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sabato 5 giugno 2021

Wine Guardian

WINE GUARDIAN – Timescape
BM Burning Minds Group - Logic Il Logic Records
Distribuzione: Plastic Head
Genere: Metal Progressive – Progressive Rock
Supporto: cd – 2021




Prosegue l’evoluzione artistica del trio milanese Wine Guardian, la vena compositiva sembra aver trovato il giusto affluente musicale. Il trio composto da Lorenzo Parigi (voce, chitarra), Stefano Capitani (basso, voce) e Davide Sgarbi (batteria e voce), realizza “Timescape” dopo i buoni
“Fool's Paradise” (2013 – Autoproduzione) e “Onirica” (2017 – Autoproduzione).
Il genere in cui spaziano è il Metal Progressive ma con uno sguardo attento al Progressive Rock stesso, anche a dimostrazione di una buona conoscenza della storia musicale in senso generale. L’album è formato da sette canzoni per una durata totale di quasi un ora. La formazione a tre ed il genere proposto possono far pensare ad uno stile Rush completo, tuttavia all’interno delle composizioni le influenze risultano molteplici. Dopo un inizio di carriera che protende verso sonorità Queensrÿche, Savatage e Fates Warning, la band si raffina lasciandosi contaminare anche da suoni di band più recenti (se così possiamo definirle) come Opeth e Porcupine Tree.
Il disco si apre con l’energia di “Chemical Indulgence”, un riff massiccio alla Holocaust ne è spina dorsale per poi lasciarsi variare dalle armonie progressive sempre relegate ai cambi di ritmo e di umore. La voce di Lorenzo Parigi è malleabile a seconda delle situazioni, riesce ad essere melodica e pulita, oppure nel caso ruvida e addirittura growl. Si staglia avanti all’ascoltatore un banco di nebbia durante l’ascolto della “Opethiana” “Little Boy”, salvo diradarsi nel corso del prosieguo.
Un arpeggio acustico di chitarra introduce la strumentale “Magus” che potremo definire complementare alla precedente “Little Boy” per atmosfere, non certo per il completo andamento. Il pezzo è davvero un bell’esempio di come si può concepire oggi un certo tipo di Metal Progressive, apportandoci soluzioni moderne e non scontate. Un frangente molto divertente e scorrevole. Adiacente giunge “Digital Dharma”, in qualche momento vicino al Neo Prog inglese. Aumentano le soluzioni sonore e la durata del brano con “The Luminous Whale”, qui davvero molto materiale per il Prog Metal fans, ancora di più nella mini suite di quasi tredici minuti “The Astounding Journey”, per chi vi scrive fiore all’occhiello di “Timescape”. Il disco finisce con dolcezza e stile grazie all’acustica “1935”, un bell’arrivederci da parte del trio che spero di poter riascoltare con nuovo materiale al più presto se questi sono i risultati. “Timescape” è stato registrato, mixato e masterizzato da Andrea Seveso, nei Ivory Tears Music Worksstudio.
Concludo la recensione riportando mie parole scritte all’interno del libretto che accompagna “Timescape”:


La musica all’ascolto propina immagini che prendono il posto delle parole, dove esse non raggiungono più  lo scopo esplicativo del concetto voluto.
Subentrano prepotentemente nella nostra mente.
Il Metal Progressive attraverso gli alti e bassi di ritmo si presta molto all’immaginazione essendo un insieme di generi incastonati fra di loro.
I Wine Guardian hanno assimilato la lezione storica delle band passate e con la propria personalità che trasuda inevitabilmente mediterraneità, amalgamano  un mondo sonoro visionario, esplicativo, risoluto.
La tecnica non fa di se inutile vetrina, bensì si mette a disposizione della melodia, il tutto rigorosamente fra sterzate umorali.
Una nuova avanguardia sonora si fa ulteriormente avanti attraverso band come i Porcupine Tree,  Opeth e Soen, un muro sonoro che i Wine Guardian attraverso Timescape riescono a riproporre con raffinatezza e consapevolezza. La musica è questo”.


Per gli appassionati collezionisti di dischi dico altresì che di “Timescape” ne esiste una speciale edizione limitata di sole 30 copie a cura di Outward Styles (disponibile solo sul sito web dell’etichetta). MS
 
 
https://www.wineguardian.it/





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