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sabato 30 settembre 2023

Oblomov

 
OBLOMOV - Standard Monstre
Micio Poldo Edizioni Musicali
G.T. Music Distribution
Genere: Post Dark / Elettronica
Supporto: EP Digitale – 2023




Il connubio musica e immagine è semplicemente perfetto, le emozioni si elevano alla potenza, specialmente se i suoni sono suggestivi. Non è importante il genere che si suona, spesso gli artisti stessi non vogliono legarsi ad un termine predefinito, preferiscono dire semplicemente “facciamo musica”.  Quest’arte sta vivendo un momento particolare, dove la marea di uscite soffocano quello che magari di buono si cela nel parterre. Così la tecnologia è un arma a doppio taglio, molto semplifica soprattutto a livello di ascolti, ma allo stesso tempo spersonalizza di molto il risultato proposto, oggi generalmente estremamente conformato. Per fortuna non tutti si lasciano travolgere dall’onda della globalizzazione.
Musica e immagine dicevo, un bell’esempio ci arriva proprio dal duo Oblomov, di origini russe (San Pietroburgo) ma oggi residente a Bologna. Ilja Ilic e Zachar si prospettano di mettere in musica i dipinti di Adriano Fida, vincitore dell'Oscar Art Expo 2015. Qui la capacità di adattare i suoni alle opere è sorprendentemente naturale. Il loro primo album s’intitola “Sound Of The Soul”, a seguire l’EP “Multiexit”. Molte le esibizioni live che avvengono con una scenografia alquanto particolare, i musicisti sono seduti in un divano nel salotto mentre cucinano la cena, suonano e mangiano. Alle spalle il Grundnick Retrosound, la rivisitazione televisiva del 1956 che trasmette sempre video e suoni sincronizzati con la musica, oltre che altre assurdità.
Il genere usato per l’intento è un mix fra elettronica e Post Dark, lo stesso per realizzare questo ep video “Standard Monstre”, un viaggio metafisico dove suono e realtà si fondono in un tutt’uno.
Per l’occasione gli Oblomov diventano quartetto, quindi Zachar Ttofimov (basso, chitarre, synth), Ilja Ilic (voce, synth), Andrej Stolz (chitarre) e Maxim Ilizarov (batteria).
“Standard Monstre” è dedicato proprio alla memoria di Adriano Fida, i registi del video sono Giovanni Piretti e Andrea Roversi che, con il montaggio di Simone Frabetti, disegnano la storia come un abito sulle capacità artistiche della guest star Sofia Cardarelli.
L’EP è suddiviso in cinque momenti, “Uh?”,  “La Grande Bouffe”, “Deep Water Reflections”, “Dog Biscuits” e “Relax In Pills”.
Estratti prossimi al genere Progressive derivano dall’incrocio della Psichedelia con le tastiere, ricerca strutturale a tratti complessa, si lega con le melodie comunque sempre attivamente presenti. Aleggiano gli anni ’80 della New Wave, tuttavia non è solo un genere a farsi largo in questa musica da vedere, come ho avuto modo di dire, l’artista non parte con l’intento d’inserirsi in un determinato logo, ma per creare e basta.
Un EP interessante che esula dalla banalità degli ascolti in cui troppo spesso oggi siamo abituati.
Buona visione e buon ascolto. MS




Versione Inglese: 


OBLOMOV - Standard Monstre
Micio Poldo Music Editions
G.T. Music Distribution
Genre: Post Dark / Electronic
Support: Digital EP - 2023


The combination of music and image is simply perfect, emotions rise to power, especially if the sounds are evocative. It is not important what genre you play, often the artists themselves do not want to bind themselves to a predefined term, they prefer to simply say "we make music."  This art is experiencing a peculiar moment, where the flood of releases stifle what is perhaps good in the parterre. Thus technology is a double-edged sword, much simplifying especially at the level of listening, but at the same time greatly depersonalizing the proposed result, now generally extremely conformed. Fortunately, not everyone is being swept away by the wave of globalization.
Music and image I was saying, a fine example comes to us from the very duo Oblomov, of Russian origin (St. Petersburg) but now living in Bologna. Ilja Ilic and Zachar are set to set to music the paintings of Adriano Fida, winner of the 2015 Oscar Art Expo. Here the ability to adapt sounds to the works is surprisingly natural. Their first album is titled "Sound Of The Soul," followed by the EP "Multiexit." Many live performances occur with a rather unusual set design, the musicians are sitting in a couch in the living room while cooking dinner, playing and eating. Behind them is Grundnick Retrosound, the 1956 TV revival that always broadcasts video and sound synchronized with the music, as well as other nonsense.
The genre used for the intent is a mix of electronic and Post Dark, the same to make this video ep "Standard Monstre," a metaphysical journey where sound and reality merge into one.
For the occasion Oblomov becomes a quartet, so Zachar Ttofimov (bass, guitars, synth), Ilja Ilic (vocals, synth), Andrej Stolz (guitars) and Maxim Ilizarov (drums).
"Standard Monstre" is dedicated precisely to the memory of Adriano Fida, the directors of the video are Giovanni Piretti and Andrea Roversi who, with editing by Simone Frabetti, design the story like a dress on the artistic abilities of guest star Sofia Cardarelli.
The EP is divided into five moments, "Uh?", "La Grande Bouffe", "Deep Water Reflections", "Dog Biscuits" and "Relax In Pills".
Extracts close to the Progressive genre derive from the intersection of Psychedelia with keyboards, structural research at times complex, binds with melodies however always actively present. The 1980s New Wave hovers, however, it is not just one genre that makes its way into this music to be seen, as I have had occasion to say, the artist does not set out with the intent to fit into a certain logo, but to just create.
An interesting EP that falls outside the banality of listening in which we are too often accustomed today.
Enjoy and have a good listen. MS

 



domenica 24 settembre 2023

Nine Skies

NINE SKIES -The Lightmaker
Autoproduzione
Genere: Neo Prog
Supporto: cd/digital – 2023




