio Gremo (Daedalus, Il Tempio delle Clessidre) al basso, Elisa Montaldo (Il Tempio delle Clessidre) al piano e Sandro Marinoni (Società Anonima Decotruzionismi Organici) al flauto, ma ciliegine sulla torta già di per se molto farcita sono Cathy O'Gara (voce) e John Hackett (flauto).
Il disco è composto da otto canzoni, ovviamente in perfetto stile Prog, ossia con suite e brani ricchi di cambi di tempo. Con i Narrow Pass si esplorano territori acustici, solari e se vogliamo dare dei punti di riferimento musicali, vicino ai Camel, ai Pink Floyd ai Genesis e ad una fetta di New Prog.
Tuttavia, un buon amante del genere, già viene accalappiato dalla inequivocabile copertina “Prog” ad opera di Carlo Cibrario Sent e Simona Corniola.
La title track “A New Day”, divisa in due parti, si apre con delicatezza ed una chitarra in stile Hackett, l’evolversi poi si sviluppa in crescendo, fra cambi umorali e di stile. Arpeggio di chitarra, flauto ed oboe per la strumentale “The Challenge” con John Hackett, sicuramente una delle canzoni più apprezzabili dell’intero lavoro. Brividi inevitabili, anche durante il solo di piano. In “Fireflies” giunge la soave voce di Anna Marra, ed il pezzo ha un fragrante profumo bucolico di arie Folk. Una ballata soffice. Il ritmo si alza in “Acquiring Wisdom” pur restando in un marcato territorio melodico. Ma tutta la musica dei Narrow Pass gioca sul fattore emotivo e toccante. Giochi elettronici a loop aprono “Metamorphosis”, movimento libero da schemi di sorta, dove la chitarra diventa più Rock e la musica si avvicina al New Prog. Inglese la metrica strutturale di “Flaming Snakes”, affiorano anche i Marillion era Fish anche se solo per alcuni frangenti. Altro strumentale è “Hard Work” e questa volta il pensiero potrebbe tornare a quello stile italico che band come PFM ha reso noto. Il disco si chiude con “Xroads”, sunto di un genere che a mio avviso non finirà mai di emozionare, grazie alla tecnica a disposizione delle buone melodie.
I Narrow Pass sono tornati con eleganza, quasi in punta di piedi, ma la musica proposta pur risultando delicata, è autoritaria, diretta e portatrice di emozioni.
Ora spero soltanto che per ascoltare un altro bel disco della band non devo aspettare altri cinque anni, ma qui subentrate soprattutto voi, dategli una opportunità e non ve ne pentirete. MS


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