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domenica 23 settembre 2018

SPECIALE: MEZZ GACANO, la libertà dei suoni.


MEZZ GACANO – Palòra Di Boskàuz
Sasime Records
Genere: Rock In Opposition (R.I.O.)
Supporto: cd – 2002


Dietro il nome Mezz Gacano c’è l’artista, polistrumentista e compositore Davide Nino Urso Mezzatesta. Il suo progetto nasce a Parma, e precisamente a Salsomaggiore Terme, dopo l’incontro con John Zorn a Firenze, nel settembre del 1997. Nel 1998 l’artista si trasferisce a Palermo e dopo varie vicissitudini, annessi cambi di gruppo e di elementi, a maggio del 2001 i Mezz Gacano si stabilizzano con la seguente formazione: Davide Mezzatesta (voce e chitarra), Marco Monterosso (voce e chitarra),  Giovanni Di Martino (cori e tastiere), Lucio Giacalone (basso) e  Piero Pitingaro (batteria).
La cultura musicale di Mezz Gacano è quantomeno ampia e aperta ad ogni tipo di innesto, basta dire che i suoi ascolti variano da Zorn a Anthony Braxton, Bill Laswell, Steve Lacy, Mick Harris, Peter Brotzmann, Carlo Actis Dato, Roscoe Mitchel, Robert Fripp, Fred Frith, Frank Zappa, Otomo Yoshide, Arto Lindsay e ovviamente molti altri ancora. Questo bagaglio culturale si evince anche durante l’ascolto delle sue composizioni, mai banali e aperte all’arte a 360 gradi.
Il sunto ne è già l’album d’esordio intitolato “Palòra Di Boskàuz”, un calderone di idee e di musicalità fisica davvero importante. L’album è composto da dodici brani a partire dalla strumentale “Sunday Bloody Sunday” (non quella degli U2 ovviamente)  aperta da undici secondi di follia. Il suono a seguire si stampa subito in faccia in un incedere Hard per poi passare ad un giocoso momento d’improvvisazione in stile Area. Finito? No, ancora cambio di tempo ed umorale con un assolo di chitarra notevole e di tastiere, il tutto in un frangente prima Jazz e poi elettronico, a seguire voci a suggellare il ritornello martellante che in definitiva fa da spina dorsale all’intero brano. Ecco, da queste mie parole avrete già intuito la pasta di questo esordio, oppure vi sarete spaventati.
L’ascoltatore quindi deve essere necessariamente preparato e di mente aperta, disposto a farsi destabilizzare per godere a pieno di questo grandissimo puzzle.
Elettronica, Hard Rock, Punk e molto altro, ascoltate “Froka” e ditemi cosa ne pensate. La globalità del sound è semovibile, incentrato su momenti di energia a tratti dura e in altri momenti nervosa in stile King Crimson. Frank Zappa fa capolino spesso e volentieri. Non c’è un brano che annoia o che sia scontato, almeno per il mio gusto personale, un susseguirsi di sorprese che nella maniera più assoluta non vorrei rovinare.
Musica per tutti i gusti dunque, anche per scatenarsi oltre che per pensare. Io tutto questo lo definisco vero Progressive Rock, perché in esso c’è ricerca e coraggio. Suoni, suoni e suoni.
Un esordio importantissimo, che vede un Mezz Gacano carico di idee e di energia, approfittatene. MS




MEZZ GACANO & ZONE EXPERIMENTALE – Froka
Lizard Records
GENERE: RIO
Supporto: cd – 2016