Sarà capitato anche a voi di dire o avere ascoltato la classica frase “Oggi la musica non è più quella di una volta”, un vecchio classico che si tramanda di padre in figlio da sempre. Questa cosa personalmente mi fa sorridere, perché la buona musica è sempre esistita in ogni momento dell’esistenza umana, piuttosto per pigrizia e reminiscenza giovanile, siamo noi che restiamo relegati alla musica che ci ricorda il periodo migliore della nostra vita.
La tecnologia poi ha reso la ricerca della buona musica ancora più complessa, in quanto le uscite settimanali sono davvero troppe rispetto a decenni fa, obnubilando anche il buon materiale che invece esiste sempre.
Il mondo del Progressive Rock è davvero sconfinato al riguardo e ricco di numerose sorprese, un evolvere il genere continuo che apporta freschezza oltre che a nuove emozioni. La difficoltà risiede nel trovare in mezzo a milioni di uscite, questo qualcosa di nuovo che possa soddisfare le nostre esigenze, qui subentra il lavoro di un recensore che ascolta materiale il più possibile per chi si vuole informare. Internet aiuta molto per la distribuzione e l’informazione, resta tuttavia un’arma a doppio taglio che meriterebbe un articolo da procrastinare a parte per spiegarne approfonditamente le duplici capacità.
Una bella sorpresa sonora oggi proviene da Nizza, i Nine Skies, che poi tanto più sorpresa non è, visto che sono giunti al quarto album e anche personalmente ne ho già parlato in questa sede. Propongono un Neo Prog ricco di soluzioni non sempre stereotipate, questo soprattutto grazie alla cultura musicale dei singoli componenti che oggi sono formati da Anne-Claire Rallo (tastiere), Alexandre Lamia (chitarra e pianoforte), David Darnaud (chitarra), Alexis Bietti (basso) e Johnny Marter (batteria).
Il nuovo disco s’intitola “The Lightmaker” e giunge purtroppo dopo la prematura scomparsa dell’anno scorso di Eric Bouillette, marito della leader Anne-Claire Rallo per cancro. Le atmosfere sonore dedicate a lui sono inevitabilmente contemplative e toccanti, in un concept meditabondo riguardante l'introspezione umana incentrata sulle reincarnazioni del personaggio Rudy.
Otto tracce che prendono forma dall’introduttivo “An Fanai”, pezzo spazzato dal vento su un bel giro d’accordi di chitarra. La lista di partecipanti è arricchita dalla presenza di alcuni musicisti famosi nell’ambito progressivo, in “The Explorer” troviamo il tastierista e cantante della Steve Rothery Band, Riccardo Romano. La voce pacata e ricercata narra la storia del personaggio intento nel viaggio attraverso la sua transitoria esistenza di esploratore, un frangente riflessivo a ricordare le precedenti vite. Inevitabili gli accostamenti con il gruppo Marillion.
In “The Dreamer” invece il canto è affidato a Martin Wilson (The Room), gli arrangiamenti prendono una forma più consistente grazie all’uso degli archi. Lo stile diventa dinamico ed elettrico come gli inglesi Arena spesso hanno saputo realizzare. Altri cantanti rendono il pezzo ancora più interessante con dialoghi recitati da Laura Piazzai (anche Clive Nolan) e Arnaud Quevado.
E a proposito di grandi nomi in “The Lost” troviamo quello di Kristoffer Gildenlöw, bassista dei Pain Of Salvation. Il movimento è minaccioso, oscuro e inquietante, ma le sorprese non finiscono qui, come nei fuochi d’artificio il meglio giunge nel finale, due mini suite intitolate “The Haunted” e “The Architect” lasciano l’ascoltatore saziato da un’overdose di emozioni sonore. La musica diventa dunque sempre più articolata, impreziosita ulteriormente dalla qualità ritmica di Marco Minnemann, altro maestro del campo. E a proposito di Arena, da godere a pieno gli interventi chitarristici di John Mitchell. In “The Haunted” aleggia lo spirito di Eric Bouillette, incastonato nell’eternità esistenziale.
In conclusione, “The Lightmaker” dei francesi Nine Skies va inevitabilmente sul podio delle nuove realizzazioni dell’anno corrente, almeno per quello che riguarda il mio gusto personale, si trova come minimo al terzo posto di gradimento, un disco curato nei particolari, ben eseguito con melodie gradevoli alternate con altrettanti assolo strumentali. Si, la buona musica esiste sempre, cerchiamo di aprire la mente e di uscire da questa bolla temporale creata dai nostri limitati ricordi. “The Lightmaker” è semplicemente da possedere! MS





Versione Inglese:


NINE SKIES -The Lightmaker
Self-production
Genre: Neo Prog
Support: cd/digital - 2023


It must have happened to you too to say or have heard the classic phrase "Today's music is not what it used to be," an old classic that has been handed down from father to son since time immemorial. This personally makes me smile, because good music has always existed in every moment of human existence, rather out of laziness and youthful reminiscence, it is we who remain relegated to the music that reminds us of the best period of our lives.
Technology then has made the search for good music even more complex, as there are far too many weekly releases compared to decades ago, obnubilating even the good material that always exists instead.
The world of Progressive Rock is truly boundless in this regard and full of numerous surprises, a continuous evolving of the genre that brings freshness as well as new excitement. The difficulty lies in finding in the midst of millions of releases, this something new that can satisfy our needs, here takes over the work of a reviewer who listens to material as much as possible for those who want to be informed. The Internet helps a great deal for distribution and information, however, it remains a double-edged sword that would deserve a separate procrastination article to explain its dual capabilities in depth.
A nice sonic surprise today comes from Nice, the Nine SkIes, which then are not so much more of a surprise, since they have reached their fourth album and also personally I have already talked about them here. They offer a Neo Prog full of solutions that are not always stereotyped, this is mainly thanks to the musical culture of the individual members who now consist of Anne-Claire Rallo (keyboards), Alexandre Lamia (guitar and piano), David Darnaud (guitar), Alexis Bietti (bass) and Johnny Marter (drums).
The new record is titled "The Lightmaker" and comes sadly after the untimely death last year of Eric Bouillette, husband of leader Anne-Claire Rallo from cancer. The sound atmospheres dedicated to him are inevitably contemplative and touching, in a brooding concept concerning human introspection centered on the reincarnations of the character Rudy.
Eight tracks that take shape from the introductory "An Fanai," a wind-swept piece over a beautiful guitar chord loop. The list of participants is enriched by the presence of some famous musicians in the progressive sphere, in "The Explorer" we find the keyboardist and singer of the Steve Rothery Band, Riccardo Romano. The quiet, searching voice tells the story of the character intent on the journey through his transitory existence as an explorer, a reflective juncture reminiscent of previous lives. Inevitable are the juxtapositions with the band Marillion.
In "The Dreamer," on the other hand, the singing is done by Martin Wilson (The Room), and the arrangements take a more consistent form through the use of strings. The style becomes as dynamic and electric as the British Arena often achieved. Other singers make the piece even more interesting with dialogue recited by Laura Piazzai (also Clive Nolan) and Arnaud Quevado.
And speaking of big names in "The Lost" we find that of Kristoffer Gildenlöw, bassist of Pain Of Salvation. The movement is ominous, dark and disturbing, but the surprises do not end there, as in fireworks the best comes in the finale, two mini suites entitled "The Haunted" and "The Architect" leave the listener satiated by an 'overdose of sound emotions. The music then becomes increasingly articulate, further enhanced by the rhythmic quality of Marco Minnemann, another master of the field.
And speaking of Arena, John Mitchell's guitar interventions are to be thoroughly enjoyed. In "The Haunted" hovers the spirit of Eric Bouillette, embedded in existential eternity.
In conclusion, "The Lightmaker" by France's Nine SkIes inevitably goes on the podium of the current year's new achievements, at least as far as my personal taste is concerned it ranks at least third in liking, a record with attention to detail, well executed with pleasing melodies alternating with as many instrumental solos. Yes, good music always exists, let us try to open our minds and get out of this time bubble created by our limited memories. "The Lightmaker" is simply to be owned! MS








sabato 23 settembre 2023

Bruce Soord

BRUCE SOORD – Luminescence
KScope
Genere: Progressive Rock – Indie – Acustico
Supporto: cd – 2023




