Pagine

venerdì 20 novembre 2020

Scherzoo

SCHERZOO – 05
Lizard Records/Open Mind
Genere: Progressive Rock – Zeuhl
Supporto: cd – 2020




I Scherzoo provengono dalla Francia e precisamente da Lione. Si formano nel 2005 grazie all’idea del compositore e polistrumentista François Thollot. Inizialmente la formazione non trova molta stabilità, essa la raggiungono circa intorno al 2011, anche se nel tempo le pedine cambiano nuovamente, tuttavia nel frattempo la band si mette alle spalle molta esperienza suonando dal vivo.
La musica proposta è completamente strumentale ed è un mix di generi che spaziano dal Jazz Fusion  al sound di Canterbury, Zeuhl, RIO e Prog sinfonico classico. Come il titolo dell’album lascia presagire con “05” siamo al quinto sigillo da studio, mentre gli album precedenti hanno sempre il titolo con numero progressivo, iniziando da “01” che è dell’anno 2011.
La formazione oggi vede Clément Curaudeau alla batteria, Anthony Pontet alle tastiere e sintetizzatori, Grégoire Plancher al piano e Mellotron e François Thollot  al basso. Il packeging che accompagna il disco è molto semplice ed è in forma cartonata, mentre l’artwork risulta ad opera di Blériotte.
Il quartetto si presenta subito coeso in “Sunday Theraphy”, canzone dalla ritmica spezzata ed interessante. Frammenti di Mellotron fanno capolino su una base prettamente sorretta da tastiere, il profumo degli anni ’70 aleggia nell’aria, pezzo ben strutturato e armonioso. Un intro Jazz Fusion apre “Le Réveil” in maniera quasi sorniona per poi aprirsi in scale decise ed efficaci. Come avrete capito nelle canzoni non ci sono chitarre, tuttavia qui si può estrapolare qualche influenza King Crimson e Gentle Giant. I brani sono adiacenti come in un'unica suite. Il gioco a doppia tastiera ha un fascino davvero intenso, qualche volta una gioca il ruolo di ritmica, un poco come fanno i Supertramp, anche se qui della band di Davis non c’è quasi nulla, piuttosto molto del gigante gentile. Le fughe sonore improvvise a spezzare l’ascolto sono decisamente un valore aggiunto.
Attaccato giunge  “Plastic Lizard”, pezzo ricercato ricco di cambi di tempo, alcune soluzioni derivano quasi dall’improvvisazione. Dei passaggi mi fanno venire alla memoria composizioni di gruppi svedesi come i Kaipa o i Sinkadus. Intensa l’apertura di “Xzioz”, altra dimostrazione dell’intesa fra i componenti della band. Qui molto materiale per il Prog fans che ha di che ascoltare. Ottima la parte centrale che rimanda anche ai nostrani Goblin.
Sale ancora il ritmo in “Tourmente Des Nombres” ma è soltanto un momento per poi scorrere via sorniona, da apprezzare anche il lavoro del basso. Il brano più breve dell’album con i suoi tre minuti e trentotto secondi s’intitola “Bacchanales Bucoliques”, breve ma di personalità, lo stile dei Scherzoo è ben definito. La lunga suite prosegue con “Le Baron Perché”, rispetto a tutto il materiale sino ad ora ascoltato si può dire che questo è uno dei momenti più melodici del disco, anche se non esiste una vera e propria ballata all’interno ma soltanto momenti più pacati e ricercati. Suite a parte ci sono anche i quattordici minuti conclusivi di “Tsunami”, grande dimostrazione di composizione, groove e tecnica davvero notevoli.
“05” si ascolta con piacere, non aggredisce mai e allo stesso tempo muta, sfugge. Un lavoro onesto che fa di questa musica un gentile e rispettoso abbraccio al Prog fans, sempre notoriamente esigente e mai sazio. MS

Nessun commento:

Posta un commento