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venerdì 4 settembre 2020

Melanie Mau & Martin Schnella

 

MELANIE MAU & MARTIN SCHNELLA – Through The Decades
Autoproduzione
Genere: Acustic Folk – Prog
Supporto: cd – 2020



Il periodo di reclusione forzata dovuto al Covid-19 nel lockdown, musicalmente ha dato comunque alcuni frutti. Molti artisti si sono cimentati in prove casalinghe più o meno impegnative. Melanie Mau e Martin Schnella sono oramai conosciuti in ambito Progressive Rock, specialmente grazie al progetto Flaming Row ed anche loro ne approfittano per registrare il terzo album di cover dopo “Gray Matters” (2015) e “Pieces To Remember” (2018).
Pure in questo caso trattasi di un disco acustico, con Melanie alla voce e Martin Schnella alla chitarra e voce, con loro Mathias Ruck ancora alla voce, Simon Schroder alle percussioni e Lars Lehmann al basso. Nel disco compaiono anche special guest, Jens Kommnick (whistle, violoncello), Marek Arnold (sax, clarinetto) e Jelena Dobric (voce).
L’edizione è curata, con un libretto contenente spiegazioni, foto e credits dell’ascolto, il tutto dentro un formato di cartone. L’artwork ed il design è ad opera di Martin Huch. La durata del disco è estesa, ben settantaquattro minuti di musica suddivisi in quattordici tracce dove gli artisti in questione vanno a toccare differenti generi della musica Rock e Metal, rielaborandoli in veste acustica. Davvero molti i classici che ci aspettano in questo lungo percorso sonoro, ad iniziare da “Dancing Whit The Moonlit Knight” dei Genesis. Toccare un mostro sacro del Progressive Rock è davvero da coraggiosi, specie se lo si vuole interpretare in maniera personale, questo perché il fans del genere è notoriamente geloso dei suoi credo. Ne scaturisce un brano polifonico, Folk, quasi celtico e questo mostra una grande personalità del gruppo. Per chi vi scrive, il bello risiede proprio qui, il coraggio di rendere un brano proprio è encomiabile, specie se il risultato è gradevole e sorprendente. Dopo questo inizio coraggioso è la volta di “Running Up That Hill” di Kate Bush, canzone delicata già del suo grazie soprattutto alla classe immensa dell’artista e qui brava è Melanie a scegliere di non farle il verso, bensì di interpretarla con ben altra personalità. Vigorosa nel ritornello e nell’incedere centrale, la canzone trasporta l’ascoltatore con enfasi.
Il Folk si sposa alla perfezione con il brano “Poesie Im Sand” della band islandese  Árstíðir, brano che potrebbe benissimo risiedere nella discografia dei Capercallie. Viene preso in considerazione anche l’Heavy Metal, ovviamente non nelle sonorità delle chitarre elettriche distorte, bensì nei suoi lati più tenui e folcloristici, i Blind Guardian hanno lasciato piccole perle acustiche al riguardo, qui viene presa in analisi “Harvest Of Sorrow”. La voce di Melanie ben si adatta a tutti gli stili con efficacia.
Bene eseguito il brano “Miracles Out Of Nowhere” dei Kansas, con Martn Schnella in grande spolvero alla chitarra e ancora una volta funziona il gioco polifonico delle voci. Un altro classico del Rock è “Don’t Stop Me Now” dei Queen, brano gioioso, aperto, ricco di voci qui ottimamente interpretato nell’insieme e sottolineo anche  la difficoltà del pezzo solo apparentemente adagiato nel mondo della “canzoncina”. Solido e importante.
Esiste un nuovo supergruppo nel mondo del Progressive Rock moderno, esso si chiama Flying Colors, con un Neal Morse (ex Spock’s Beard) molto ispirato, Melanie & Martin ne omaggiano una delle canzoni più interessanti ed orecchiabili, “Kayla”. Un altro artista importante per la causa Rock è Peter Gabriel (ex Genesis), qui trattato con il brano “In Your Eyes”, impreziosito dal sax, in un momento molto pacato e riflessivo. Musica per la mente.
Restando nel mondo magico e dotto del Progressive Rock, ci si imbatte anche con i maestri del “complicato” i grandi Yes che molto hanno dato alla causa specialmente negli anni ’70. Non a caso il gruppo interpreta un loro classico, quel “And You And I” che va a ripetere quanto da me detto inizialmente nei confronti di “Dancing Whit The Moonlit Knight”. A seguire “Dark Water” (Agent Fresco), “Reason” (Pain Of Salvation), “Creeping Death” (Metallica), “I Am Above” (In Flames) e “Als Ich Fortging” (Karussel). Una parola in più per il brano dei Metallica, davvero arrangiato in maniera impeccabile, specialmente nella ritmica, stravolto ma rispettato nell’essenza. Spero che gli artisti originali abbiano ascoltato questo risultato.
Anche in questo caso “Through The Decades” è una prova di rispetto e di personalità, cover si ma con classe, perché qui gli artisti in questione ne hanno da vendere. Questo disco è consigliato non soltanto agli amanti dei gruppi trattati, ma anche a tutti coloro che amano le melodie semplici. MS 
 
 
http://gray-matters.de/produkte/melanie-mau-martin-schnella-through-the-decades
 



4 commenti:

  1. Salve mi chiamo IVANO, parlando di folk prog sinfonico, spero di leggere la recensione dei KOSMOS "ayan peilli" (se ancora non è stata scritta) questa storica band finlandese molto sottovalutata, giunti ormai al loro 6 album, che ancora una volta ammalia e fa sognare ad occhi aperti con le loro sonorità tipiche. Raccomando anche i VIIMA con il loro folk prog favolistico (incantevole il loro promo album del 2006) come sempre la musica prodotta a nord è di una qualità immaginifica. Grazie

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  2. Ciao Ivano, grazie del tuo ottimo consiglio. Lo definisco ottimo in quanto ho di entrambi i gruppi la discografia e hai ragione, sono davvero interessanti. Nel mio blog li ho nominati solo in questa raccolta: https://nonsoloprogrock.blogspot.com/2011/04/tounen-tytar-2.html Spero di poter approfondire meglio al più presto, ma in questo periodo sono dietro al mio terzo libro. Grazie comunque per la dritta. Se vuoi scrivere tu qualcosa sentiti libero, la pubblico volentieri, anche perchè il blog è nato per condividere la musica ed i pareri. Basta mandare all'indirizzo salari.massimo@virgilio.it

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  3. Many thanks for your warm words and this detailed review Massimo! 😊 Glad to read you like it.
    Best regards, Martin

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  4. Hi Martin! Thank's for the music.

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