Il chitarrista e cantante dei The Pineapple Thief, Bruce Soord, ha una vita artistica parallela a quella dello Steven Wilson più intimistico. Ultimamente ha condiviso nella sua band anche il batterista Gavin Harrison, il che la dice lunga sulla qualità della musica proposta. La sterminata discografia dei The Pineapple Thief ci racconta la vena compositiva del musicista, sempre molto ispirata e ricercata. Nel tempo la sua musica giunge ad una svolta altamente malinconica nel 2006, il suo primo figlio Felix nasce prematuro e dopo cinque giorni di vita, muore. Questo episodio cambia la visione dell’artista nei confronti della vita, di conseguenza la musica.
“Luminescence” è il terzo album da solista, prettamente acustico, la chitarra è protagonista nel disegnare armonie tristi pur sempre gradevoli. Leggerezza, riflessione, essenzialità, questi sembrano essere gli aggettivi cardini della musica di Soord la quale palesa sempre una cura per la registrazione altamente professionale, altro punto d’incontro con Steven Wilson.
Gli argomenti trattati nelle dodici canzoni registrate per la durata di quaranta minuti, colgono la scena quotidiana, a partire dalle esperienze live all'impossibilità di trovare un punto di fusione con lo stress della vita odierna. L’autore sembra essere una vera anima in pena, c’è molta inquietudine, e tutto questo si ripercuote nella chitarra, sfiorata, accarezzata, quasi non avesse l’intenzione di disturbare con picchi sonori.
Ottimi gli arrangiamenti, ci sono anche accompagnamenti d'archi, con il contributo del membro dei The Divine Comedy, Andrew Skeet.
Non mancano neppure inserimenti elettronici, mentre la voce sempre pacata di Soord lega il tutto in maniera indissolubile.
Uno dei brani che ho maggiormente apprezzato è “Day Of All Days”, anche lui di Wilsoniana memoria, ma anche “Olomouc” con i suddetti archi.
Il canovaccio segue imperterrito senza mutare di molto, in fondo l’anima sensibile dell’artista oggi è questa e non me ne dolgo più di tanto. I pezzi scelti come lancio del disco sono “Dear Life” e “Nestle In”, entrambi gradevoli seppur privi di assoli strumentali in crescendo, questo è un poco quello che manca all’intero disco che tuttavia si lascia apprezzare per la qualità generale.
Bruce Soord ci accarezza l’anima, in punta di piedi, una gentilezza sonora che di questi tempi risulta essere più una mosca bianca che altro. Io apprezzo. MS




Versione Inglese:


BRUCE SOORD - Luminescence
KScope
Genre: Progressive Rock - Indie - Acoustic
Support: cd - 2023


The Pineapple Thief's guitarist and vocalist Bruce Soord has an artistic life parallel to that of the more intimate Steven Wilson. Lately he has also shared drummer Gavin Harrison in his band, which says a lot about the quality of the music on offer. The Pineapple Thief's endless discography tells us about the compositional vein of the musician, always very inspired and searching. Over time his music comes to a highly melancholic turn in 2006, his first child Felix is born prematurely and after five days of life, dies. This episode changes the artist's outlook on life, consequently the music.
"Luminescence" is the third solo album, purely acoustic, the guitar takes the lead in drawing sad yet still pleasant harmonies. Lightness, reflection, essentiality, these seem to be the pivotal adjectives of Soord's music, which always manifests a highly professional care for recording, another meeting point with Steven Wilson.
The topics covered in the twelve songs recorded for the duration of forty minutes, capture the everyday scene, from live experiences to the impossibility of finding a melting point with the stresses of today's life. The author seems to be a real soul in pain, there is a lot of restlessness, and all this is reflected in the guitar, brushed, caressed, as if he did not intend to disturb with sonic peaks.
The arrangements are excellent; there are also string accompaniments, with contributions from The Divine Comedy member Andrew Skeet.
There is no shortage of electronic insertions either, while Soord's ever-quiet vocals tie the whole thing together inextricably.
One of the tracks I enjoyed most is "Day Of All Days," also of Wilsonian memory, but also "Olomouc" with the aforementioned strings.
The plot follows undaunted without changing much, after all, this is the sensitive soul of the artist today and I don't regret it too much. The songs chosen as the album's launch are "Dear Life" and "Nestle In," both of which are pleasant if lacking in instrumental solos on the crescendo, this is a little what the whole record lacks, which nonetheless lets itself be appreciated for its overall quality.
Bruce Soord caresses our souls, on tiptoe, a sonic gentleness that turns out to be more of a white fly these days than anything else. I appreciate. MS





giovedì 21 settembre 2023

Magia Nera

MAGIA NERA – Vlad
Anima Nera Production
Genere: Cantautore – Rock Progressive
Supporto: Cd - Last.fm – 2023




