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sabato 5 giugno 2021

Gianni Venturi

GIANNI VENTURI – Socrate E’ Morto
Atoproduzione
Genere: Sperimentale – Voce
Supporto: cd – 2021




L’artista emiliano Gianni Venturi è un valore aggiunto per l’arte contemporanea italiana, non soltanto in sede musicale, quanto letteraria. Il poeta sperimentatore della voce possiede moltissimi progetti in corso ed alle spalle, fra i tanti ricordo la recente collaborazione con Alessandro Seravalle (Officina F.lli Seravalle, Garden Wall), gli Altare Thotemico e Moloch.
Personalmente sono stato fra i primi critici musicali a credere nella sua arte sin dal 2009, a supportarlo a dovere, perché ho sempre ritenuto il connubio poesia/sperimentazione un contesto esplosivo per comunicazione ed emozioni, mentre in lui ne intuivo il perfetto viatico. Gianni Venturi è un nostro genio al riguardo, un fiume in piena, ma quello che maggiormente colpisce dell’artista è la semplicità con cui fa sgorgare le proprie opere. Ha una capacità comunicativa devastante, una interpretazione graffiante al servizio di argomenti mai banali, sempre annessi nel contesto sociale. La voce è il suo strumento, il canto sciamano un punto di riferimento e non soltanto di partenza, l’artista con il proprio strumento naturale ricerca e come anche nel caso di “Socrate E’ Morto” ne fa uso totale. Unico strumento dell’album riesce a completare foneticamente le poesie che compongono questo ultimo lavoro composto da undici tracce sonore.
Praticamente impossibile recensire un album di poesie in fonetica, è come descrivere a parole un mondo senza farlo vedere quando esso è unico nel suo genere.
Ci provo sempre, ma Venturi è appunto un mondo a parte, da visitare per comprenderlo al meglio in tutte le sfaccettature che propone.
Ed è con “Buco Nero” che si aprono le danze, le voci riproducono suoni che circondano la poesia. Nenie, tonalità mutevoli ed echi lasciano l’ascoltatore interdetto fra lo stupore dei suoni e quello delle parole.
Voce su voce è l’arma vincente di Venturi.
Come Bobby McFerrin adopera il suo corpo come strumento, anche qui il concetto non si discosta dal risultato, la title track “Socrate E’ Morto” cerca una via di fuga da questa società, un monito quasi disperato nella ricerca di un aggregazione nuova, per non sentirsi più soli e spaesati. Voglia di resettare, estraniarsi da questo mondo che poco di buono ci sta lasciando. Una visione oscura ma inesorabile, quasi un grido di disperazione da parte dell’autore. Il concetto prosegue in “Like” anche se qui Venturi diventa più un osservatore dei fatti oltre che un registratore.
Le voci sovra incise fanno musica in “Paese Che Crolla”, qui la melodia fa capolino timidamente, quasi strano poter dire che il pezzo è una canzone dove l’autore recita sempre ma con armoniosa musicalità. Tuttavia le parole procedono la via della durezza.
“L’Uomo Nuovo” è pessimistica, una marcia verso la sconfitta sociale, sottolineata dalla cadenza ritmica della voce in accompagnamento al brano, in questo caso più prosa che poesia. Narrazione acida in “Il Demone Dalle Ossa Rotte”, ancora distrofia sociale mentre la parte musicale gode di un attenzione fonetica maggiormente impegnativa.
Come vede Venturi  un benpensante? Lo ascoltiamo nell’ ironica “Ritratto Di Uno Stronzo Allo Specchio”, il titolo di per se toglie molti dubbi al riguardo. Più solare ed ariosa “Ommaya”, mentre “I Am Sorry I Don’t Speak English” spinge l’acceleratore sull’ironia. Ritorna la poesia pessimistica in “Obsolescenza Programmata” probabilmente adoperata come un salvagente mentre “Black Hole” chiude il disco e guarda caso è lo stesso titolo del primo brano soltanto in lingua inglese.
L’artista gioca con l’ascoltatore ma lo fa a mio modo di vedere in maniera inconscia, liberando soltanto l’arte che è in lui, senza badare a compromessi o eventuali commenti negativi. Un vero artista fa questo, o per meglio dire deve fare questo. Se si ha da dire lo si fa con la personalità e non con la voce di altri, quindi concordo pienamente con il modus operandi del poeta. Ciò può piacere o meno, non importa, resta il fatto che personalmente io nel 2021 voglio ancora sentirmi stupito, ora più che mai visto che la società ci propina sempre più prodotti preconfezionati o politicamente corretti.
Per me Gianni Venturi è sempre stato una boccata d’aria pulita e continua ad esserlo ancora oggi, capisco la difficoltà del prodotto per chi non frequenta la sperimentazione e la poesia, pazienza, io intanto godo. Dimenticavo la cosa più importante: Non allarmatevi ma vi confessiamo che… Socrate è morto! MS

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