C’è chi la musica la vive per diletto, chi per passione, chi l’adopera da sottofondo, chi la rovescia come un calzino per trarne nuove emozioni. Esistono situazioni dove l’artista parte con l’intenzione di creare qualcosa di differente, disinteressandosene  del responso pubblico, questo accade quando l’arte prende il sopravvento. In Italia abbiamo vissuto e stiamo vivendo queste situazioni seppure in maniera dosata, come ad esempio con i Stormy Six nel passato, oppure oggi con alcuni progetti di Fabio Zuffanti o gli Yugen solo per fare pochi nomi.
Mezz Gacano e’ un progetto musicale palermitano che prende forma nel 1997 grazie a David(e) Nino Urso Mezzatesta, formatosi dalle ceneri di Multimedial Stigghiolizing Enterprise e Tchazart. Le influenze musicali  si possono estrapolare dall’ascolto di artisti come Frank Zappa, King Crimson, Gong, Naked City, Mr.Bungle e Oziric Tentacles. La carriera musicale del gruppo è ricca di esperienze ed artisti, fino al raggiungimento del primo album in studio intitolato “Palòra Di Boskàuz” (Sasime – 2002), dove al proprio interno anche una ballad può essere Punk!
L’approccio musicale di Mezz Gacano è questo, e se poi  a quanto detto ci si va ad unire la collaborazione con l’ensemble svizzero Zone Experimentale (nomen omen), non può che nascere un prodotto quantomeno interessante e non scontato.
“Froka” è un concerto registrato live suddiviso in undici movimenti sonori che non potremo mai chiamare “canzoni”, ad iniziare dalla breve ed introduttiva title track “Froka”. L’aria accompagna all’ascolto catturando immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. L’album strumentale si apre a tutti gli effetti con “Okain Loiknaf” fra cambi di ritmo e d’ umore. Con archi e flauto che giocano a colloquiare, si giunge a “Lioschi Lioschije”, aria a tratti sospesa, solamente animata dalla discussione fra strumenti che più che suonare, parlano fra di loro. L’energia sprigionata da “Bechamel” mette alla luce il lato  Crimsoniano del progetto, fra suoni nervosi e cadenzati. Ciò accade anche nel successivo movimento “Lioschi Lioschije”. Andamento ondivago per “Kitch Bitch Beach”, giocoso ed irriverente. Ma non vorrei togliere tutto il gusto della scoperta, lascio a voi il piacere di essere stupiti, in fin dei conti avete già focalizzato da queste mie parole il tipo di prodotto. Vorrei comunque sottolineare che “Froka” è registrato nel 2013, ed è solo grazie all’attenzione della Lizard che il progetto vede la distribuzione vera e propria, affidata a BTF, GT Music, Pick Up, Ma.Ra.Cash e Syn-Phonic.
“Froka” è musica da “ascoltare”, non da “sentire”, una sorta di opera sperimentale moderna che non ha la pretesa di essere un classico, ma che ha la brillantezza e la capacità di risultare unica nel suo genere, e questo si grazie all’estro compositivo di Mezz Gacano, ma anche agli arrangiamenti di Flavio Virzi.
Buon Ascolto. MS



MEZZ GACANO & SELF STANDING OVATION BOSKAUZ ENSEMBLE – Kinderheim
Lizard Records
Genere: Rock In Opposition (R.I.O.)
Supporto: cd – 2017


Il geniale compositore e polistrumentista Davide Mezzatesta, in arte Mezz Gacano ritorna al pubblico nel 2017 con questo ultimo lavoro dal titolo “Kinderheim”, quarto suggello. Chi lo conosce o chi già ha avuto modo di leggere altre recensioni, già sa bene che l’artista è “totale”. La sua cultura musicale è espressa nelle note in maniera inconfutabile, fra stili che variano dal classico al Jazz, dal Rock, all’Hard Rock a influenze più marcate come il sound di certi King Crimson oppure di Frank Zappa, altro genio della nostra musica mondiale sempre poco citato.
Ora devo dire alcuni “Finalmente”, il primo riguarda la musica ovviamente, finalmente posso godere di vero Prog Rock , cosa che ultimamente mi è capitato di rado. Perché ho detto vero Prog? Sembra così che esista anche il finto Prog Rock. Ho detto così semplicemente perché non basta ripetere i fasti del tempo passato, se intendiamo “Progressive” nel significato che gli spetta, si intende soprattutto il dover  progredire il suono della musica, e per fare questo si deve OSARE. Ecco, oggi  come oggi ho sentito pochi artisti osare nuove soluzioni ed innesti, alcuni nomi per spiegare meglio il concetto possono essere Moloch di Gianni Venturi o i progetti di Claudio Milano e pochi altri ancora,  parlo di stile, forte personalità e di composizione oltre che di strumentazioni varie. Qui infatti si trovano archi, trombe, clarinetti, flauti, sax,  chitarre elettriche, tastiere, elettronica e molto altro. Musica totale che comunque nel suo essere apparentemente fuorviante e ricercata dimostra di avere un grande rispetto per il passato. Quando fai l’orecchio ad un sound, Mezz Gacano ti volta le spalle inserendone uno completamente opposto, se vogliamo una sorta di “schiaffo o bacio”.
Il secondo “Finalmente” lo dedico all’ artwork davvero ben curato e completo oltre che elegante nella sua confezione cartonata, ad opera di Antonio Cusimano / 3112htm.com. Questo è anche rispetto per chi spende soldi nel comperare un disco, visto poi che l’acquirente oggi è un personaggio in via d’estinzione, almeno trattarlo a dovere.
Il terzo “Finalmente” riguarda l’incisione, davvero professionale e pulita, cosa non semplice vista la caratura e la quantità di strumentazioni differenti che appunto variano nel disco,  dal classico al Rock, elettronica etc. Tutto ciò ad opera di Luca Rinaudo assistito da Marco Nàscla e Miss Hill Mary nel Teatro Biondo Di Palermo.
“Kinderheim” è un percorso sonoro formato da diciassette frangenti, fra i quali spicca nel finale “Bitter(N) Stormy Over Vesuvio”, ma il perché non ve lo dico,  lascio a chi compera il disco la vera sorpresa (geniale). I brani sono stati composti in diversi anni della sua esistenza artistica. L’album è completamente strumentale (forse) e quindi ancora un'altra scommessa che apprezzo oltremodo.
Basta parole, musica da ascoltare, non da sentire. MS

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