I musicisti che provengono dai lontani anni ’60 hanno un amore incredibile per la musica Rock, un attenzione per le melodie accurata e tanto bagaglio culturale al riguardo davvero invidiabile. Spesso ci siamo imbattuti in lavori unici, gruppi da un disco e via, ma tutti con l’intenta volontà di dire qualcosa di esclusivo e personale al riguardo. In quegli anni l’individuo è stato al centro dell’interesse, così la volontà di emergere per quello che si è, non per piacere agli altri.
Una storia al riguardo proviene da La Spezia, con i Magia Nera. La band verso la fine degli anni ’60 si chiamava Nuova Esperienza, soltanto nel 1969 decisero di cambiare il nome per dedicarsi ad un Hard Rock di voga in stile Black Sabbath, Uriah Heep e Deep Purple. Purtroppo non registrarono nulla di ufficiale, malgrado avessero un contratto con l’etichetta Magma Records, soltanto date live compresi festival come il Free Festival Pop di Bottagna. I Magia Nera si sciolgono per poi ritornare quarant’anni dopo in formazione quasi ufficiale sull’onda del rientro del genere. Nel 2017 la band del leader  Bruno Cencetti (voce e chitarra) esordisce ufficialmente con “L’Ultima Danza Di Ophelia” (Akarma Records) per poi replicare nel 2020 con l’ottimo “Montecristo” (Ma. Ra. Cash. Records), concept ispirato dal romanzo di Alexandre Dumas.
Cencetti ha una voce unica, calda, profonda, graffiante e il chitarrista la sa adoperare alla perfezione per immergere l’ascoltatore nel concept attraverso enfasi e tratti quasi recitati. Per la scena italica è un caso più unico che raro.
Oggi sotto il mirino dei Magia Nera ricade un altro famoso romanzo, Dracula scritto dall'irlandese Bram Stoker nel 1897, nel disco intitolato “Vlad”. Inutile descrivere le vicissitudini del conte impalatore, oramai trattate in lungo ed in largo su serie tv, film, dischi etc, perfino la rinomata Premiata Forneria Marconi ne fece album nel 2005.
La storia è dunque struggente e necessita di un Rock relativo alle ambientazioni e qui la band composta oggi da Bruno Cencetti, Alfredo Peghini (basso), Alvaro Lazzini (batteria), e Luca Tommasi (tastiere), mette a disposizione tutta l’annosa esperienza per raggiungere un obbiettivo quantomeno intrigante.
Tratti dell’ascolto li ho affrontati ad occhi chiusi, le atmosfere create dalla chitarra di Cencetti e la suddetta voce, mi ha accalappiato dentro come nell’iniziale “La Protogenesi”, passaggio nel cantautorato passato e di classe, territorio per solo pochi addetti.
Il Rock si manifesta a partire da “Vlad Il Condottiero”, un tuffo nel vintage grazie soprattutto alle tastiere Hammond di Tommasi, un transito nel mondo dei Moody Blues, ma quando la chitarra elettrica si lancia nell’assolo, il piacere è totale. Un perfetto mix fra Prog e Rock. Un ululato immerge l’ascoltatore nelle atmosfere cupe di “Ali Nel Buio” dove il protagonista è in cerca di sangue, i ritmi cambiano e si adoperano a seconda dei testi. Un iniziale passaggio nella musica etnica, anche se di schiaffo, lo si ha attraverso “Dolce Sentire”, brano Hard Rock nel proseguo, orecchiabile e trascinante, immaginate con la fantasia di ascoltare i Nomadi intenti a suonare Hard Rock. La band espone la muscolatura di cui è composta nel pezzo “Amore Di Una Notte”, alternando momenti pacati ad altri infuocati. Qui la chicca sonora proviene dal pianoforte e voce. Incedere “Carmina Burana” di Carl Orff  in “Freddo Sacello” e la canzone si mixa in un Rock Progressivo graffiante, orecchiabile e ancora una volta impreziosito da un bel solo di chitarra e tastiera.
“Frassino Nel Cuore” oltre che il titolo del penultimo brano è anche la soluzione definitiva contro il buon vecchio vampiro, qui ritorna il cantautorato. “Atto Finale” è una piccola opera Rock che da sola vale l’acquisto del disco.
“Vlad” è un disco da non lasciarsi scappare, soprattutto se si è amanti della musica vintage, oggi è sempre un piacere ascoltarla visto che siamo immersi in un mondo di sporcizia sonora. Immaginate di aprire le finestre in una stanza dall'aria consumata. MS





Versione Inglese:


MAGIA NERA - Vlad
Anima Nera Production
Genre: Songwriter - Progressive Rock
Support: Cd - Last.fm - 2023


Musicians from back in the 60's have an incredible love for Rock music, an attention to accurate melodies and a lot of cultural baggage about it that is truly enviable. We often came across one-off works, one-disc bands, but all with the intent to say something exclusive and personal about it. In those years the individual was the focus of interest, so was the will to stand out for who one is, not to please others.
One story in this regard comes from La Spezia, with Magia Nera. The band in the late 1960s was called New Experience, only in 1969 did they decide to change the name to focus on vogue Hard Rock in the style of Black Sabbath, Uriah Heep and Deep Purple. Unfortunately they did not record anything official, despite having a contract with the Magma Records label, only live dates including festivals such as the Free Festival Pop in Bottagna.
Magia Nera disbanded only to return forty years later in almost official formation on the wave of the genre's comeback. In 2017 the band of leader Bruno Cencetti (vocals and guitar) made its official debut with "L'Ultima Danza Di Ophelia" (Akarma Records) and then replicated in 2020 with the excellent "Montecristo" (Ma. Ra. Cash. Records), a concept inspired by the novel by Alexandre Dumas.
Cencetti has a unique, warm, deep, scratchy voice, and the guitarist knows how to use it to perfection to immerse the listener in the concept through emphasis and almost recited stretches. For the Italic scene this is more unique than rare.
Today under the sights of Magia Nera falls another famous novel, Dracula written by Irishman Bram Stoker in 1897, in the album entitled "Vlad." Needless to describe the vicissitudes of the impaling count, by now covered far and wide on TV series, movies, records etc, even the renowned Premiata Forneria Marconi made an album of it in 2005.
The story is therefore poignant and in need of a Rock relative to the settings, and here the band composed today of Bruno Cencetti, Alfredo Peghini (bass), Alvaro Lazzini (drums), and Luca Tommasi (keyboards), puts all the years of experience at their disposal to achieve a goal that is at least intriguing.
Portions of the listening I tackled them with my eyes closed, the atmospheres created by Cencetti's guitar and the aforementioned voice, captivated me inside as in the opening "La Protogenesi," a passage into the past and classy songwriting, territory for only a few insiders.
Rock manifests itself starting with "Vlad The Condottiero," a dip into vintage thanks mainly to Tommasi's Hammond keyboards, a transit into the world of the Moody Blues, but when the electric guitar launches into the solo, the pleasure is total. A perfect mix of Prog and Rock. A howl plunges the listener into the gloomy atmospheres of "Wings In The Dark," where the protagonist is out for blood, the rhythms change and operate according to the lyrics. An initial transition into ethnic music, albeit slapstick, is had through "Dolce Sentire," a Hard Rock song in the continuation, catchy and dragging, imagine with your imagination listening to Nomads intent on playing Hard Rock. The band exposes their musculature in the song "Amore Di Una Notte," alternating between quiet and fiery moments. . Here the sonic treat comes from piano and vocals. Incedere Carl Orff's "Carmina Burana" in "Freddo Sacello" and the song mixes into scratchy, catchy Progressive Rock and once again embellished with a nice guitar and keyboard solo.
"Frassino Nel Cuore" as well as the title of the penultimate track is also the ultimate solution against good old Vampire, here the songwriting returns. "Atto Finale" is a little Rock opera that alone is worth the purchase of the record.
"Vlad" is a record not to be missed, especially if you are a lover of vintage music, nowadays it is always a pleasure to listen to it since we are immersed in a world of sonic filth. Imagine opening the windows in a room with worn air. MS






sabato 16 settembre 2023

Il Segno Del Comando

IL SEGNO DEL COMANDO - Il Domenicano Bianco
Black Widow Records / Nadir Music
Genere: Dark Progressive Rock
Supporto: cd – lp – digital




