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mercoledì 10 aprile 2019

Cyril


CYRIL – The Way Through
Progressive Promotion Records
Distribuzione: G.T. Music
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2019


Se non avete avuto mai modo di ascoltare la musica dei tedeschi Cyril, potete sempre rimediare cercandovi il primo album datato 2013 dal titolo “Gone Through Years”, oppure il secondo album “Paralyzed” del 2016 entrambi editi dalla Progressive Promotion Records. Che musica è? Semplicemente Rock Progressivo melodico, con brevi influenze Metal.
La band formata da Manuel Schmid (voce, tastiere), Marek Arnold (tastiere, sax), Dennis Strassburg (basso), Ralf Dietsch (chitarra), Clemens Litschko (batteria) e Larry B. (voce), trova la strada per un nuovo concept album, questa volta scritto dal grande artista Guy Manning (The Tangent, Parallels Or 90 Degrees). Quello che ne scaturisce si intitola “The Way Through” ed è composto da sette canzoni tutte di medio/lunga durata. Il disco narra di un paziente in terapia intensiva tra la vita e la morte, una lotta contro il coma vista da un mondo parallelo.
La band si coadiuva dell’ausilio di alcuni special guest, Guy Manning stesso (narrazione), Andrea Strassburg (voce), Martin Schnella (chitarra) e Robert brenner (basso).
Il disco si apre con “The Gate” e quello che risalta al primo ascolto è l’ottima qualità sonora, cristallina e ben definita.  Il Progressive dei Cyril è semplice e diretto, avvinghiato al Rock e alla melodia facile, anche se alcuni richiami ai Genesis sono evidenti. Ovviamente cambi di tempo e di umore si alternano durante il corso dei brani. Importante nella valenza dell’insieme, il lavoro delle tastiere che fanno da sottofondo rendendo l’ascolto più pieno e gradevolmente arrangiato.
“My Own Reflection” ha dentro di se un insieme di influenze che vanno ricercate anche negli anni ’90, nel New Prog e in certo AOR. Un solo di sax spacca in due il brano molto orecchiabile, dandogli una marcia in più, per sorprendere spesso basta la semplicità. I crescendo finali funzionano sempre, così il brano resta già uno dei momenti più interessanti del disco. Arpeggio di chitarra e tastiere aprono “First Love (A Lullaby)”, brano di quasi nove minuti molto popolare nelle scelte melodiche, anche troppo insistente.
Più o meno della stessa durata “Get Up High”, canzone con tutti gli ingredienti Prog al posto giusto con un sound di classe davvero avvenente. Da metà brano parte uno strumentale ricercato fra chitarre elettriche, tastiere molto muscoloso e diretto per poi pacarsi come il genere spesso richiede.
New Prog per “A Sign On The Road”, personalmente ho qualche brivido anni ’80. Una ballata intensamente armoniosa dal forte pathos. Il cuore Cyril è soffice.
Giochi di elettronica aprono “The Wasteland – Home Again” e si ritorna a creare melodie popolari seppur sempre di classe. Il disco si conclude con “The Way Through?” che da solo vale il prezzo del disco, uno strumentale in crescendo senza troppi fronzoli, caldo e rilassante.
E’ sempre un piacere ascoltare un disco dei Cyril, chi ama la musica in senso generale deve dare almeno una opportunità a questa band che sembra non sbagliare mai un colpo. MS


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