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mercoledì 14 agosto 2019

Issun


ISSUN – Dark Green Glow
Autoproduzione -
Genere: Metal Progressive
Supporto: cd  - 2019


Quante volte etichettiamo la musica? Viene naturale, anche per cercare di far capire a chi legge  di cosa si tratta e che genere è. In realtà gli artisti non è che si sentono rappresentati da una etichetta, essi sono liberi di viaggiare con il proprio credo e modo di esprimersi. Comunicano un concetto sia con gli strumenti che con le parole, poi se l’insieme di questo ricade dentro un determinato genere, probabilmente potrebbe essere accaduto non volontariamente.
Il Metal Progressive è un termine che può contenere al suo interno molteplici significati, può esserlo quello dei Dream Theater come quello degli Opeth, due concepimenti distanti eppure rivolti ad una ricerca, sia essa più o meno sinfonica. I primi sono fra i padri del genere, i secondi sono un perfetto esempio di evoluzione di carriera, disco dopo disco all’insegna del costante mutamento.
Ho fatto questo preambolo per chiederci: dove sta andando oggi il Metal Progressive? Chi sono le nuove leve? Ebbene, mi giunge dalla Germania un esordio che sicuramente riesce a mettere d’accordo molti fans, gli Issun. Nel disco intitolato “Dark Green Glow” si possono trovare tutti gli ingredienti sia del passato (Dream Theater compresi) che del presente, il tutto sotto la bandiera della grande melodia, assoluta protagonista!
Il disco è formato da dieci tracce di medio lunga durata, compresa una suite, per una durata totale di 70 minuti di musica. Il gruppo è formato da Marc Andrejkovits (basso), Tobi Schröder (voce), Simon Schröder (batteria) e Markus Ottenberg (chitarra).
Il disco è un concept horror che narra le vicissitudini di una misteriosa foresta verde ed incandescente, presupposto perfetto per un viaggio sonoro dalle differenti sfaccettature.
Già il piano nell’introduttiva “Think I’ll Stay In Bad Today” ci rammenta la scuola del teatro dei sogni, ma in questo disco le melodie sono più importanti della tecnica soffocante, estratta solamente al momento giusto, quello dei brevi assolo strumentali. Sin da subito risulta buono l’uso della voce da parte di Tobi Schröder, malleabile a seconda delle esigenze. Unificatamene giunge “Lost Generation”, vero singolo dell’album di facile memorizzazione.
Più ricercata “Falling Aways”, ovviamente ricca di cambi umorali, fragile in certi movimenti, più di carattere in altri, pur rimanendo negli ambiti della musica melodica, il piano molto spesso sottolinea il concetto. Molto Progressive Rock. A seguire la più ritmata “Sleep In The Forest”, brano di cui potete vedere anche il video su You Tube. Qui noterete ciò che ho detto sin dall’introduzione, ossia l’unione fra il passato ed il presente con l’attenzione rivolta alla formula canzone.
Giunge poi la suite “Tempest Of Laughter” con i suoi diciassette minuti per farci capire al meglio di che pasta sono fatti gli Issun. Sempre in cattedra la voce di Tobi, sempre convincente il modo di comporre la musica da ascoltare con assoluta attenzione e trasporto. Il solo di chitarra mi lascia spaziare con la fantasia, mentre il tutto si affaccia anche nel mondo del Rock Progressivo, specialmente quello degli anni ’80 caro a band come Marillion, IQ, Pendragon, Pallas etc.
Parte centrale della suite carica di energia, e la voce sale, per poi tornare anche a sussurrare.
Dopo questa scorpacciata serve una tregua, in realtà “Twilight Forest” è una mezza tregua, la ricerca continua, specie nella ritmica e comunque sempre nel recinto della melodia facile.
Gli Issun qualche volta sembrano andare un poco con il freno a mano tirato, ossia vogliano domare l’anima Metal che c’è in loro, facendola affiorare solo di tanto in tanto, ma questa è anche il loro stile, per cui va bene così. Mi riferisco soprattutto alla title track “Dark Green Glow”.
“Jessica” è davvero un momento di stacco dell’album, dove tutto è nelle mani della robusta ritmica di Simon Schröder.
“Remember Me” è fra le mie favorite, per intensità e groove in crescendo. Il disco si conclude con “Ever”, un mix stilistico fra IQ e Toto degli anni ’80.
La musica degli Issun è un punto di congiunzione fra i “metallari” ed i “progghettari”, questi ultimi una volta tanto potrebbero fare uno sforzo per entrare in questo mondo sonoro non sempre necessariamente aggressivo e comunque ricco di sorprese. MS
                                                                                                                           
Ordini o contatti: tobis.drumbeat@yahoo.de


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