L’amore che s’adopera nel realizzare un obbiettivo artistico è direttamente proporzionale alla riuscita dello stesso, narrava il sommo poeta: “L'amor che move il sole e l'altre stelle”. In Italia esistono casi in cui nella musica la sinergia fra la label e l’artista sono perfettamente sincronizzati, il tutto non soltanto per il rispetto dell’acquirente che si trova nelle mani un prodotto curato nei particolari, a partire dall’artwork sino alla registrazione, ma soprattutto per amor proprio. La musica è l’obbiettivo prestabilito, è lei la vera protagonista che riesce nell’emozionare e accomunare persone in un unico luogo, quello etereo della mente.
Avere oggi la cultura di ascoltare un disco (e non sentire) così come leggere un libro, è un dono quasi più unico che raro, relegato ai pochi fortunati che riescono a ritagliarsi un lasso di tempo da dedicare con attenzione a questa musa.
Soltanto così si riesce ad apprezzare a pieno un prodotto artistico.
Il Rock ha numerose strade, inutile in questa sede elencarle tutte, per questo ci sono i motori di ricerca, una di queste è il Progressive Rock che superficialmente oggi (a detta di molti) viene classificato come genere in fin di vita. Una branca proviene anche dal Doom e il Dark, qui Antonio Bartoccetti (Antonius Rex) ha ricercato sin dai lontani anni ’60. Questo stile non ha molti seguaci, ma come spesso si dice, pochi ma buoni oltre che affamati di questa musa. La genovese Black Widow è una casa discografica ancora di salvezza, da sempre punto di riferimento del caso in questione, produttrice di una nutrita squadra di band dedite a queste sonorità oscure ma sempre ricercate.
Una delle band a cui giustamente tiene molto è Il Segno Del Comando. Il nome prende spunto dal famoso romanzo di Giuseppe D'Agata negli anni ’70, di cui venne registrata anche una piccola serie tv. Diego Banchero (basso) e Renato “Marcy” Carpaneto (voce) sono gli ideatori di questo progetto nato nel lontano 1995.
Atmosfere gotiche disegnano disperazione, dramma, incubi, il tutto sotto una musica tuttavia semplice da ricordare e mai persa in inutili orpelli.
“Il Domenicano Bianco” è il sesto disco in studio formato da otto canzoni in cui suonano Riccardo Morello (voce, tastiere), Davide Bruzzi (chitarre, tastiere), Roberto Lucanato (chitarre), Beppi Menozzi (tastiere), Diego Banchero (basso) e Fernando Cherchi (batteria). L’album chiude una trilogia iniziata con “Der Golem” (2002 – Black Widow Records) e proseguita con “Il Volto Verde” (2013 – Black Widow Records) ispirata dai romanzi di Gustav Meyrink.
“Il Libro Color Cinabro” è l’intro strumentale che addentra l’ascoltatore nel mondo dark de Il Segno Del Comando, composto da un suono di organo impegnato in una nenia sonora rafforzata da sinfonia e ritmo cadenzato davvero d’effetto. “La Bianca Strada” è un brano crepuscolare dove la band dimostra la crescita artistica nel songwriting, qui Morello interpreta il brano senza forzature alternandosi agli assolo strumentali di ottima fattura. Molto materiale anche per il Prog fans di vecchia data.
La title track si apre con tastiere e un sottofondo di carillon dal profumo ottocentesco, quando poi sopraggiungono le strumentazioni, l’enfasi si fa spazio prepotentemente. “Ofelia” è una sorta di ballata malinconica carica di patos. Criptica “La Testa Di Medusa” , assolo d’organo maestoso perfettamente incastonato fra un brano e l’altro. Sopraggiunge “Il Dissolvimento Del Corpo Con La Spada”, brano strumentale più lungo dell’album grazie ai quasi nove minuti di durata, qui la band mette in tavola molte delle carte a disposizione. Le tastiere ricoprono un ruolo importante su una ritmica sempre pulita, ma è la chitarra elettrica che fende colpi al cuore, tecnica e melodia a braccetto. E’ il pezzo che ho apprezzato maggiormente perché qui la band si lancia senza freni.
“Missa Negra” ha un incedere in stile Goblin, un velo nero cala nella mente. La chiusura è affidata a “Solitudine”, fotografia della sensazione affidata agli arpeggi di basso. Banchero è molto ispirato e “Il Domenicano Bianco” è un piccolo gioiellino sonoro che a mio modo di vedere, piacerà anche ad un pubblico più vasto, non soltanto all’amante del gotico e del Dark.
Il succitato rispetto per l’acquirente è rafforzato da un edizione limitata in boxset curata in ogni particolare, questo è l’amore per la musica, altro che file… MS






Versione Inglese:


IL SEGNO DEL COMANDO – Il Domenicano Bianco
Black Widow Records / Nadir Music
Genre: Dark Progressive Rock
Support: cd - lp - digital


The love that goes into the realization of an artistic goal is directly proportional to the success of the same, narrated the supreme poet: "L'amor che move il sole e l'altre stelle". In Italy, there are cases where in music the synergy between the label and the artist are perfectly synchronized, all not only for the respect of the buyer who finds in his hands a product with attention to detail, starting from the artwork up to the recording, but above all for his own sake. Music is the predetermined goal, she is the real protagonist who succeeds in moving and uniting people in one place, the ethereal place of the mind.
To have today the culture of listening to a record (and not hearing) as well as reading a book, is a gift almost more unique than rare, relegated to the lucky few who manage to carve out a time frame to devote carefully to this muse.
Only in this way can one fully appreciate an artistic product.
Rock has numerous paths, useless here to list them all, for that there are search engines, one of them is Progressive Rock which superficially today (according to many) is classified as a dying genre. A branch also comes from Doom and Dark, here Antonio Bartoccetti (Antonius Rex) has been researching since the distant 1960s. This style does not have many followers, but as is often said, few but good as well as hungry for this muse. Genoa-based Black Widow is a lifeline record company that has always been a reference point for the case in point, producing a large team of bands devoted to these obscure but always sought-after sounds.
One of the bands it rightly cherishes is The Sign Of Command. The name is taken from the famous novel by Giuseppe D'Agata in the 1970s, of which a small TV series was also recorded. Diego Banchero (bass) and Renato "Marcy" Carpaneto (vocals) are the creators of this project born back in 1995.
Gothic atmospheres draw despair, drama, nightmares, all under music that is nevertheless simple to remember and never lost in unnecessary trappings.
"The White Dominican" is the sixth studio album consisting of eight songs featuring Riccardo Morello (vocals, keyboards), Davide Bruzzi (guitars, keyboards), Roberto Lucanato (guitars), Beppi Menozzi (keyboards), Diego Banchero (bass) and Fernando Cherchi (drums). The album closes a trilogy that began with "Der Golem" (2002 - Black Widow Records) and continued with "The Green Face" (2013 - Black Widow Records) inspired by Gustav Meyrink's novels.
"The Cinnabar-Colored Book" is the instrumental intro that enters the listener into the dark world of The Sign Of Command, consisting of an organ sound engaged in a sonic dirge reinforced by symphony and cadenced rhythm that is truly impressive. "La Bianca Strada" is a twilight track where the band demonstrates artistic growth in songwriting, here Morello interprets the song without forcing himself by alternating with beautifully crafted instrumental solos. Lots of material for longtime Prog fans as well.
The title track opens with keyboards and a nineteenth-century-scented background of music boxes; when the instrumentation then overtakes, the emphasis comes overpoweringly. "Ophelia" is a kind of melancholy ballad charged with pathos. Cryptic "La Testa Di Medusa" , majestic organ solo perfectly sandwiched between tracks. Over comes "The Dissolution Of The Body With The Sword," the longest instrumental track on the album thanks to its nearly nine-minute duration, here the band brings many of the cards on the table. Keyboards play an important role over a consistently clean rhythmic beat, but it is the electric guitar that slices blows to the heart, technique and melody going hand in hand. It is the piece I enjoyed the most because here the band launches itself unabashedly.
"Missa Negra" has a Goblin-esque pacing, a black veil descends in the mind. Closing is "Solitude," a photograph of the feeling entrusted to bass arpeggios. Banchero is very inspired, and "The White Dominican" is a little sonic gem that in my view will appeal to a wider audience, not just the lover of Gothic and Dark.
The aforementioned respect for the purchaser is reinforced by a limited edition boxset edited in every detail, this is the love of music, other than files... MS







mercoledì 13 settembre 2023

Aether

AETHER – Aether
Overdub Recordings
Genere: Rock Progressive – Jazz – Ambient
Supporto: cd – 2023




Il Jazz dalla sua nascita, riconducibile agli inizi del ventesimo secolo, ha condotto la musica a intraprendere numerose strade. Nel tempo si è saputo modificare, reinventare e oltretutto ha influenzato una numerosa lista di generi sonori, basti pensare che negli anni ’50 si sia dovuto necessariamente attribuire il termine “Progressive” al suo fianco, proprio per identificare una musica in evoluzione. L’aggettivo poi negli anni ’70 sarà accostato al Rock. Lo ritroviamo ancora oggi a fianco dello stesso, per gruppi come Perigeo, Arti & Mestieri, Bella Band, Agorà etc. per fare alcuni nomi italiani.
Il progetto milanese Aether (da non confondere con quello polacco di Death Metal o brasiliano sempre dedito al Progressive Rock) nasce alla fine del 2021, ed esordisce con l’album omonimo anticipato dall’uscita dei due singoli “Preassure” e “Crimson Fondant”. Una musica che unisce molti stili e colori, le ritmiche ricercate rimandano al Progressive Rock soprattutto dei King Crimson, con base Jazz e Ambient. Autori di questo esordio così ricco di attese sono Andrea Ferrari (chitarra e tastiere), Andrea Grumelli (basso, chapman stick), Andrea Serino (Fender Rhodes e tastiere) e Matteo Ravelli (batteria ed elettronica). Ho già avuto modo in passato di apprezzare Grumelli nel progetto sperimentale NichelOdeon di Claudio Milano.
Il nome Aether si sposa bene alla causa musicale, l’etere è colui che aleggia nello spazio e unisce i quattro elementi di base, il fuoco, la terra, l’acqua e l’aria, se vogliamo approfondire, potrebbe essere anche un’antica sostanza anestetica. L’insieme di questi fattori fotografa a pieno la musica contenuta in questo debutto composto di undici brani. Il cd è contenuto in un packaging cartonato.
La preparazione tecnica degli elementi si manifesta immediatamente nelle dinamiche di “Echo Chamber”, dove il Jazz caldo e soffuso incontra il suono nervoso della chitarra in stile Robert Fripp.
Con “Radiance” le atmosfere si addolciscono in una carezza sonora su base arpeggiata di chitarra e un ottimo assolo di Fender Rhodes. Un ascolto da intraprendere a occhi chiusi avanti ad un buon impianto stereo, grazie alla buona qualità sonora delle registrazioni effettuate presso Il Guscio Recording Studios, Caminett Studio, XLR Studio e mixato nei Distant Zombie Warning nell’estate del 2022. La chitarra di Andrea Ferrari in “Thin Air” sonda un terreno vintage, dove negli anni ’70 i Genesis hanno costruito una mirabile carriera, un gran bel ascoltare. “Gray Halo” in due minuti e mezzo immerge l’ascoltatore in un suono di chitarra fluido, dove il musicista sembra ragionare su ogni nota scaturita con grande sentimento. Ed è la volta del singolo “Preassure”, questo è il brano che rappresenta al meglio il concetto della band, ossia la pressione dell’etere che influenza il movimento dei corpi, ispirato dalle teorie di Jacques Bernoulli della fine 1600. Qui tanto Jazz ma anche molto Progressive Rock che avvicinerei anche alla Scuola di Canterbury. Fra i brani che ho apprezzato di più, c’è “A Gasp Of Wind”, lieve e malinconico come certo Prog nordico ci ha insegnato, ottima vetrina per le qualità balistiche dei musicisti.
L’Ambient così come la succitata ricerca strutturale dei brani, si manifesta nei suoni di “The Shores Of Bolinas”, un contatto con l’etere espressamente tangibile. In un periodo dove la tecnologia e nella fattispecie il computer spopola nella musica, il progetto Aether scommette sull’uomo e lo fa con passione, il risultato è creativo, oltre che congegnato attraverso il calore umano.
Questo esordio strumentale pone ancora una volta sotto i riflettori, la qualità delle band italiane del settore, seconde a nessuno. Qui c’è della sinestesia, almeno io ne colgo i colori associandoli alle note mai banali e ricercate. Un disco sopra le righe da possedere senza ombra di dubbio. MS

 
Contatti: www.instagram.com/aether.band.italy/ 



Ascolto: https://aether5.bandcamp.com/album/aether

Versione inglese:


AETHER - Aether
Overdub Recordings
Genre: Progressive Rock - Jazz - Ambient
Support: cd - 2023


Jazz since its birth, which can be traced back to the early 20th century, has led music down numerous paths. Over time it has been able to modify, reinvent and moreover has influenced a numerous list of sound genres, suffice it to say that in the 1950s the term "Progressive" necessarily had to be attributed alongside it, precisely to identify an evolving music. The adjective then in the 1970s would be juxtaposed with Rock. We still find it alongside it today, for groups such as Perigeo, Arti & Mestieri, Bella Band, Agorà etc. to name a few Italian names.
The Milanese project Aether (not to be confused with the Polish Death Metal or Brazilian one always devoted to Progressive Rock) was born in late 2021, and debuted with the self-titled album anticipated by the release of the two singles "Preassure" and "Crimson Fondant." A music that combines many styles and colors, the refined rhythms refer to Progressive Rock especially of King Crimson, with Jazz and Ambient base. Authors of this debut so full of expectations are Andrea Ferrari (guitar and keyboards), Andrea Grumelli (bass, chapman stick), Andrea Serino (Fender Rhodes and keyboards) and Matteo Ravelli (drums and electronics). I have previously enjoyed Grumelli in Claudio Milano's experimental project NichelOdeon.
The name Aether goes well with the musical cause; Aether is the one who hovers in space and unites the four basic elements, fire, earth, water and air; if we want to go deeper, it could also be an ancient anesthetic substance.
The combination of these factors fully photographs the music contained in this debut consisting of eleven tracks. The CD is contained in hardback packaging.
The technical preparation of the elements is immediately apparent in the dynamics of "Echo Chamber," where warm, muted jazz meets nervous Robert Fripp-style guitar playing.
With "Radiance," the atmospheres soften into a sonic caress on an arpeggiated guitar base and an excellent Fender Rhodes solo. A listen to be undertaken with eyes closed ahead of a good stereo system, thanks to the good sound quality of the recordings made at Il Guscio Recording Studios, Caminett Studio, XLR Studio and mixed at Distant Zombie Warning in the summer of 2022. Andrea Ferrari's guitar on "Thin Air" probes vintage terrain where Genesis built an admirable career in the 1970s, a great listen. "Gray Halo" in two and a half minutes immerses the listener in a fluid guitar sound, where the musician seems to reason over every note sprung with great feeling.
And it's the turn of the single "Preassure," this is the song that best represents the band's concept, which is ether pressure affecting the movement of bodies, inspired by Jacques Bernoulli's theories of the late 1600s. A lot of Jazz here but also a lot of Progressive Rock that I would also bring closer to the Canterbury School. Among the tracks I enjoyed most is "A Gasp Of Wind," light and melancholy as certain Nordic Prog has taught us, an excellent showcase for the ballistic qualities of the musicians.
The Ambient as well as the aforementioned structural research of the songs manifests itself in the sounds of "The Shores Of Bolinas," an expressly tangible contact with the ether. In a time where technology and in this case the computer is depopulated in music, the Aether project bets on man and does so with passion, the result is creative as well as contrived through human warmth.
This instrumental debut once again puts in the spotlight, the quality of Italian bands in the field, second to none. There is synesthesia here, at least I catch the colors by associating them with the never trivial and researched notes. An over-the-top record to own without a shadow of a doubt. MS
 
Contact: www.instagram.com/aether.band.italy/


Listening:  https://aether5.bandcamp.com/album/aether

venerdì 8 settembre 2023

LOIDA LIUZZI BAND e SOUNDSICK live a Fabriano

 LOIDA LIUZZI BAND e SOUNDSICK live a Fabriano



Venerdì 15 settembre alle ore 21.00 al Teatro Don Bosco di Fabriano un evento eccezionale: Il concerto italiano della giovane talentuosa chitarrista Paraguayana LOIDA LIUZZI, impegnata in una delle poche date italiane. Con lei ospite la cantante FRANCESCA LUNA. Nell’occasione l’artista registrerà live il concerto sia video che audio per il suo prossimo disco. Live a Fabriano!

L’evento sarà aperto dalla band fabrianese SOUNDSICK.  Musica Rock di classe per tutti i gusti, da non perdere!

 


LOIDA LIUZZI: Loida ha iniziato la sua carriera musicale ad Asunción, in

Paraguay, influenzata dalla musica folk di suo padre e colpita

dalla chitarra elettrica di Jennifer Batten che suonava con

Michael Jackson, è così che fin dalla tenera età sapeva di voler

diventare una chitarrista.

Dopo aver studiato chitarra classica e chitarra contemporanea al

Conservatorio Nazionale di Asunción, ha concentrato la sua

carriera sulla chitarra elettrica e ha iniziato a fare esperienza sul

palco all'età di 19 anni. Ha iniziato con gruppi rock e poi ha

partecipato a progetti più importanti con la Big Band "Hector and

The Monkey Brothers" con grande accettazione da parte del

pubblico nel suo paese.

Successivamente ha creato una band pop-rock chiamata Bloody

Mary con la quale ha acquisito esperienza internazionale,

presentando uno spettacolo energico basato su canzoni pop ma

con una forte strumentazione in cui la chitarra elettrica di Loi brilla

in ogni canzone, portandoli a nuove dimensioni. Questo progetto

l'ha portata in tournée a Doha, in Qatar, durante la Coppa del

Mondo FIFA.

L'EP presenta collaborazioni stellari come Greg Howe, Marco

Minnemann e Pete Thorn ed è composto da 6 brani

strumentali composti ed eseguiti da Loida.




 FRANCESCA LUNA: 

Francesca Luna, cantante/cantautrice toscana, ha iniziato molto piccola a studiare pianoforte, proseguendone lo studio per diversi anni. Nonostante la musica l’abbia accompagnata fin da piccola, la passione per il canto non è nata subito: solo all’età di 16 anni è scattato quel qualcosa che l'ha spinta a voler scrivere i suoi testi ed a cantarli accompagnandosi al pianoforte. Partecipa a diversi concorsi nazionali ed ogni volta riesce ad ottenere risultati sempre più soddisfacenti, che la incoraggiano a proseguire, a credere in se stessa e in questa direzione: la musica. Nel 2006 dopo essere approdata alla finale nazionale dell’Accademia di Sanremo con un suo brano inedito, partecipa al Festival di San Marino classificandosi anche qui tra i 26 finalisti e giungendo di diritto alla cosiddetta “FINALE DISCOGRAFICI”: proprio in quel contesto nasce la collaborazione con il produttore milanese Michele Di Salvia, il quale da subito decide di lavorare e promuovere il progetto di Francesca e, grazie a questa collaborazione, Francesca nell'autunno 2008/2009 entra nella scuderia della Target, la storica etichetta indipendente gestita da Angelo Carrara, con la quale inizia a lavorare al suo album di esordio in veste di autrice e coautrice.



SOUNDSICK

 

SOUNDSICK: I SOUNDSICK sono un Power Trio Alternative Rock composto da due fratelli Ilario e Alexander Onibokun e Valentino Teodori. Le loro influenze spaziano dal post rock al post grunge, dal progressive alla psichedelia, cercando di unire il semplice al complesso, ma senza mai perdere di vista l'essenza della forma e della melodia. Nel 2012 pubblicano l'album di debutto "ASTONISHMENT" con la SEAHORSE RECORDINGS, etichetta indipendente guidata da Paolo Messere (Blessed child opera, Ulan bator) presso l’ Indie Factory studio di Sassari. Sarà poi masterizzato da CARL SAFF a Chicago (U.S.A.), noto come produttore e ingegnere del mastering di diverse scene della musica internazionale come “Thurston Moore” dei “SONIC YOUTH”, “Dinosaur Jr.”, “Don Caballero”, ”Coco Rosie” e “Melt Banana”.

Durante il corso degli anni hanno avuto una buona ed intensa attività live, hanno vinto numerosi concorsi tra cui AREZZO WAVE MARCHE, MARTE LIVE MARCHE e ROCK IN THE CASBAH (Sanremo) ed hanno avuto l’occasione di aprire concerti a gruppi di nota rilevanza nel panorama musicale come: NICK OLIVERI ( Queens of the stone age, Kyuss, Mondo Generator ),THE FRATELLIS, NICCOLO’ FABI, IL TEATRO DEGLI ORRORI, ZU, NOBRAINO, IG( Gianni Maroccolo, Luca Bergia, Ivana Gatti), DUFRESNE, CRIMINAL JOKERS. Il loro video musicale “Loneliness” è stato scelto e trasmesso in alta rotazione dalla redazione di “ROCK TV”, sono stati recensiti su alcuni giornali nazionali importanti e su alcune principali riviste musicali ottenendo ottimi riscontri di critica e pubblico.

Il loro ultimo lavoro, inciso presso l’ Indipendente Recording Studio, è stato registrato e mixato da NICOLA GIORGETTI e DAVID LENCI (Ex Tecnico del suono dei VERDENA), il quale gode di buona fama anche all'estero grazie alle collaborazioni avvenute con artisti internazionali come STEVE ALBINI e JOSH KLINGHOFFER (RED HOT CHILI PEPPERS), mentre il Mastering è stato affidato all' ingegnere del suono GIOVANNI VERSARI, il quale è noto per aver masterizzato tra i vari artisti, i MUSE con l'album Drones.

Ad Aprile 2023 sono entrati a far parte del roster dell’ ACCANNONE RECORDS, nota casa discografica capitanata da MAX MARTULLI (tour manager di AFTERHOURS, NEGRITA, DIODATO, VASCO BRONDI e molti altri). Oggi sono usciti con il nuovo album “Epigram”.





SCEGLI IL TUO POSTO E PRENOTA: 

https://www.teatrosangiovannibosco.it/loida-liuzzi-band-2023/

domenica 3 settembre 2023

Mesmerising

MESMERISING – Mesmerising
Autoproduzione
Genere: Progressive Rock Italiano
Supporto: Singolo Digital Bandcamp – 2023




Chi mi legge lo sa bene, non è mia consuetudine recensire un singolo, troppo poco per dare una visione totale dell’imminente album in uscita di un artista, tuttavia nel caso di Mesmerising ho ritenuto di dare uno strappo alla regola. Il perché è presto detto, solitamente un singolo è il brano più ruffiano di un album, spesso fuorviante su quanto invece in realtà si potrà andare ad ascoltare nell’interezza di un lavoro. Quante volte abbiamo apprezzato nel tempo canzoni maggiormente articolate e magari non capite al momento piuttosto che il pezzo orecchiabile, personalmente è capitato spesso. Nel caso di Davide Moscato invece il suo mondo sonoro è rimasto invariato, la qualità della musica proposta in “Mesmerising” resta su un piano molto interessante e altamente progressivo, con influenze del passato magari legate alle Orme e una rivisitazione del tutto in chiave moderna.
Quindi dietro al progetto Mesmerising c’è Davide Moscato autore della musica assieme a Fabio Vaccaro (voce, piano, synth D.M., chitarra, basso, tastiere), Alex Laporta  (chitarra), e Alberto Bellani (batteria).
L’artista di Desenzano ha alle spalle una buona discografia composta da sei realizzazioni a partire dai singoli e io mi sono occupato anche della recente uscita “The Clutter Storyteller” (Lizard Records – 2020) che potrete rileggere a questo link: https://nonsoloprogrock.blogspot.com/2020/08/mesmerising.html
Due le canzoni uscite in digitale su Bandcamp, ”Soundscape (con Andrea Amati e Martin Grice fiatista dei storici Delirium oltre che nella Z Band di Fabio Zuffanti)” e “UVB -76 4625 KHZ “.
https://mesmerising.bandcamp.com/album/mesmerising
Il primo brano di quasi otto minuti lascia spazio a un grande movimento melodico dal dna italico, uno spaccato di vita fra narrazioni e ricordi adagiato inizialmente su un tappeto sonoro orecchiabile, per poi lanciarsi a metà del brano nel mondo del Prog vero e proprio dove la ritmica ricopre un ruolo di primo piano assieme ai cori. Un equilibrio interessante fra ricerca e classicismo attraverso una bella voce protagonista, quella di Moscato. Il sax di Grice se vogliamo è la ciliegina sulla torta. Molta intensità, un bell’esempio di Prog moderno italiano che fa ben sperare per l’uscita ufficiale. Moscato ricerca molto e pone attenzione alla cura dei particolari, non ti aspetti neppure un finale tipicamente Southern Rock.
Suoni elettronici, rumoristici ed atavici per “UVB -76 4625 KHZ”, questo pezzo potrebbe benissimo risiedere in un album dei storici Area.
Questo in sintesi è il nuovo singolo di Mesmerising, un lavoro che approccia al genere con maturità e intenzione di proporre nuove soluzioni con coraggio ed una attenzione particolare alla buona melodia spesso protagonista assieme alla ricerca. Un lavoro per orecchi preparati e menti aperte. MS



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Sito ufficiale  HYPERLINK www.davidemoscato.com





Versione Inglese: 


MESMERISING - Mesmerising
Self-production
Genre: Italian Progressive Rock
Support: Digital Bandcamp single - 2023


Those who read me know it well, it is not my custom to review a single, too little to give a total view of an artist's upcoming album release, however in the case of Mesmerising I felt I should give a break from the rule. The reason is quickly stated, usually a single is the most pandering track on an album, often misleading as to how much one will actually get to hear in the entirety of a work. How many times have we appreciated over time songs that are more articulate and perhaps not understood at the time rather than the catchy song, personally it has happened often. In the case of Davide Moscato, on the other hand, his sound world has remained unchanged, the quality of the music proposed in "Mesmerising" remains on a very interesting and highly progressive level, with influences from the past perhaps related to Orme and a revisiting of everything in a modern key.
So behind the Mesmerising project is Davide Moscato author of the music together with Fabio Vaccaro (vocals, piano, D.M. synth, guitar, bass, keyboards), Alex Laporta (guitar), and Alberto Bellani (drums).
The Desenzano-based artist has a good discography behind him consisting of six releases starting with singles, and I also covered the recent release "The Clutter Storyteller" (Lizard Records - 2020), which you can read again at this link:
 
https://nonsoloprogrock.blogspot.com/2020/08/mesmerising.html
 
Two songs released digitally on Bandcamp, "Soundscape (with Andrea Amati and Martin Grice fiatist of the historic Delirium as well as in Fabio Zuffanti's Z Band) " and "UVB -76 4625 KHZ ".
 
https://mesmerising.bandcamp.com/album/mesmerising
 
The first track of almost eight minutes gives way to a great melodic movement with an Italic DNA, a cross-section of life between narratives and memories laid down initially on a catchy sound carpet, and then launching halfway through the song into the world of real Prog where the rhythmic plays a leading role along with the choruses. An interesting balance between research and classicism through a fine lead voice, that of Vaccaro. Grice's sax if you will is the icing on the cake. Much intensity, a fine example of modern Italian Prog that bodes well for the official release. Moscato researches a lot and pays attention to detail, you don't even expect a typically Southern Rock ending.
Electronic, noisy and atavistic sounds for "UVB -76 4625 KHZ," this piece could very well reside on an album by historical Area.
This in a nutshell is the new single from Mesmerising, a work that approaches the genre with maturity and an intention to come up with new solutions with courage and a focus on good melody often starring along with research. A work for trained ears and open minds. MS